Anthropic, l’ultimatum del Pentagono: “No a limiti etici sull’uso militare dell’AI”

hegseth dipartimento guerra pentagono anthropic

Sembra finita la luna di miele tra l’amministrazione Trump e Anthropic, società madre del chatbot Claude. Il Segretario al dipartimento della Guerra, Peter Hegseth (nella foto in evidenza), si era già scagliato nelle scorse settimane contro i sistemi di AI che, a suo dire, hanno limitazioni ideologiche ‘woke’ e ha assicurato che il Pentagono ne avrà una adeguata alle sue esigenze.

Negli ultimi giorni la pressione su Anthropic è ulteriormente aumentata: Hegseth ha convocato lunedì il fondatore, Dario Amodei, per lanciare – a seguito di una riunione molto tesa – un vero e proprio ultimatum: entro le 17:00 di venerdì 27 febbraio dovrà essere eliminato ogni tipo di limite etico all’uso militare della sua tecnologia o ci saranno conseguenze molto pesanti, tra cui la cancellazione di contratti per 200 mln di dollari con il Pentagono.

Per un’azienda che vale circa 380 miliardi di dollari e che fattura 14 miliardi, la perdita di questi accordi con il Pentagono non rappresentano un dramma, ma è proprio nell’ambito militare che la società di Amodei, insieme a Palantir, gioca un ruolo fondamentale: i suoi modelli di AI sono istallati su tutti i sistemi informatici ‘classified’ degli Usa e la sua tecnologia è stata utilizzata anche nel raid americano che ha portato alla cattura del leader venezuelano Nicolas Maduro.

Tuttavia, questa situazione di stallo non è arrivata all’improvviso, ma deriva da mesi di trattative tra il dipartimento e Anthropic su come l’esercito possa utilizzare l’AI dell’azienda. Come riportato da Axios, Hegseth ha avvertito Anthropic che il Pentagono potrebbe etichettare l’azienda come un “rischio per la catena di approvvigionamento”, una definizione riservata alle aziende straniere avversarie, come la cinese Huawei.

Le strategie del Pentagono

Il Pentagono non utilizza solo Claude di Anthropic, ma anche l’AI dei suoi tre principali concorrenti: OpenAI, Google e xAI: Proprio quest’ultima, guidata da Elon Musk, ha firmato un contratto con il Pentagono ad inizio settimana di cui non sono stati resi pubblici i dettagli. Tuttavia, una cosa è certa: l’AI di Anthropic – per stessa ammissione dei funzionari del dipartimento della Guerra degli Usa – è la più avanzata per gli usi specifici delle forze armate. Hegseth ha quindi chiesto alle altre tre società di potenziare i loro sistemi così da poter sostituire la società di Amodei, ma pare che il divario tecnologico sia troppo ampio: nessuna di esse infatti può garantire di sviluppare un software di guida autonoma dei droni, controllo e selezione dei bersagli efficace come quello di Anthropic.

Vacilla la rigidità sulla sicurezza di Anthropic

L’amministratore delegato Dario Amodei aveva già ipotizzato un potenziale allentamento degli impegni in materia di sicurezza, affermando in un’intervista al conduttore del podcast Dwarkesh Patel che l’azienda si trova ad affrontare “pressioni commerciali” e che le sue rigide misure di sicurezza hanno limitato la sua capacità di competere con i concorrenti che operano secondo norme meno rigorose.

E proprio in questa settimana è stata rilasciata una versione aggiornata della politica di sicurezza della società e in un comunicato hanno giustificato così il cambiamento: “Il contesto politico si è spostato verso la priorità della competitività dell’intelligenza artificiale e della crescita economica, mentre le discussioni orientate alla sicurezza devono ancora ottenere una spinta significativa a livello federale”.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

Leggi anche

Ultima ora

ABBIAMO UN'OFFERTA PER TE

€2 per 1 mese di Fortune

Oltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni mese

Approfittane ora per ottenere in esclusiva:

Fortune è un marchio Fortune Media IP Limited usato sotto licenza.