Le accuse di ‘quarto Reich’ di Elon Musk all’Europa non fermano l’Ue, che ha annunciato una nuova indagine su una Big Tech americana. Stavolta nel mirino non c’è la X di Musk, ma Google.
Bruxelles vuole valutare se per la sua intelligenza artificiale Google abbia violato le norme sulla concorrenza utilizzando contenuti pubblicati online da media e altri editori (anche video YouTube) per addestrare e fornire AI senza un adeguato compenso.
Al centro dell’indagine ci sarebbe l’accesso privilegiato ai contenuti per alimentare i servizi AI integrati nel motore di ricerca. Chi sviluppa modelli di rivali a quelli di Google non ha accesso a un ‘tesoro’ del genere.
Inoltre, lo sfruttamento di quei contenuti da parte di Google sarebbe avvenuto senza compensazione economica adeguata per gli editori e senza che agli stessi venisse offerta la possibilità di rifiutarne l’utilizzo. La stessa cosa potrebbe riguardare i video di Youtube e il lavoro dei creatori.
“Stiamo indagando se Google possa aver imposto termini e condizioni ingiusti a editori e creatori di contenuti, mettendo al contempo in una posizione di svantaggio gli sviluppatori di modelli di intelligenza artificiale rivali, in violazione delle norme sulla concorrenza dell’Ue”, ha dichiarato la vicepresidente esecutiva della Commissione con delega all’antitrust, Teresa Ribera.
La scorsa settimana la Commissione Ue ha inflitto una multa da 120 mln di euro a X, il social di Elon Musk, per la violazione degli obblighi di trasparenza previsti nella legge europea sui servizi digitali, la Dsa. E prima ancora era arrivata l’offensiva su Meta e Whatsapp.
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