Meryl Streep rifiutò il primo cachet per “Il diavolo veste Prada”: “Chiesi il doppio”

meryl wears prada

A volte una delle lezioni più importanti sulla carriera arriva quando si impara a dire no. Lo sa bene Meryl Streep, che ha raccontato di aver rischiato di rinunciare a quello che sarebbe diventato uno dei ruoli più iconici della sua carriera: Miranda Priestly ne Il diavolo veste Prada.

L’attrice, tre volte premio Oscar e con un patrimonio stimato intorno ai 100 milioni di dollari, ha rivelato in una recente intervista a Today di aver respinto la prima offerta ricevuta nel 2006 per interpretare la temuta direttrice di rivista ispirata ad Anna Wintour.

“Mi chiamarono e mi fecero un’offerta. Risposi semplicemente: no, non lo farò”, ha ricordato.

La trattativa che cambiò tutto

Dopo aver letto la sceneggiatura, Streep era convinta che il film sarebbe stato un successo. Allo stesso tempo riteneva che il compenso proposto non riflettesse il suo valore professionale.

A quel punto prese una decisione drastica. Chiese una cifra molto più alta rispetto all’offerta iniziale, pronta anche ad abbandonare il progetto.

“Pensavo che il film avrebbe funzionato e volevo vedere cosa sarebbe successo se avessi raddoppiato la mia richiesta”, ha raccontato. “Accettarono immediatamente. E io pensai: ho dovuto aspettare i 50 o 60 anni per capire che potevo farlo”.

Secondo l’attrice, il vero punto era semplice: lo studio aveva bisogno di lei.

“Mi sentivo pronta ad andare in pensione. Ma è stata una lezione importante.”

Il successo di Miranda Priestly

La scommessa si rivelò vincente. Il diavolo veste Prada incassò oltre 326 milioni di dollari nel mondo e regalò a Streep la sua quattordicesima candidatura all’Oscar. Il personaggio di Miranda Priestly entrò rapidamente nell’immaginario collettivo, diventando una delle figure più celebri del cinema contemporaneo.

Negli anni successivi l’attrice non si ritirò affatto. Anzi, affrontò una delle fasi più fortunate della sua carriera, interpretando film come Mamma Mia!, Julie & Julia e The Iron Lady, che le valse il terzo Oscar.

Oggi Streep ha partecipato a oltre 60 film e detiene il record assoluto di candidature agli Oscar e ai Golden Globe.

Quando il problema è riconoscere il proprio valore

Una riflessione simile arriva da Suze Orman, una delle figure più note della finanza personale negli Stati Uniti.

Negli anni Novanta una vera e propria asta tra editori spinse l’offerta per il suo secondo libro fino a 800 mila dollari. Nonostante le proposte continuassero a salire, Orman chiese al proprio agente di fermarsi.

“Se qualcuno mi avesse pagato una cifra più alta per scrivere un libro, mi sarei sentita male”, ha raccontato in passato.

Ripensando a quel periodo, la motivazione era chiara: “Non pensavo di valere così tanto”.

Anche per lei il cambiamento arrivò quando imparò a fidarsi maggiormente del proprio giudizio. Arrivò persino a rifiutare un invito di Oprah Winfrey perché riteneva che il tema della trasmissione non rientrasse nelle sue competenze. In seguito difese con determinazione le proprie idee anche nei confronti del suo editore, ottenendo la pubblicazione del libro con il titolo che aveva scelto personalmente. Il volume diventò un bestseller del New York Times e Orman partecipò poi 29 volte allo show di Oprah.

“Conosci il tuo valore quando conosci davvero ciò che pensi”, ha spiegato. “Se continui a chiedere agli altri cosa pensano e cerchi costantemente approvazione esterna, non conosci ancora il tuo valore.”

Come chiedere un aumento di stipendio

Per la maggior parte delle persone, ottenere un aumento non è semplice come raddoppiare una richiesta a Hollywood. Tuttavia il principio di fondo rimane lo stesso: servono dati concreti, non sensazioni.

Gli esperti consigliano innanzitutto di analizzare gli annunci di lavoro per ruoli simili e confrontarsi con recruiter e professionisti del settore per capire quale sia la retribuzione di mercato.

È utile anche documentare il proprio contributo all’azienda: risultati ottenuti, clienti acquisiti, progetti completati, feedback positivi e qualsiasi elemento che dimostri il valore generato.

Solo a quel punto si può costruire una richiesta credibile e supportata da fatti. La lezione di Streep e Orman, in fondo, è la stessa: spesso il primo ostacolo non è il mercato. È la difficoltà di riconoscere il proprio valore professionale.

Poste Italiane Dic 25

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