Spotify, 2 mld di playlist ma è giallo ricavi

E’ diffuso in 60 paesi, ha 157 milioni di utenti di cui 71 milioni paganti, un catalogo musicale di 35 milioni di canzoni, due miliardi di playlist caricate. Sono i numeri di Spotify, la piattaforma che ha cambiato la musica facendo decollare lo streaming. Con la quotazione in Borsa punta ad arginare l’avanzata del concorrente Apple Music ma resta aperto il nodo dei compensi agli artisti e dei ricavi. Il servizio è stato sviluppato a partire dal 2006 e lanciato nell’ottobre 2008 da Daniel Ek e Martin Lorentzon, prevede due tipi di utenti, gratuiti (sentono canzoni mischiate alla pubblicità) e a pagamento (ascoltano musica senza interruzioni e possono accedere ad una migliore qualità del suono). Di recente Spotify ha rivelato che 2 milioni di utenti ‘free’ sono riusciti a rimuovere gli annunci grazie ad una versione piratata, per questo ha abbassato le stime degli utenti da 159 a 157 milioni.

Dal 2015 al 2017 la società ha avuto un boom dei ricavi – passati da 1,9 a 4,09 miliardi – ma ha visto aumentare le perdite chiudendo lo scorso anno con un rosso di 324 milioni di euro. Il principale concorrente è Apple Music che funziona solo a pagamento: ha 36 milioni di abbonanti e secondo previsioni del Wall Street Journal entro l’estate, negli Usa, potrebbe diventare il primo servizio di musica in abbonamento. Deezer, Pandora e Tidal hanno numeri poco competitivi, a dare fastidio in futuro potrebbe essere Facebook che sta chiudendo accordi con le case discografiche. Un fronte aperto è quello dei compensi agli artisti, soprattutto quelli indipendenti, che negli anni ha visto le critiche eccellenti di David Byrne e Radiohead (questi ultimi poi hanno fatto pace). Secondo uno studio della Riia, l’associazione che riunisce le case discografiche mondiali, ogni mille ascolti Spotify paga circa 7,50 dollari. Più di YouTube (1,50 dollari) e meno di Apple Music (12 dollari). L’app e la diffusione degli smartphone hanno dato però una mano alla musica: sempre secondo la Riia, solo nel mercato Usa nel 2017, quasi i due terzi di tutti i ricavi del settore provenivano dallo streaming, con un incremento del 43%.