Softbank sceglie OpenAI e abbandona Nvidia, mentre l’AI preoccupa gli analisti

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Softbank ha scelto il cavallo sui cui puntare. La decisione della società giapponese (uno dei principali attori del panorama tecnologico e AI mondiale) di vendere tutte le sue azioni Nvidia per 5,8 mld di dollari ha una ragione prettamente economica: avere più liquidità a disposizione da scommettere su OpenAI, al quale il colosso giapponese è legato a doppio filo. Ma ai mercati la scelta non è piaciuta.

Gli analisti sono rimasti sorpresi davanti alla decisione di puntare su chi ha ancora molto da dimostrare (OpenAI) invece che sulla società che finora ha beneficiato di più dalla corsa all’AI grazie soprattutto alla sua solidità e alle sue capacità industriali. Dall’altro lato, entrambe sono al centro di quella presunta bolla dell’AI che secondo molti analisti comincia a diventare pericolosa.

Tra i tanti indizi, c’è anche quello legato al debito: il Financial Times riporta la sofferenza di un paniere di obbligazioni emesse dai cosiddetti hyperscaler – chi costruisce i data center. Lo spread rispetto ai Treasury Usa è salito a 0,78 punti percentuali, il livello più alto dal primo impatto dei dazi di Donald Trump sui mercati. Per JpMorgan il livello monstre di investimenti in data center richiederà la partecipazione di tutti i mercati di capitali. In sostanza, dice un analista al Ft, “il mercato ha capito che saranno i mercati a dover finanziare questo boom dell’intelligenza artificiale”. Recentemente l’agenzia di rating Moody’s ha segnalato rischi significativi legati al debito Oracle, per fare un esempio.

L’impatto sul titolo Softbank

Il titolo giapponese ha perso fino al 10% prima di recuperare e poi fermarsi a un -3,5% che comunque intacca di poco i guadagni stratosferici di quest’anno (le azioni viaggiano a un +140% da inizio 2025). Anche Nvidia ha perso in Borsa, nonostante Softbank abbia comunicato che la decisione non ha nulla a che fare con l’azienda guidata da Jensen Huang.

Se Nvidia continuasse a crescere come ha fatto finora (rompendo record su record negli ultimi mesi e arrivando a 5.000 mld di dollari di valutazione di mercato) Masayoshi Son, Ceo del Gruppo e uomo più ricco del Giappone, si mangerebbe le mani per la seconda volta: già nel 2019  aveva venduto azioni Nvidia per 3,6 mld di dollari, ed era rientrato nel 2022. Oggi quelle azioni varrebbero 150 mld di dollari.

Il destino di Softbank

Ma secondo Son la scelta di investire e disinvestire, ciclicamente, rappresenta la filosofia stessa (il “destino”) di Softbank.

Inoltre stavolta la decisione di vendere 32,1 milioni di azioni Nvidia arriva insieme a un utile netto raddoppiato a 2,5 trilioni di yen (circa 16,6 miliardi di dollari), il miglior trimestre di SoftBank dal 2022. E per questi risultati Son deve ringraziare proprio la partecipazione in OpenAI, sulla quale quest’anno ha puntato 30 mld di dollari e che i ritorni sull’investimento ha garantito 2,16 trilioni di yen nel periodo preso in considerazione. In totale il Vision Funds del Gruppo, in cui c’è anche la partecipazione in OpenAI, ha guadagnato 2,8 trilioni di yen, ovvero 18 mld di dollari.

Per finanziare la sua scommessa sull’AI SoftBank ha anche venduto azioni T-Mobile (9,17 miliardi di dollari) e ampliato un prestito con margine garantito da azioni Arm Holdings da 13,5 a 20 miliardi di dollari. Nel portafoglio, orfano di Nvidia c’è un’intera filiera AI: Ampere Computing (progettazione di chip), la divisione robotica di ABB e una quota da 2 miliardi in Intel, oltre naturalmente alla stessa Arm.

L’impegno di Softbank verso OpenAI è arrivato nell’ambito di un round di finanziamento da record da 40 mld di dollari che ha portato alla valutazione di 300 mld, successivamente quasi raddoppiata grazie alle altre mosse dell’azienda che ha creato ChatGpt: una vendita di azioni ha fatto raggiungere i 500 mld di dollari di valutazione, superando la SpaceX di Elon Musk tra le startup private.

In realtà i fondi che impegnerà Softbank sono legati alla conclusione della ristrutturazione societaria operata da OpenAI, e potrebbero scendere a 20 mld – o raggiungere i 34,7. Nulla fa pensare che anche in questo caso possa esserci un disinvestimento: oltre al round dei record di quest’anno, Softbank è legata a OpenAI anche dal progetto Stargate (insieme ad Oracle e al fondo emiratino Mgx).

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Poste Italiane Dic 25

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