Y7: quando il design italiano incontra l’eccellenza vinicola per conquistare i mercati internazionali. Il commento di Gianni Usai

Gianni Usai, ideatore del progetto Y7

Il sistema produttivo vitivinicolo italiano, che conta oltre 300mila operatori professionali e rappresenta uno dei settori più importanti al mondo per volume di produzione ed esportazione insieme a quello francese, si trova oggi di fronte a una sfida cruciale: la mancanza di una strategia culturale integrata che valorizzi adeguatamente il patrimonio enologico nazionale sui mercati internazionali. Mentre i vini italiani generano esportazioni per 6,2 milioni di dollari, posizionandosi dopo birra e distillati, emerge chiaramente come il potenziale del settore sia ancora largamente inespresso, soprattutto quando confrontato con l’approccio sistematico dei competitor francesi. A denunciare questa situazione è Gianni Usai, designer e ideatore del progetto Y7, che racconta un episodio emblematico vissuto in una prestigiosa enoteca di New York, dietro la boutique di Tiffany: “I nostri Brunelli di Montalcino erano posizionati vicino ai servizi igienici, mentre i vini francesi dominavano la vetrina su strada. Il commesso mi ha spiegato che l’ente di stato francese regala ogni anno a Natale un piccolo omaggio a tutti i dipendenti, e dopo dieci anni, quando una cliente chiede consiglio per una festa importante, loro suggeriscono automaticamente vini francesi”. Un esempio concreto di come la Francia investa strategicamente nella promozione culturale dei propri prodotti, mentre l’Italia, nonostante l’eccellenza riconosciuta, fatica a costruire un sistema di valorizzazione efficace.

Il progetto Y7 nasce proprio per colmare questo vuoto, proponendo un concept rivoluzionario che integra vino, design e cultura italiana in un’esperienza esclusiva. “L’idea è nata in Sardegna, davanti al Monte Minerva, antica riserva di caccia dei Savoia’, spiega Usai. ‘Il marchio Y7 rappresenta uno spazio intimo per sole sette persone: quattro poltrone sulla Y vista dall’alto e tre sul 7, dove si degustano vini di annate pregiate in un contesto che celebra l’arte e la cultura italiana”. Il progetto si è già esteso ai superalcolici, dal vermouth al whisky, e prevede di includere profumi, occhiali di design e persino una linea di abbigliamento di alta gamma.

Ma Y7 non è solo un progetto commerciale. “È un progetto di imperialismo culturale’, afferma con convinzione Usai. ‘Un professore che insegna italiano a Miami mi ha detto: se porto i miei studenti in uno showroom, metto loro in mano un bicchiere di Brunello di Montalcino e parlo di Dante e Leopardi”. Questa visione si concretizza anche attraverso iniziative come il caffè letterario itinerante, che organizzerà mini-conferenze di massimo venti minuti in hotel di prestigio tra Roma, Firenze, Venezia, Milano, Padova e Bologna, e una campagna istituzionale per la promozione della lettura che sarà presentata durante il prossimo Fuorisalone del Mobile di Milano.

La dimensione internazionale del progetto è già in fase di sviluppo. Dopo aver ricevuto interesse da una catena di 70 ristoranti americani, poi bloccato dalla pandemia, Usai sta ora negoziando con cantine sudafricane e pianifica un ritorno a Londra, dove “c’è abbondanza di capitali che non riescono a trovare progetti adeguati”. L’obiettivo è chiaro: creare un ecosistema culturale attorno al vino italiano che possa competere con il modello francese, dove ogni elemento – dal design degli spazi alla selezione dei prodotti, dalla formazione culturale agli eventi – contribuisce a costruire un’immagine di eccellenza e raffinatezza.

“In Italia abbiamo un patrimonio straordinario ma manca la capacità di fare sistema”, conclude Usai. “I francesi trasformano una pulce in un elefante, noi facciamo il contrario: abbiamo un elefante e lo riduciamo a una pulce”. Il progetto Y7 rappresenta quindi un tentativo concreto di invertire questa tendenza, proponendo un modello di valorizzazione integrata che potrebbe fare scuola per l’intero settore del made in Italy.

Con 700mila visitatori attesi al prossimo Salone del Mobile di Milano e un crescente interesse internazionale per i prodotti italiani di alta gamma, il momento per un cambio di paradigma nella promozione culturale del vino italiano sembra essere finalmente arrivato.

Poste Italiane Dic 25

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