Il legame tra l’attentato a Papa Giovanni Paolo II del 13 maggio 1981 per mano del terrorista Mehmet Ali Ağca e la cosiddetta “pista bulgara”, in piena Guerra Fredda, con il Vaticano in pieno appoggio a Solidarność (la resistenza civile polacca alla “madre” Russia) e, non ultimo, il caso Emanuela Orlandi. Uno dei grandi nodi oscuri del Novecento rivive nel bel documentario “13 maggio 1981 – Operazione Papa”, prodotto da Loft Produzioni in collaborazione con Rai Documentari per la regia di Simone Manetti, in prima visione venerdì 15 maggio su Rai 3 alle 23.10 (e disponibile su Rai Play).
A partire dalle fotografie e dai video di repertorio di Piazza San Pietro risalenti a 45 anni fa, alcuni preziosi testimoni di quel periodo (tra tutti il reporter Alessandro Foggia) ed esperti di geopolitica riavvolgono il nastro di una storia torbida e piena di misteri, risolta solo con la grazia ad Ali Agca concessa da Carlo Azeglio Ciampi su proposta del Ministro della Giustizia Piero Fassino nel giugno del 2000, dopo circa 20 anni di detenzione di Ağca. Ma resta indecifrato il giallo, i mandanti e il quadro geopolitico d’insieme, comprese le connessioni con la povera Emanuela Orlandi, preda probabilmente di un ricatto internazionale.
Tra i grandi protagonisti che compaiono nel documentario, l’anziano giudice Ilario Martella, magistrato istruttore all’epoca dei fatti e figura chiave nelle indagini sull’attentato a Wojtyla. Secondo Martella, il tentato omicidio da parte del braccio armato del commando sovversivo dei “lupi grigi”, ieri come oggi, va inquadrato in uno scenario di complotto internazionale, con il determinante coinvolgendo dei servizi segreti bulgari e della Stasi. Un giallo appassionante fatto di legami e depistaggi che coinvolgono anche la giovane cittadina vaticana Emanuela Orlandi, rapita proprio nei giorni della missione diplomatica bulgara al fine di liberare il presunto complice Sergej Antonov.
Una vera e propria spy-story che, a dire il vero, ha ispirato ben pochi film se si considerano la totalità e la complessità dei temi interconnessi tra loro, e che invece viene raccontata in modo approfondito ed esaustivo in poco più di 50 minuti dal documentario prodotto da David Perluigi e Luca Motta. Una bella pagina di servizio pubblico, per non dimenticare e per domandarsi ancora in quale direzione vada cercata la verità.
