chip fotonici

Cina, Stati Uniti, Europa. Da circa due anni i chip fotonici sono un nuovo terreno di sfida nella competizione tecnologica globale.

Oltre il silicio, oltre gli impulsi elettrici tradizionali, quello dei microprocessori è uno dei campi dove si gioca la competizione tecnologica globale. In particolare, i microchip fotonici stanno rivoluzionando le industrie della Difesa. Si tratta di dispositivi che utilizzano i fotoni della luce del sole, anziché il tradizionale movimento di elettroni attraverso semiconduttori, e questo permette di ridurre il consumo energetico e conferisce loro una maggior rapidità di elaborazione dati rispetto ai chip tradizionali.

Nel 2023, in occasione del Semicon di Taiwan, evento sui semiconduttori di rilevanza globale, Douglas Yu, vicepresidente per l’integrazione dei sistemi della Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (Tsmc) ha parlato della fotonica del silicio come il futuro della microelettronica. Da qui è iniziato il confronto tra Cina e Stati Uniti.

Un gruppo di ricercatori della Fudan University di Shanghai ha sviluppato un chip con uno spessore di soli 10 atomi accelerando la via verso la miniaturizzazione; contemporaneamente il Siom (Istituto di Ottica e Meccanica di Shanghai) ha svelato un chip per il calcolo ottico integrato con una potenza teorica di 2560 operazioni al secondo.

Il Chip Hub dell’Università Jiao Tong di Shanghai ha dato vita alla prima linea per la produzione di chip fotonici su film sottile di niobato di litio a livello nazionale. Lo stesso materiale utilizzato da Quantum Computing Inc. che, lo scorso agosto, si è aggiudicata un contratto dal National Institute of Standards and Technology del dipartimento per il Commercio. A febbraio, inoltre, Amazon ha collaborato con l’azienda olandese STMicroeletronics alla realizzazione di un nuovo chip fotonico destinato alle apparecchiature per i centri dati AI.

In Europa, la startup danese Sparrow Quantum ha raccolto 21,5 mln di euro in un round di Serie A per la commercializzazione di chip quantistici fotonici, tecnologia di cui è diventata leader in cui la computazione quantistica abbandona il mondo degli atomi per quello dei fotoni.

Se il materiale fondamentale dei chip tradizionali è il litio, quello dei chip fotonici potrebbe diventare il vetro. Del resto, questo materiale è particolarmente adatto a manipolare la luce per via della sua trasparenza e stabilità.

Questa l’intuizione di Ephos, startup nata nel 2022 da Andrea Rocchetto (Ceo), Roberto Osellame (Cto), Francesco Cecarelli e Roberto Corielli. Per questo nel 2023 è stata inserita per la fase II del programma di accelerazione Diana della Nato, raccogliendo 450mila euro. Recentemente ha ricevuto un contributo da 41,5 mln di euro da parte della Commissione europea.

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di novembre 2025 (numero 9, anno 8)

Poste Italiane Dic 25

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