Se si sogna un giorno di entrare nel club dei miliardari, il punto di partenza migliore potrebbe non essere una business school, ma il circolo di lettura sotto casa. La lettura è l’abitudine più frequentemente citata come legata al successo di alcune delle famiglie più ricche del mondo, secondo un nuovo rapporto di JPMorgan che ha coinvolto oltre 100 miliardari, con un patrimonio complessivo superiore ai 500 miliardi di dollari.
La società di wealth management ha rilevato che anche l’esercizio fisico, la costanza e il fatto di svegliarsi presto contribuiscono in modo significativo al successo di lungo periodo. Ma dalle interviste è emerso soprattutto un tema dominante: un’estrema intenzionalità nel modo in cui viene impiegato il tempo.
“La valuta della vita è il tempo“, ha scritto nel rapporto un capofamiglia miliardario rimasto anonimo. «Non sono i soldi. Si riflette attentamente su come spendere un dollaro. Si dovrebbe riflettere con la stessa attenzione su come spendere un’ora».
Altro che laurea: se vuoi diventare miliardario, apri un libro
In un’epoca guidata dalla tecnologia, in cui strumenti come ChatGpt possono riassumere centinaia di pagine in pochi secondi, sedersi a leggere un libro può sembrare inefficiente. Ma molti dei leader d’impresa di maggior successo al mondo sostengono da tempo il contrario: la lettura approfondita resta uno dei modi più rapidi per costruire una conoscenza solida e duratura.
Il cofondatore di Microsoft, Bill Gates, ha attribuito alla lettura un ruolo centrale nella sua routine di apprendimento. In passato Gates ha dichiarato di leggere circa 50 libri all’anno per mantenersi mentalmente allenato.
“È uno dei modi principali in cui imparo, ed è così da quando ero bambino”, ha raccontato Gates al New York Times nel 2016. “Oggi posso anche visitare luoghi interessanti, incontrare scienziati e seguire molte lezioni online. Ma la lettura resta il modo principale sia per imparare cose nuove sia per verificare la mia comprensione”.
Il miglior libro che avesse mai letto, disse allora, era Business Adventures di John Brooks, il primo libro che Warren Buffett gli consigliò dopo il loro incontro.
Buffett, dal canto suo, è anch’egli un lettore instancabile. “Leggo, leggo e leggo”, ha spiegato Buffett quando gli è stato chiesto come si tenga aggiornato su ciò che accade nel mondo. “Probabilmente leggo cinque o sei ore al giorno. Non leggo più veloce come da giovane, ma leggo cinque quotidiani al giorno, parecchie riviste, i 10-K, i bilanci annuali e molte altre cose”.
Il suo consiglio per chi aspira a diventare leader d’impresa è ambizioso: leggere 500 pagine al giorno. “È così che funziona la conoscenza. Si accumula, come l’interesse composto. Tutti voi potete farlo, ma vi garantisco che non molti lo faranno”.
Le 7 abitudini che contribuiscono al successo delle famiglie più ricche del mondo, secondo l’ultimo report Principal Discussions di JPMorgan:
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Lettura
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Attività fisica
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Costanza
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Svegliarsi presto
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Definire le priorità
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Fissare obiettivi
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Tempo dedicato al pensiero profondo
Come gli ultra-ricchi trascorrono il tempo libero secondo il rapporto di JPMorgan
Sebbene la lettura sia indicata come uno dei principali motori del successo nel lungo periodo, non è il modo in cui la maggior parte delle famiglie ultra-ricche preferisce occupare tutto il proprio tempo libero.
Nel rapporto JPMorgan, la lettura si colloca al settimo posto tra hobby e interessi per cui gli intervistati hanno dichiarato maggiore passione, dietro alle attività all’aria aperta, al tempo trascorso con famiglia e amici e persino al lavoro stesso.
I dieci hobby o interessi più citati dalle famiglie benestanti:
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Attività all’aria aperta e natura
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Lavoro
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Tempo con famiglia e amici
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Tennis
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Sport invernali
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Golf
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Lettura
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Palestra e allenamento
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Pesca
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Ciclismo
Questo divario evidenzia una distinzione chiave: sebbene la lettura non sia il passatempo principale, il suo valore fa sì che venga trattata come una disciplina strategica, una tendenza destinata probabilmente a rafforzarsi ulteriormente man mano che l’intelligenza artificiale cambia il modo in cui le informazioni vengono consumate.
L’uso dell’AI è già diffuso tra gli ultra-ricchi. Quasi otto intervistati su dieci hanno dichiarato di utilizzare l’intelligenza artificiale nella vita personale e il 69% di farne uso anche in ambito lavorativo. In un mondo in cui l’accesso alle informazioni è più semplice che mai, essere intenzionali nel modo in cui si impara – e in come si spende il proprio tempo – potrebbe contare più che mai.
Anche la lista di libri consigliati da JPMorgan per il 2026, pensata “per ispirare un pensiero ambizioso ed esplorazioni coraggiose”, riflette questo approccio. Tra i titoli suggeriti figurano il memoir di Bobbi Brown Still Bobbi, la storia del crollo di Wall Street del 1929 di Andrew Ross Sorkin e Air Jordan, un’analisi dei successi di Michael Jordan nel mondo degli affari.
L’articolo originale è su Fortune.com
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