Quella di ottobre 2025, per il consiglio direttivo Bce, è una riunione diversa dal solito. Si è tenuta a Firenze invece che a Francoforte, innanzitutto, ed è solo la quarta volta che viene ospitata in Italia. E soprattutto per una volta le decisioni sui tassi sono passate in secondo piano, considerato che l’annuncio di giornata è la decisione di proseguire sul cammino dell’euro digitale.
D’altronde la Banca centrale europea ha confermato quanto si sapeva già: tassi ancora fermi e un’ultima finestra per un cambiamento alla politica monetaria entro l’anno nella riunione di dicembre.
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Per la terza volta consecutiva il Consiglio direttivo ha deciso quindi di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento della BCE, mentre l’inflazione resta prossima all’obiettivo del 2% a medio termine e la valutazione delle prospettive di inflazione è invariata.
I tassi di interesse sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale rimarranno rispettivamente al 2%, al 2,15% e al 2,40%.
Le prospettive di crescita rimangono incerte, ma secondo quanto detto dalla presidente della Bce Christine Lagarde a Firenze, in una conferenza stampa aperta dai saluti del Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, il continente è “in una buona posizione, e faremo quello che è necessario per rimanerci. Con una crescita da 0.2% nel terzo trimestre, secondo dati Eurostat, più di quanto si aspettava il consensus, non possiamo lamentarci, anche se si può fare meglio”.
La crescita secondo la Bce: prospettive incerte
L’economia ha continuato a crescere malgrado il difficile contesto mondiale, dice la Bce. “Il vigore del mercato del lavoro, la solidità dei bilanci del settore privato e le passate riduzioni dei tassi di interesse decise dal Consiglio direttivo rimangono fattori importanti alla base della capacità di tenuta dell’economia. Tuttavia le prospettive sono ancora incerte, soprattutto a causa delle attuali controversie commerciali e tensioni geopolitiche a livello mondiale”.
Secondo Lagarde “Nel terzo trimestre l’Eurozona è cresciuta dello 0,2% con i servizi che continuano a crescere grazie al boom del turismo e dei servizi digitali: molte aziende hanno potenziato l’ammodernamento delle loro apparecchiature e stanno integrando l’intelligenza artificiale” nella loro attività. “Le aziende stanno andando avanti su investimenti e la transizione al digitale attira quegli investimenti: gli impatti sull’occupazione”, con creazione e distruzione di posti di lavoro, “arriveranno col tempo”.
Per Lagarde sul manifatturiero “pesano dazi e una elevata incertezza” mentre “la divergenza fra domanda interna ed esterna dovrebbe mantenersi” anche nel prossimo futuro.
Il Consiglio direttivo della Bce ha sempre lo stesso obiettivo: assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine. “Per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, il Consiglio direttivo seguirà un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione. In particolare, le decisioni del Consiglio direttivo sui tassi di interesse saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”.
L’euro digitale
In conferenza stampa Lagarde ha ringraziato Panetta per essere stato uno degli architetti del progetto euro digitale. “Forse in 10 anni ci saranno meno banconote in giro ma resterà la necessità che ci siano euro” a disposizione dei cittadini, ha detto Lagarde commentando i dubbi di alcuni sull’euro digitale, che in passato è stato criticato anche dal relatore del dossier del Parlamento europeo. “Il denaro – aggiunge – è un bene pubblico, la sovranità sulle valute e sul denaro non è un progetto senza ragione ma incarna al capacità dell’Europa di difendersi”.
Inoltre, il denaro della Bce deve far parte di un sistema in cui le persone possano avere fiducia. Su questo Lagarde chiude il discorso citando la poetessa americana Gertrude Stein: i cittadini “devono avere la sicurezza che un euro è un euro è un euro, come una rosa è una rosa è una rosa”.
Foto Courtesy BCE

