Supply chain, manifattura, AI e ricecra farmaceutica: il quantum computing accelera verso applicazioni concrete e prova a conquistare una dimensione industriale, ne abbiamo parlato con Murray Thom (D-Wave).
L’evoluzione tecnologica, l’accesso cloud e la crescente domanda delle imprese stanno accelerando il passaggio verso applicazioni industriali concrete del quantum computing. E mentre cresce la competizione globale tra Stati e aziende, anche l’Italia prova a ritagliarsi uno spazio strategico in questa corsa. Per capire a che punto siamo davvero, ne abbiamo parlato con Murray Thom, vicepresidente responsabile della divulgazione tecnologica sul quantum di D-Wave.
Il quantum computing è da sempre considerato una tecnologia rivoluzionaria, ma le sue applicazioni concrete nel mondo del business sono sembrate spesso lontane. Secondo lei il settore sta entrando in una fase commerciale più tangibile?
Il cambiamento principale è che le aziende stanno iniziando a eseguire applicazioni ibride quantistiche integrate nei loro flussi di lavoro e a condividere i propri casi di successo, rendendo più semplice il percorso anche per altri. In D-Wave stiamo vedendo organizzazioni applicare il quantum computing a problemi reali già oggi in ambiti come l’ottimizzazione della supply chain, l’allocazione delle risorse, la logistica e il manifatturiero.
Riteniamo che la combinazione di sistemi quantistici sempre più avanzati, accesso via cloud e crescente domanda da parte delle imprese dimostri che il quantum computing è ormai uno strumento concreto per il business.
D-Wave si è concentrata sul quantum annealing, mentre gran parte della narrativa del settore si è concentrata sul gate-model quantum computing. Perché ritiene che l’annealing sia commercialmente rilevante oggi?
Prima di tutto è importante chiarire che D-Wave sviluppa e offre sia sistemi di quantum annealing sia sistemi di gate-model quantum computing. Crediamo che questo approccio dual-platform aiuterà i clienti ad affrontare l’intera gamma dei loro problemi computazionali con un unico partner di fiducia. Diversi computer quantistici risolvono diversi tipi di problemi, e noi sviluppiamo entrambe le tecnologie. I clienti si rivolgono a noi con problemi concreti di business, e il nostro ruolo è offrire loro soluzioni scegliendo la tecnologia più adatta alla loro applicazione.
Il quantum annealing è commercialmente rilevante oggi per tre motivi principali: i problemi di ottimizzazione sono complessi e presenti ovunque nell’industria, quindi un’architettura progettata specificamente per l’ottimizzazione è direttamente collegata alla rilevanza di business; i computer quantistici annealing sono intrinsecamente tolleranti al rumore e richiedono un’ingegneria di controllo più semplice, il che consente di raggiungere più rapidamente una scala commerciale; gli utenti non devono conoscere la meccanica quantistica per programmare questi sistemi, infatti un corso di formazione di una settimana può essere sufficiente per iniziare a sviluppare applicazioni.
D-Wave punta spesso l’attenzione su applicazioni concrete per le imprese, più che su promesse tecnologiche di lungo periodo. Quanto è importante per l’azienda dimostrare già oggi un valore reale della tecnologia quantistica?
Considerata la maturità commerciale della nostra tecnologia, abbiamo un punto di osservazione unico su come il quantum annealing stia già oggi risolvendo problemi di business reali. Mostrando come i nostri clienti utilizzano questa tecnologia per rendere più efficienti i processi manifatturieri, ottimizzare reti mobili o migliorare l’organizzazione del lavoro, offriamo una dimostrazione tangibile sia del potenziale della tecnologia sia del suo valore concreto per le imprese. Questo rende più chiaro l’impatto del quantum computing anche per chi oggi è ancora alla finestra e, di conseguenza, può accelerarne l’adozione nel mondo business.
Cosa distingue la strategia commerciale di D-Wave da quella degli altri principali player del settore?
Come dicevamo siamo gli unici a portare avanti sia il quantum annealing sia il gate-model quantum computing. Questa posizione ci permette di essere presenti sull’intero mercato potenziale del quantum computing.
I nostri sistemi annealing sono particolarmente adatti ai problemi di ottimizzazione, che rappresentano una delle opportunità commerciali più immediate e rilevanti del settore. I clienti stanno già utilizzando questa tecnologia in produzione per risolvere sfide operative complesse. D-Wave è inoltre la prima azienda ad aver dimostrato la quantum supremacy su un problema concreto e utile nel mondo reale, evidenziando le capacità della nostra tecnologia.
Allo stesso tempo, la nostra tecnologia gate-model si differenzia perché combina la velocità dei sistemi superconduttori con la fedeltà tipica degli ion trap o dei neutral atoms: una combinazione che riteniamo ci permetterà di arrivare a sistemi gate-model su scala commerciale in tempi accelerati.
Molti manager fanno ancora fatica a capire dove il quantum computing possa creare un valore economico misurabile. Quali sono oggi i settori in cui state vedendo i ritorni più concreti?
Quello che trovo particolarmente entusiasmante è che i casi d’uso siano diffusi in moltissimi settori industriali. Il filo conduttore è che molte aziende si trovano ad affrontare problemi ad alta intensità computazionale che, se risolti, possono avere un impatto operativo e finanziario diretto. Anche piccoli miglioramenti in termini di efficienza, velocità o costi possono tradursi in un valore significativo per il business.
Oggi vediamo i risultati più concreti soprattutto nei settori che affrontano sfide di ottimizzazione particolarmente complesse, tra cui manifatturiero, logistica, retail, telecomunicazioni, servizi finanziari e settore farmaceutico. Queste organizzazioni utilizzano il quantum computing per migliorare l’efficienza delle supply chain, ottimizzare turni di lavoro e pianificazione della produzione, ottimizzare percorsi e logistica, accelerare le decisioni di allocazione delle risorse e supportare carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale.
Basf, per esempio, ha ridotto i tempi di pianificazione della produzione chimica da dieci ore a pochi secondi. Ford Otosan ha ridotto la pianificazione della produzione di 1.000 veicoli da 30 minuti a meno di cinque. Ntt Docomo ha utilizzato la tecnologia D-Wave per ottimizzare le performance della rete mobile, riducendo del 15% il traffico di segnalazione della rete. Abbiamo visto risultati molto forti anche nella logistica e nell’allocazione delle risorse: North Wales Police, per esempio, ha ridotto i tempi medi di risposta di quasi il 50%.
Come risponde a chi sostiene che l’industria del quantum computing sia ancora guidata più dalle aspettative che dall’adozione reale?
In D-Wave la conversazione si è spostata dalla promessa alla prova concreta. L’attenzione oggi non è più soltanto su ciò che il quantum computing potrebbe raggiungere un giorno, ma sul valore di business misurabile che può generare già oggi. È corretto dire che alcune parti dell’industria siano ancora focalizzate sul potenziale di lungo periodo. Ma le conversazioni che stiamo avendo con i clienti non riguardano più “se usare il quantum computing”, bensì “quanto velocemente possiamo implementarlo”.
L’intelligenza artificiale sta attirando oggi la maggior parte degli investimenti delle imprese in tecnologia a livello globale. Vede AI e quantum computing come tecnologie concorrenti o complementari?
Le vediamo come tecnologie complementari. In particolare, la crescita esplosiva dell’intelligenza artificiale sta generando una domanda senza precedenti di potenza computazionale e consumo energetico. Crediamo che il quantum computing possa avere un ruolo importante nel rendere l’AI più efficiente, contribuendo a ottimizzare il training dei modelli, l’allocazione delle risorse, le operazioni dei data center e processi decisionali complessi.
Man mano che l’infrastruttura AI cresce a livello globale, il settore avrà sempre più bisogno di approcci energeticamente efficienti per affrontare problemi computazionali complessi e crediamo che il quantum computing possa rappresentare un complemento molto potente.
Quali sono le intersezioni più promettenti tra AI e quantum computing nei prossimi cinque anni?
Oltre al miglioramento dell’efficienza energetica dell’AI, una delle aree più interessanti che stiamo osservando è la scoperta di nuovi farmaci. D-Wave ha recentemente completato la seconda fase di un progetto di quantum AI con Shionogi, una grande azienda farmaceutica giapponese. Nel progetto abbiamo utilizzato il computer quantistico annealing Advantage2 per integrare l’intelligenza artificiale nel processo di scoperta di nuovi farmaci. L’obiettivo è ampliare la gamma di molecole innovative generate per target proteici legati a specifiche malattie, con la finalità ultima di accelerare il processo di scoperta di nuovi farmaci.
Come vede oggi il ritmo di adozione del quantum in Europa rispetto a Nord America e Asia? Le aziende europee stanno diventando più attive nell’esplorazione di applicazioni commerciali?
L’Europa sta svolgendo un ruolo importante nell’avanzamento e nell’adozione del quantum computing. Governi, istituti di ricerca e imprese stanno trattando sempre più il quantum come una tecnologia strategica, strettamente legata alla competitività, all’innovazione industriale e alle infrastrutture digitali. Stiamo vedendo una forte accelerazione in Paesi come Germania, Svizzera, Italia e Regno Unito, dove le organizzazioni stanno andando oltre la fase di sperimentazione iniziale e iniziano a esplorare applicazioni commerciali concrete.
D-Wave ha costruito una presenza significativa in Europa, con installazioni e iniziative infrastrutturali in Germania e Italia. In Italia siamo membri fondatori di Q-Alliance, con l’obiettivo di creare uno dei poli quantistici più avanzati al mondo e sostenere innovazione, collaborazione nella ricerca, sviluppo delle competenze e crescita infrastrutturale nell’intera regione.
Un obiettivo centrale di Q-Alliance è lo sviluppo in Lombardia di un centro di ricerca e quantum computing all’avanguardia. A supporto di questa iniziativa, D-Wave ha annunciato un contratto da 10 milioni di euro per installare nella regione un computer quantistico annealing D-Wave Advantage2, mettendolo a disposizione della comunità scientifica italiana, del mondo accademico e dell’industria.
In Germania, il Forschungszentrum Jülich è diventato il primo centro di high-performance computing al mondo ad acquistare un computer quantistico annealing di D-Wave. Il sistema dovrebbe essere integrato con Jupiter, il primo supercomputer exascale europeo, dando vita a una piattaforma unica nel suo genere progettata per accelerare progressi in ambiti come l’intelligenza artificiale, l’ottimizzazione quantistica e la ricerca scientifica.
Questi esempi riflettono una tendenza più ampia: le organizzazioni europee sono sempre più focalizzate su come il quantum computing possa generare valore pratico, accelerare la ricerca scientifica e rafforzare la competitività di lungo periodo.
L’Italia ha aumentato gli investimenti in infrastrutture avanzate e ricerca. Come valuta oggi l’ecosistema quantistico italiano?
L’Italia sta emergendo come uno degli ecosistemi quantistici più ambiziosi e strategicamente coordinati d’Europa, grazie a un forte sostegno istituzionale, a un’eccellenza accademica crescente e a una collaborazione sempre più stretta tra industria e ricerca. Iniziative come Q-Alliance sono particolarmente importanti perché riuniscono attori pubblici e privati con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo di applicazioni quantistiche, la formazione di nuove competenze e l’adozione industriale della tecnologia in modo concreto.
D-Wave è orgogliosa di far parte di Q-Alliance, contribuendo con competenze e tecnologia a uno sforzo collaborativo focalizzato sul rafforzamento dell’ecosistema quantistico italiano, sulla promozione dell’innovazione scientifica, sul sostegno alla sovranità tecnologica e sullo sviluppo di applicazioni commerciali concrete.
Guardando al 2030, come immagina il mercato del quantum computing? Quali modelli di business emergeranno con maggiore forza?
Vorrei premettere che la crescita in termini di performance ed efficienza energetica del quantum computing è tale che il 2030 sembra quasi un’intera era da qui. Il quantum computing sta già producendo un impatto trasformativo e positivo sulle aziende che lo utilizzano e il settore non ha ancora raggiunto un equilibrio: stanno emergendo continuamente nuove capacità e nuove opportunità.
Esiste già oggi una forte domanda di mercato per: formazione, programmi per sviluppatori, servizi di sviluppo applicativo, accesso cloud per le imprese, installazioni locali di sistemi quantistici nei centri di eccellenza. Da qui al 2030 ci aspettiamo che questi mercati crescano e maturino in modo significativo.
Sul fronte gate-model, prevediamo progressi importanti verso sistemi scalabili e corretti dagli errori. Computer quantistici gate-model dual-rail di dimensioni più grandi potrebbero rendere disponibili decine di qubit logici, offrendo una piattaforma avanzata per applicazioni come chimica quantistica e intelligenza artificiale quantistica.
Per quanto riguarda i sistemi annealing, ci aspettiamo che piattaforme più grandi e con maggiore coerenza offrano performance ancora superiori nella risoluzione di problemi complessi in ambiti come ottimizzazione, simulazione dei materiali, blockchain e intelligenza artificiale. Man mano che sempre più organizzazioni vedranno ritorni economici concreti da questi sistemi, ci aspettiamo che l’adozione commerciale acceleri ulteriormente.
Al di là della corsa tecnologica, ritiene che il quantum computing possa ridisegnare gli equilibri economici e geopolitici globali nello stesso modo in cui l’AI sta iniziando a fare oggi?
Sì, crediamo che abbia il potenziale per diventare una tecnologia strategica con implicazioni economiche e geopolitiche molto significative. È anche per questo che governi e imprese in tutto il mondo stanno trattando sempre più il quantum come parte integrante delle proprie strategie nazionali di innovazione.
Proprio recentemente D-Wave ha annunciato la firma di una lettera d’intenti per una proposta di finanziamento da 100 milioni di dollari nell’ambito dello U.S. Chips and Science Act, gestito dal Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti. La corsa globale al quantum è iniziata e il momento di agire è adesso.
L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di giugno 2026 (numero 5, anno 9)
