Come un gruppo di imprese in Italia ha deciso di attivarsi per combattere il fenomeno delle molestie sul lavoro e come questa attenzione può essere una leva di competitività.
In Italia un gruppo di imprese ha scelto di anticipare la legge, trasformando un tema spesso relegato alla compliance in leva di competitività. Sono le aziende coinvolte in Safe – Per un lavoro senza violenza, progetto nazionale promosso dall’Associazione 6libera.6come6 con il supporto di ActionAid Italia e della Fondazione Realizza il Cambiamento, avviato prima del Decreto Sicurezza 2025, che introduce l’obbligo di prevenire molestie e violenze sul lavoro.
Secondo l’Istat oltre 2,3 milioni di persone hanno subito almeno una molestia sul lavoro e l’81,6% sono donne ma il dato più rilevante per le imprese è che la maggior parte non denuncia, generando un clima di sfiducia che incide su produttività, turnover e attrattività dei talenti. A livello internazionale studi Ocse e Ilo stimano che ambienti ostili possano costare tra l’1 e il 3% del fatturato in perdita di produttività e costi indiretti.
Le otto aziende (Argotec Srl, Caffè Moak SpA, Damiano Organic SpA, Vivai Mirabelli Snc, Sargomma Srl, Gruppo Irritec SpA, Itinera Srl e Sosvi– Impresa sociale solidarietà e sviluppo) coinvolte stanno sperimentando un modello che integra formazione continua, strumenti organizzativi verificabili, canali di segnalazione esterni e anonimi, supporto legale e sindacale e monitoraggio del clima interno, affrontando anche forme più sottili di violenza come molestie digitali, violenza economica, linguaggi svalutanti ed esclusione dai processi decisionali.
I primi risultati mostrano che prevenire è un investimento: aumenta la fiducia interna, si riducono i conflitti latenti, migliora la retention e cresce l’attrattività verso i talenti. “Anticipare la legge significa proteggere le persone prima di ogni obbligo, trasformando la prevenzione in cultura d’impresa”, osserva Dhebora Mirabelli, responsabile del progetto Safe.
Intorno all’iniziativa si sta consolidando una rete di partner, Confapi Sicilia, Calabria, Cuneo, Toscana, Confapi Donne e Confapi Sanità, Fondazione Censis, Assosomm e il Comitato per l’Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Torino, impegnata nella creazione della prima rete nazionale di Pmi contro molestie e violenze sul lavoro, con un percorso di certificazione dedicato, Women’s Safe – Respect Certified.
I risultati confluiranno in un White Paper per i decisori pubblici e in un Vademecum operativo per le Pmi, con l’obiettivo di rendere replicabili queste sperimentazioni. Safe pone una domanda chiave al mondo produttivo: la sicurezza psicologica diventerà uno standard competitivo? Se sì, queste otto aziende non sono solo early adopter ma pioniere di un mercato del lavoro che evolve più rapidamente delle norme.
L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di marzo 2026 (numero 2, anno 9)
