La Gen Z e la nuova cultura del mangiare fuori: esperienze virali e porzioni ridotte

gen z a tavola

I consumatori della Gen Z stanno cambiando il modo in cui gli americani vanno a mangiare fuori. Condividono i piatti principali o ordinano antipasti e menù per bambini per spendere meno. I più giovani scelgono anche con molta cura dove andare, preferendo locali visti sui social.

Quando Mia Jones esce a cena con gli amici, cerca un posto “giusto”: non troppo popolare, ma con un’estetica curata.

“Se un ristorante è troppo virale non ci vado, ma se non se ne parla per niente, nemmeno”, racconta Jones, 26 anni, strategist di crescita per la società di consulenza Redscout. “Mi affido alle recensioni: ho bisogno che altri appassionati di cibo approvino un locale prima di spendere i miei soldi”.

Jones rappresenta molti giovani che vogliono ottenere il massimo dal proprio denaro quando vanno a mangiare fuori. Più del 77% dei Gen Z scopre nuovi ristoranti tramite i social media e il 72% si fida delle recensioni su queste piattaforme, secondo un sondaggio di Eater e Vox Media pubblicato a fine marzo.

“Non mangio in un posto che non ho visto su TikTok, perché non mi fido del gusto dei boomer”, aggiunge Jones. “So che i miei coetanei fanno indagini da veri detective quando recensicono un ristorante”.

Affidarsi ai social per scoprire nuovi locali non è l’unico cambiamento nel modo in cui la Gen Z vive la ristorazione. Molti condividono i piatti o ordinano antipasti e menù per bambini per compensare i costi crescenti dovuti all’inflazione e ai dazi.

“Dividiamo antipasti e portate principali così tutti possono assaggiare qualcosa”, spiega Jones. “È un’occasione speciale, vogliamo provare tutto”.

A fine 2024, gli americani spendevano in media 166 dollari al mese per mangiare fuori, secondo la Auguste Escoffier School of Culinary Arts. Intanto, 16 catene di ristoranti popolari hanno aumentato i prezzi del 42% tra il 2020 e il 2025, secondo uno studio di Finance Buzz.

Per i ristoratori, questo significa però scontrini più bassi da parte dei clienti più giovani.

“È una tendenza che il settore osserva con attenzione”, afferma Barry McGowan, CEO della catena di churrascarie brasiliane Fogo de Chão. I Gen Z “sono più attenti al valore. Anche il consumo di alcol sta cambiando: questa generazione preferisce cocktail analcolici o bevande a bassa gradazione”. Fogo de Chão ha oltre 70 sedi nel mondo ed è stata acquisita da Bain Capital Private Equity nell’agosto 2023 per 1,1 miliardi di dollari.

Sempre più giovani scelgono di non bere, non solo per risparmiare, ma anche per evitare dipendenze e mantenere uno stile di vita più sano.

“La Gen Z socializza meno di persona, e le norme sociali potrebbero cambiare”, ha spiegato a Fortune Brooke Arterberry, ricercatrice dell’Istituto per la Ricerca Sociale dell’Università del Michigan. “Anche i nuovi modelli educativi contano, così come la pressione a ottenere risultati, la maggiore consapevolezza sui rischi dell’alcol e l’instabilità economica”.

Un rapporto della National Restaurant Association del 2024 mostra che oltre il 75% dei clienti desidera porzioni più piccole a un prezzo inferiore. Alcune catene fast-casual e fast-food si stanno adattando: Subway ha introdotto un menù dedicato agli snack e Panera Bread punta sulla formula “You Pick Two”, che offre una zuppa e mezza porzione di panino o insalata a meno di 10 dollari. La Gen Z preferisce porzioni ridotte.

“Diverse catene hanno notato che, con il calo dei consumi di alcol tra i giovani, lo scontrino medio si è leggermente abbassato”, spiega Joe Hannon, general manager della società di software per la ristorazione Restaurant365. “Alcuni locali stanno anche abbracciando la tendenza degli adulti che ordinano dai menù per bambini, un’opzione economica e con porzioni controllate, utile per attrarre e mantenere i clienti più giovani”.

Un’influencer, Ashley Garrett, ha persino fatto della recensione dei menù per bambini la sua missione. Li prova in quanti più ristoranti possibile per aiutare altri adulti a trovare pasti gustosi e convenienti. Trentatré anni, racconta di mangiare menù per bambini cinque volte a settimana e di trovare le porzioni dei ristoranti troppo grandi e costose.

“Datemi delle crocchette di pollo o un piatto di pasta semplice e sono felice”, ha detto al Wall Street Journal.

Come mangiano le altre generazioni

Non è solo una questione generazionale preoccuparsi dei prezzi in questo periodo di inflazione e fiducia dei consumatori in calo.

L’86% dei clienti ha modificato in qualche modo le proprie abitudini a tavola per affrontare l’aumento dei costi: circa un terzo sceglie piatti meno cari e il 29% pianifica le uscite in base al budget, secondo il sondaggio di Eater e Vox Media. Più del 60% dei baby boomer considera il prezzo equo o ragionevole tra i fattori principali nella scelta di un nuovo ristorante. Un report di McKinsey & Co., pubblicato a febbraio, conferma che sempre meno persone intendono concedersi spese extra per ristoranti e generi alimentari.

Hannon nota però una crescita in una voce precisa per i baby boomer. “Curiosamente, i boomer hanno aumentato la spesa per l’alcol, trattando le uscite a cena come un’esperienza indulgente”, spiega. Mentre la Gen Z scopre nuovi locali sui social, i millennial continuano a usare Google e Yelp per leggere recensioni. “I millennial si affidano molto alle piattaforme online, ma guardano più alle valutazioni e ai commenti che all’estetica”, aggiunge Hannon.

L’articolo originale è su Fortune.com
FOTO: Getty Images—Alessandro Biascioli

Poste Italiane Dic 25

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