NewPrinces Group ha riportato in Italia, a distanza di 62 anni, la storica azienda di biscotti e prodotti per l’infanzia Plasmon. Il presidente Angelo Mastrolia ci racconta le ragioni dell’acquisto e i progetti per il futuro del marchio.
Gli iconici biscotti Plasmon, dopo 62 anni di proprietà straniera, da quest’anno sono tornati a parlare italiano. Merito della NewPrinces Group, che il 31 dicembre 2025 ha perfezionato l’acquisto dell’azienda di prodotti per l’infanzia, registrata come Marchio Storico di Interesse Nazionale, dagli americani della Heinz Kraft, che a loro volta l’avevano rilevata nel 1963. Un’operazione da 124,3 mln di euro e che include anche i marchi Nipiol, BiAglut, Aproten e Dieterba, nonché lo stabilimento di Latina, che dà lavoro a 300 persone e sforna (tra le altre cose) 1,8 miliardi di biscotti all’anno.
Fortune ha incontrato il presidente della NewPrinces Angelo Mastrolia, protagonista delle recenti cronache finanziarie anche per l’acquisizione dei supermercati Carrefour.
Quali motivi l’hanno spinta ad acquistare la Plasmon?
Fondamentalmente due. Il primo è una relazione industriale con questo marchio nata nel 2015 quando ho acquistato il loro stabilimento di Ozzano Taro (Parma), dove vengono prodotti principalmente latte in polvere e liquido, pastine per bambini e gli articoli dietetici. Da allora siamo stati loro supplier in continuità, sviluppando un legame molto forte di competenze e di conoscenze.
E anche se un paio d’anni fa Heinz Kraft per motivi di ottimizzazione delle sue strategie ha deciso di dislocare presso altri fornitori, la vicinanza col mondo Plasmon è rimasta. Inoltre la mia decisione è dipesa anche dal legame fortissimo di natura affettiva di un bambino che è cresciuto con i biscotti Plasmon e che ancora oggi che ha 61 anni tutte le mattine li mangia insieme a mezzo litro di latte freddo.
In che stato di salute ha trovato il marchio e dove pensa d’intervenire?
Plasmon ha una riconoscibilità ancora fortissima, tutti sanno cos’è e cosa fa. Un marchio storico radicato nella cultura italiana e che per tutti rappresenta nutrimento, gioia e vicinanza. Io voglio riportare in Italia quelle produzioni che Heinz Kraft aveva trasferito all’estero e riunire tutte le sue anime in un grande laboratorio d’innovazione, per il baby food ma anche per chi ha esigenze alimentari specialistiche, che ha ad esempio problemi ai reni, vuole mangiare senza glutine o cerca prodotti a-proteici o come quelli del marchio Dieterba.
Vogliamo riunire queste specialità, dargli un nuovo motore di crescita forte puntando sull’innovazione, sulla filiera italiana e su tutti quelli che sono i valori che hanno sempre contraddistinto questa grande azienda.
Negli ultimi anni l’azienda ha diversificato tanto lo storico biscotto: con le gocce di cioccolato, al cacao, allo yogurt, per adulti. Quest’estate anche il gelato in collaborazione con Sammontana. Si continuerà in questa direzione?
Assolutamente sì. Credo che ci sia un obiettivo importante da perseguire: dare ai consumatori tutte le alternative che meglio si adattino ai loro diversi stili di vita, perché oggi nell’alimentazione si va alla ricerca sempre più di innovazione e soprattutto di una forte personalizzazione.
Anche la linea per adulti, quindi, continuerà?
Il nostro intento è fare tutto il possibile per soddisfare le esigenze di consumo di tutte le fasce di età, compresi gli adulti ma anche le persone più avanti con gli anni, con alimenti buoni e salutari.
Ci saranno collaborazioni con altri marchi e prodotti del suo gruppo? Ad esempio con il latte?
A questo proposito le rivelo che stiamo effettivamente sviluppando un prodotto Plasmon che sarà lanciato a breve destinato non soltanto ai neonati ma anche ai bambini che hanno superato i sei anni. Un latte di filiera, iper controllato e di grande valore però che rappresenta il latte fresco, tradizionale, che possa dare nutrimento fino all’adolescenza.
Si è parlato tanto della sua acquisizione di Carrefour: la possibilità di avere sia il contenitore che il contenuto, il supermercato e i prodotti che vende all’interno, è un vantaggio per voi e ne porterà anche ai consumatori?
È una sfida estremamente forte, in molti sono scettici su questo, ma io credo tantissimo nella possibilità di portare al consumatore scelta e innovazioni non solo nostre, ma anche degli altri produttori più capaci, e di farlo in maniera più rapida e con delle condizioni particolari. Avendo una catena distributiva molto importante, dobbiamo anche diventare un’opportunità per tutti quelli che fanno industria e vogliono proporre velocemente le loro innovazioni ai consumatori.
Con Plasmon ha riportato in Italia un’azienda storica italiana, in controtendenza con il mercato che al contrario negli ultimi tempi registra il trasloco all’estero di grandi marchi nostrani.
L’Italia è sempre stata caratterizzata da un’imprenditorialità di grandi capacità ma anche di dimensioni molto piccole e questo spesso l’ha resa più preda che predatore. Per una multinazionale è spesso facile acquisire brand di piccole e medie aziende italiane, belle ma che per crescere devono investire e rischiare.
Oggi c’è un po’ un cambio di paradigma in questo senso, noi ne siamo un esempio abbastanza chiaro, e l’auspicio è che si diventi sempre più consapevoli del patrimonio che abbiamo e che magari gli imprenditori siano più disposti ad aggregarsi, magari a rischiare e a crescere rinunciando un po’ all’occasione, comunque rispettabilissima, di valorizzare sul momento i sacrifici fatti.
Insomma mancano in Italia le imprese grandi-grandissime che possano contrastare la concorrenza straniera?
Esatto, il problema è dimensionale. In Italia siamo tutti molto o relativamente piccoli. Nonostante siamo cresciuti tanto, rispetto alle grandi multinazionali straniere restiamo piccoli.
Il sistema aiuta a riportare in Italia marchi italiani o bisogna cavarsela da soli?
Siamo ancora un Paese molto burocratico e che rallenta certi processi, ma credo che il sistema sia molto migliorato negli anni, che ci siano segnali positivi e strumenti che oggi rendono crescere più facile che in passato.
Plasmon nel tempo
1902
Viene fondata a Milano la Italian Plasmon Syndicate dal medico nutrizionista Cesare Scotti per combattere la malnutrizione infantile.
1948
Vengono prodotti industrialmente i biscotti Plasmon, concepiti appositamente per l’alimentazione dei bambini piccoli.
1963
L’azienda viene acquistata dagli americani della Heinz (dal 2015 Heinz Kraft).
1969
Viene inaugurato lo stabilimento di Latina, ancora oggi al centro dell’azienda.
2015
Newlat Food di Angelo Mastrolia acquista da Heinz Kraft lo stabilimento di Ozzano Taro (Parma), specializzato nella produzione di latte in polvere e prodotti dietetici.
2024
Plasmon entra a far parte del ‘Registro speciale dei Marchi storici di interesse nazionale’, che raccoglie i marchi registrati o usati continuativamente da almeno 50 anni.
Aprile 2025
Acquistando il gruppo britannico Princes Limited, Newlat Food diventa NewPrinces Group.
31 dicembre 2025
NewPrinces chiude l’acquisizione della Plasmon iniziata a luglio 2025.
L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di aprile 2026 (numero 3, anno 9)
