4 Luglio 2018

Ocse: in Italia alto rischio di perdere il lavoro

Fortune

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L’Italia è tra i paesi dell’Ocse in cui è più facile perdere il lavoro. Fanno peggio, in questa particolare graduatoria, solo Grecia, Spagna e Turchia. Anche se la situazione del mercato del lavoro è migliorata, e dovrebbe migliorare ancora, il sistema sconta l’elevato tasso di disoccupazione e l’incidenza dei contratti a termine. Intanto, è aumentata la povertà. E’ quanto emerge dalle prospettive 2018 sull’Occupazione dell’organizzazione che ha sede a Parigi.

Il mercato – La situazione del mercato del lavoro in Italia è “migliorata negli ultimi anni ma più lentamente che in altri paesi. L’occupazione in percentuale della popolazione tra i 15 e i 74 anni è aumentata di 2,3 punti percentuali dal livello più basso nel 2013; al 50,9%, è quasi tornata al livello pre-crisi (51%)”. Le proiezioni Ocse, prosegue l’organismo internazionale, “suggeriscono che la tendenza positiva continuerà nei prossimi due anni”.

Sicurezza –  La performance del mercato del lavoro italiano è “al di sotto della media Ocse in tutti gli indicatori, tranne per quanto riguarda la qualità del reddito da lavoro”. In questo senso, “non sorprende che, dato l’ancora elevato tasso di disoccupazione e l’incidenza di contratti a termine, il livello d’insicurezza nel mercato del lavoro (la probabilità di perdere il posto e restare senza reddito) sia il quarto più alto tra i paesi Ocse, dopo Grecia, Spagna e Turchia”.

Disoccupazione – Il tasso di disoccupazione in Italia è “sceso ma, all’11,2% nell’aprile 2018, rimane il terzo più alto tra i paesi dell’Ocse e 4,6 punti percentuali sopra il livello del 2008”: è quanto scrive l’Ocse aggiungendo che “i salari reali sono scesi dell’1,1% tra il quarto trimestre 2016 e il quarto trimestre 2017, rispetto a una media Ocse del +0,6% nello stesso periodo”.

Sussidi – In Italia “meno di un disoccupato su 10 riceveva il sussidio di disoccupazione nel 2016, una delle percentuali più basse tra i paesi Ue. Ciò deriva dalla combinazione di un’alta percentuale di disoccupati di lungo periodo e di una durata massima del sussidio relativamente bassa”. La percentuale di disoccupati coperti dal sussidio, però, “dovrebbe migliorare con l’entrata a pieno regime della riforma degli ammortizzatori sociali contenuta nel Jobs Act”, aggiunge l’organismo internazionale con sede a Parigi. Inoltre, per l’Ocse, “la creazione dell’Anpal è stata un passo importante ma l’Italia deve continuare a “investire nelle politiche attive”.

Povertà – In Italia “la povertà è aumentata: il 13,6% delle persone in età lavorativa vive in famiglie con un reddito inferiore al 50% del reddito medio. Erano il 10,7% nel 2006”.

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