Bankitalia: banche migliorano, attenzione al debito

Migliorano le condizioni della banche italiane, anche se restano criticità per le più piccole. Attenzione, invece, all’alto debito pubblico, che rende vulnerabile l’economia italiana. Bankitalia, nel Rapporto sulla stabilità finanziaria, segnala i miglioramenti del settore bancario mentre evidenzia ancora una volta la necessità di procedere con un taglio del debito per mettere in sicurezza definitivamente il Paese. Note positive sia per le imprese sia per le famiglie, in un contesto di ripresa dell’attività economica.

Banche. Meno crediti deteriorati, più patrimonio e utili per le banche italiane ma la redditività ancora langue e per alcuni piccoli istituti di credito “persistono aree di vulnerabilità”. Nel rapporto sulla stabilità finanziaria la Banca d’Italia fotografa una situazione più incoraggiante per il comparto, condivisa anche dal mercato che ha fatto salire i prezzi azionari, ridotto il costo del capitale di rischio e i premi sui Cds. “I rischi sistemici nel settore bancario italiano continuano a diminuire” spiega il rapporto.

Crediti deteriorati. Le banche italiane ‘significative’ (vigilate dalla Bce) ridurranno, da qui al 2020, la loro esposizione in crediti deteriorati del 38 per cento” secondo i piani previsti. Entro l’anno anche le banche minori con più Npl “dovranno predisporre strategie e piani operativi”. Il rapporto nota come già nel secondo semestre del 2017 ci siano state “ingenti cessioni di prestiti in sofferenza 26,5 miliardi contro 5,7 nel primo semestre” e i flussi sono tornati ai livelli pre-crisi.

Debito. “In Italia l’impatto sul costo medio dei titoli di Stato di un eventuale rialzo dei tassi di interesse sarebbe attenuato dalla loro lunga vita residua”. Via Nazionale però avverte: “L’alto livello del debito pubblico rende tuttavia l’economia italiana vulnerabile a forti tensioni sui mercati finanziari e a revisioni al ribasso delle prospettive di crescita”.

Famiglie. “La situazione finanziaria delle famiglie italiane è solida”, evidenzia il rapporto. “L’indebitamento è contenuto; la crescita del reddito disponibile e i bassi tassi di interesse ne favoriscono la sostenibilità”. E “la vulnerabilità finanziaria rimarrebbe limitata anche nel caso di andamenti sfavorevoli del reddito e di un forte aumento dei tassi di interesse”.

Imprese. “La ripresa economica sostiene la redditività delle imprese e ne attenua la vulnerabilità. Permangono però aree di fragilità tra le imprese di minore dimensione e nel settore delle costruzioni, caratterizzato da un indebitamento elevato e da livelli di attività ancora contenuti”.