Dal momento in cui sono stati annunciati i Trump Accounts, società fintech, banche e piattaforme di investimento si sono mosse rapidamente per ritagliarsi un ruolo centrale all’interno di un programma federale destinato ad attirare l’attenzione dell’intero Paese. Nella corsa a sviluppare nuovi prodotti e stringere partnership, però, manca un protagonista fondamentale della discussione: le persone che renderanno davvero efficace questa iniziativa.
Sono coloro che rappresentano la quota maggiore della spesa familiare, che guidano le decisioni sui risparmi per l’istruzione e che esercitano l’influenza più forte all’interno delle famiglie americane: le mamme.
Il momento in cui nasce la pianificazione finanziaria
In Babylist, quasi il 40% dei neogenitori utilizza la piattaforma, offrendo un punto di osservazione privilegiato su come le famiglie moderne si preparano, spendono e prendono decisioni durante uno dei momenti finanziariamente più complessi della loro vita.
L’arrivo di un figlio è spesso il momento in cui una famiglia inizia davvero a riflettere sulla pianificazione finanziaria di lungo periodo. E mentre il settore finanziario concentra l’attenzione su prodotti, distribuzione e acquisizione di clienti, i genitori si pongono una domanda molto più semplice: come posso garantire a mio figlio un futuro migliore?
Un mondo che cambia e nuove paure per le famiglie
Il concetto stesso di università, di istruzione e di futuro del lavoro sta cambiando a una velocità senza precedenti. Il modello di risparmio ereditato dalle generazioni precedenti è stato costruito per un mondo che ormai non esiste più. Anche il futuro dell’economia appare sempre più incerto. Non sorprende quindi che molti giovani stiano rimandando la decisione di avere figli. Ma questa non può essere una soluzione per gli Stati Uniti.
I dati parlano chiaro: i giovani sono sempre più sotto pressione. Alla tradizionale domanda “Sarò un buon genitore?” se n’è aggiunta un’altra ancora più impegnativa: “Ho davvero le risorse economiche per diventare genitore?”
L’istruzione è una delle principali fonti di ansia economica
Secondo un sondaggio condotto da Babylist su oltre 1.300 neogenitori, solo il 29% si dichiara fiducioso di riuscire a raggiungere gli obiettivi di risparmio per l’istruzione dei propri figli.
Il costo del college rappresenta una delle principali preoccupazioni economiche delle famiglie, al pari delle spese per l’assistenza all’infanzia, particolarmente gravose nei primi anni di vita del bambino: proprio il periodo in cui ai genitori viene chiesto anche di iniziare ad accumulare risparmi.
Sono le mamme a cercare informazioni e prendere le decisioni
Ogni giorno Babylist osserva future mamme dedicare ore alla preparazione della lista nascita, cercando di immaginare i bisogni dei primi mesi di vita del bambino e calcolando, ad esempio, quanto costeranno i pannolini nel primo anno.
Sono proprio queste stesse mamme che con maggiore probabilità si informeranno sui nuovi Trump Accounts 530A, ne comprenderanno il funzionamento, li spiegheranno ai nonni e agli altri familiari e decideranno se inserirli tra le priorità della famiglia.
Il desiderio di costruire il futuro dei propri figli
L’istinto di proteggere e garantire un futuro migliore ai propri figli non si esaurisce con l’allestimento della cameretta. Le mamme vogliono insegnare ai figli la resilienza, la gentilezza e il significato di essere americani. Allo stesso tempo devono affrontare la realtà quotidiana fatta di assistenza all’infanzia, sanità, spese impreviste e mille incognite. Senza contare quanto sarà diverso il mondo quando quel piccolo compirà 18 anni.
Ogni madre desidera che il proprio figlio possa entrare nell’età adulta con tutte le opportunità possibili. E una parte fondamentale di questo obiettivo consiste nell’offrirgli una sufficiente sicurezza economica.
Un sostegno che dovrebbe arrivare dalla comunità e dallo Stato
La nascita di un figlio rappresenta uno dei momenti con il maggiore impatto economico nella vita di una famiglia. Eppure il bisogno di sostegno non termina con la nascita del bambino. È proprio allora che sia la comunità sia il Paese dovrebbero essere in grado di offrire un aiuto concreto.
Storicamente il settore dei servizi finanziari ha rivolto il tema degli investimenti prevalentemente agli uomini, nonostante siano spesso le madri a svolgere gran parte del lavoro di ricerca, pianificazione, organizzazione e gestione della vita familiare.
Il problema: molti genitori non sanno nemmeno cosa siano i Trump Accounts
La difficoltà principale è che la maggior parte dei genitori non sa ancora cosa sia un conto 530A. Questo accade perché gran parte dell’ecosistema nato attorno ai Trump Accounts non è stato progettato né comunicato in modo facilmente comprensibile per le famiglie.
Perfino il nome del programma rischia di allontanare alcuni genitori da un contributo iniziale di 1.000 dollari destinato ai loro figli e destinato a crescere nel tempo grazie agli interessi composti.
Da anni si parla di strumenti di risparmio come i 529 Plans, ma per molte famiglie aprire uno di questi conti finisce sempre in fondo alla lista delle cose da fare. È un’attività che tutti sanno essere importante, ma che viene continuamente rimandata di fronte alle urgenze quotidiane: pannolini, asili nido o persino il fatto che i vestitini dei bambini diventano troppo piccoli nel giro di pochissimo tempo.
Serve un linguaggio comprensibile, non burocratico
Le informazioni sono spesso nascoste dietro espressioni tecniche come “programma pilota di contribuzione”, numeri di moduli dell’IRS e una terminologia costruita per soddisfare esigenze normative più che per essere compresa da chi ha appena avuto un bambino.
L’industria finanziaria sta trattando il lancio dei Trump Accounts come il debutto di un nuovo prodotto d’investimento, utilizzando il linguaggio dei mercati, della crescita e della politica. Ma questa narrazione è distante dai bisogni reali delle famiglie.
Il successo dipenderà dalle mamme
Le madri hanno bisogno di informazioni chiare, procedure semplici da seguire nel poco tempo libero a disposizione e della certezza che il proprio Paese le sostenga davvero mentre crescono la prossima generazione.
Perché i Trump Accounts abbiano successo, dovranno essere accolti e promossi dalle mamme comuni, convinte che rappresentino una reale opportunità e una forma concreta di sostegno.
In definitiva, il successo del programma non dipenderà tanto dal numero di istituzioni finanziarie che offriranno questi conti, quanto dalla decisione di milioni di madri aventi diritto di aprirli, comprenderne il funzionamento e incoraggiare amici e parenti a investire nel futuro dei loro figli fin dal primo giorno.
Un’opportunità per cambiare il modo di risparmiare
I Trump Accounts potrebbero modificare profondamente il modo in cui i genitori affrontano il risparmio a lungo termine, compreso quello destinato agli studi universitari, trasformando una decisione spesso rimandata a “un giorno” in una scelta da compiere “oggi”.
Potrebbero inoltre rappresentare l’inizio di una riflessione più ampia sul sostegno alle famiglie e ai genitori negli Stati Uniti.
Per molte famiglie in crescita, infatti, il sistema americano è stato a lungo percepito come poco favorevole al successo dei genitori. Sebbene questi conti non risolvano il costo elevato di crescere un figlio, possono comunque offrire un piccolo ma significativo aiuto e alimentare la speranza che il sostegno alle famiglie diventi finalmente una priorità nel dibattito pubblico.
Guardando al 2043
Nel 2043, i primi bambini idonei ai Trump Accounts inizieranno il loro percorso universitario. Oggi quegli stessi bambini stanno pronunciando le prime parole e muovendo i primi passi. E le loro madri riescono già a immaginare sia il neonato che stringono tra le braccia sia il giovane adulto che un giorno lascerà la casa di famiglia per entrare in un mondo ricco di opportunità, rese possibili anche grazie alle scelte compiute fin dai suoi primi giorni di vita.
Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente quelle dell’autrice e non riflettono necessariamente la posizione della redazione di Fortune.
L’articolo originale è disponibile su Fortune.com.
