Anthropic contro il Pentagono: scontro sull’AI e sicurezza nazionale

ai amodei anthropic

Gli avvocati del Dipartimento della Guerra e quelli di Anthropic si sono scontrati in un tribunale federale della California. Al centro c’è la decisione del Pentagono di definire Anthropic un “rischio per la supply chain” e di vietare ai contractor governativi l’uso dei suoi strumenti di AI. Anthropic chiede un’ingiunzione per bloccare il provvedimento.

Il caso segna un precedente. Il Dipartimento della Difesa, ribattezzato informalmente Dipartimento della Guerra dall’amministrazione Trump, ha classificato un’azienda statunitense come rischio per la sicurezza nazionale. Tutto nasce da una trattativa contrattuale. Il Dipartimento voleva inserire una clausola di “uso lecito illimitato” per permettere all’esercito di usare Claude per qualsiasi scopo legale.

La giudice federale Rita Lin ha espresso dubbi sull’ampiezza dei poteri esercitati dal Pentagono. Ha annunciato una decisione nei prossimi giorni. Durante l’udienza ha posto diverse domande alle parti.

Scontro sull’uso dell’AI

Durante i negoziati di febbraio, Anthropic ha rifiutato alcune condizioni. L’azienda teme l’uso dell’AI per guerra autonoma letale e sorveglianza di massa. Ha chiesto limiti espliciti. Anthropic, guidata da Dario Amodei, sostiene di non aver testato questi scenari e di non poterli considerare sicuri.

Il Dipartimento della Guerra ha respinto queste richieste. Ha sostenuto che i comandanti devono avere libertà operativa nelle missioni.

Il 27 febbraio Donald Trump ha ordinato su Truth Social a tutte le agenzie federali di interrompere immediatamente l’uso degli strumenti Anthropic. Nello stesso giorno, il segretario alla Guerra Pete Hegseth ha definito l’azienda un “rischio per la supply chain” e ha vietato a partner e fornitori del Pentagono qualsiasi attività commerciale con Anthropic. Questa classificazione di solito riguarda Stati ostili o minacce estere.

Anthropic ha presentato ricorso il 9 marzo. L’azienda accusa il governo di ritorsione per le sue posizioni sulla sicurezza. Sostiene anche una violazione del Primo Emendamento, della legge sulle procedure amministrative e del diritto al giusto processo.

Le posizioni in tribunale

Il governo difende la propria scelta. Sostiene che la decisione deriva dal rifiuto di Anthropic di accettare le condizioni contrattuali. Esclude che il caso riguardi la libertà di espressione. Il vice procuratore generale Eric Hamilton afferma che il governo può scegliere liberamente con quali aziende collaborare. Ha anche sollevato timori su possibili aggiornamenti software che potrebbero agire come “kill switch” nelle operazioni militari.

La giudice Lin resta scettica. Definisce il caso un “affascinante dibattito di politica pubblica”, ma chiarisce il suo ruolo: stabilire se il governo ha violato la legge.

Secondo Lin, la questione centrale riguarda la reazione del governo. Dopo la presa di posizione pubblica di Anthropic, le misure sono state ampie: esclusione totale dai contratti pubblici, divieto esteso ai partner e classificazione come rischio per la sicurezza.

“Quello che mi preoccupa è che queste reazioni non sembrano proporzionate al rischio dichiarato”, ha detto. Se il problema riguarda il controllo operativo, il Dipartimento potrebbe semplicemente smettere di usare Claude.

“Non so se sia ‘omicidio aziendale’, ma sembra un tentativo di indebolire Anthropic”, ha aggiunto, citando un documento depositato in tribunale. Ha sollevato anche un altro punto: il rischio che l’azienda venga punita per aver criticato pubblicamente il governo.

Sostegno esterno ad Anthropic

Diversi soggetti hanno presentato memorie a sostegno di Anthropic. Tra questi Microsoft, ex militari e ricercatori di OpenAI e Google.

Un documento di investitori e della Freedom Economy Business Association cita un post di Dean Ball, ex consulente di Trump su AI e tecnologie emergenti: “Nvidia, Amazon e Google dovranno uscire da Anthropic se questa linea passa. Questo è un tentativo di uccidere un’azienda. Non consiglierei a nessuno di investire nell’AI negli Stati Uniti”.

Anche il sindacato dei dipendenti federali ha espresso preoccupazione. Accusa l’amministrazione di usare la sicurezza nazionale come pretesto per colpire la libertà di espressione.

Microsoft avverte che il divieto danneggerebbe il settore e potrebbe frenare gli investimenti futuri nell’AI applicata alla difesa.

Un’organizzazione per i diritti umani ha invece criticato in generale l’uso militare dell’AI, sottolineando i rischi per i diritti fondamentali.

La giudice Lin dovrebbe pronunciarsi entro pochi giorni.

L’articolo originale è stato pubblicato su Fortune.com

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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