18 Aprile 2018

Tim: il management boccia il piano di Elliott

Fortune

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Il piano di Elliott, prevedendo “una riduzione radicale del perimetro” del gruppo, non rappresenta una strategia sostenibile per Tim nel lungo periodo e non è il modo migliore di creare valore” oltre a non essere “coerente con il piano strategico” messo a punto dall’ad Amos Genish. Lo afferma il management di Tim in una presentazione pubblicata sul sito. Il piano approvato da Tim viene definito il “percorso migliore per creare valore sostenibile e di lungo periodo per tutti gli azionisti e obbligazionisti”.

Il management di Telecom Italia, si legge nel documento, “ha preparato questa presentazione con l’obiettivo di condividere con tutti gli azionisti di Tim le proprie considerazioni sul piano di Elliott, anche alla luce del recente piano strategico” approvato all’unanimità dal Cda. Genish e i suoi considerano le loro proposte, la cui implementazione procede “in linea con le aspettative”, “il percorso migliore per lo sviluppo industriale della società” e “la migliore strategia per creare un modello di crescita sostenibile e per la creazione di valore nel lungo periodo per tutti gli azionisti, con conseguente atteso apprezzamento del titolo”.

Al contrario il piano di Elliott, contemplando il deconsolidamento della rete, la riduzione della quota di Inwit fino al suo azzeramento e la cessione del controllo di Sparkle, oltre alla possibile fusione di Tim Brasil con un operatore locale, determinerebbe una “riduzione significativa dell’attuale perimetro della società”. Nella presentazione si ricorda che le proposte di Elliott “sono state già attentamente analizzate dal management” ma non “inserite nel piano strategico perché sono per lo più considerate premature o non realizzabili.

Tutte le proposte avanzate dal fondo Elliott per Tim “sono state già attentamente analizzate dal Management” della società “e, con l’eccezione di potenziali opzioni strategiche per Sparkle, non sono state inserite nel Piano Strategico perché sono per lo più considerate premature o non realizzabili”, prosegue il management di Tim. Inoltre, si legge ancora nel documento, “nel contesto corrente e con il quadro normativo attuale, l’implementazione di tali iniziative presenterebbe notevoli complessità e significative implicazioni di natura finanziaria”.

Nel dura analisi del piano Elliott ad opera del management, si legge che il piano mette a rischio “uno degli obiettivi primari del piano strategico” messo a punto dal management di Tim e cioè quello “di rafforzare il profilo operativo e finanziario” della società per permettere alla società di tlc di riacciuffare “un rating investment grade”.

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