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Bankitalia ‘difende’ le riforme, tagliare il debito

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Difendere le riforme fatte e ridurre il debito, che espone a rischi. Che per altro restano anche per la crescita. Bankitalia, nell’audizione sul Def, ribadisce le indicazioni per una politica economica coerente con gli obiettivi indispensabili da raggiungere. A partire dall’esigenza di sterilizzare le clausole di salvaguardia che farebbero scattare l’aumento dell’Iva. La premessa che fa il vicedirettore generale Luigi Federico Signorini è che “anche se fondamentalmente solvibili, i Paesi molto indebitati sono comunque esposti al rischio di crisi di liquidità”. Quindi, ricordando che il debito pubblico italiano “é elevato” e inferiore nell’area euro solo a quello greco, l’obiettivo “credo largamente condiviso” resta quello di “collocare in modo credibile il debito lungo un sentiero di duratura e visibile riduzione”.

La stella polare della riduzione del debito comporta anche uno sforzo per affrontare il capitolo Iva. “Se si vuole evitare, o contenere, l’aumento dell’Iva e si è ugualmente determinati a imboccare la strada di una riduzione del debito visibile e significativa, bisognerà ricercare fonti alternative di aumento di entrata o riduzione di spesa”.

Altro punto fermo, la difesa delle riforme già fatte. Inclusa la riforma Fornero. “La sostenibilità del debito pubblico italiano poggia in larga misura sulle riforme pensionistiche introdotte nell’arco degli ultimi decenni. E’ uno dei punti di forza della finanza pubblica italiana; é opportuno non indebolirlo”, avverte Signorini. L’attuale sistema, spiega, assicura “una dinamica degli esborsi in complesso gestibile nonostante l’invecchiamento della popolazione”.

Tutto questo, anche considerati i rischi per la crescita. L’economia italiana crescerà quest’anno dell’1,4% e nel 2019 e 2020 dell’1,2%. Signorini conferma le cifre del Bollettino economico pubblicato da Via Nazionale a gennaio. “Continuiamo a ritenere che questo rimanga lo scenario più probabile è però aumentato il rischio di una minore crescita, anche in relazione all’andamento osservato dell’economia e agli sviluppi nelle relazioni internazionali”, evidenzia.

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