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Istat, nel secondo trimestre rallenta la crescita

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Una crescita dello 0,2% sul trimestre precedente e dell’1,1% su base annua: è la fotografia scattata dalle stime preliminari Istat del Pil italiano nel secondo trimestre, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato. La dinamica dell’economia risulta così in “rallentamento”, spiega l’Istituto. Infatti nel primo trimestre la crescita congiunturale era stata pari allo 0,3% in termini congiunturali e all’1,4% su base annua. In particolare, il rialzo trimestrale è il più basso dal terzo trimestre del 2016.

La crescita ha così segnato un “incremento inferiore a quello dei sei trimestri precedenti”, secondo l’Istat. Che ha aggiunto che “la graduale decelerazione emersa nel periodo recente si riflette in un ulteriore ridimensionamento del tasso di crescita tendenziale che scende all’1,1%”. Solo nel terzo trimestre del 2017 il tasso di crescita annua risultava pari all’1,7%. L’Istituto ha poi ricordato come il secondo trimestre del 2018 abbia avuto due giornate lavorative in meno rispetto al trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al secondo trimestre del 2017.

Nonostante la durata dell’attuale fase di espansione dell’economia italiana prosegua ormai da sedici trimestri, con una crescita complessiva nell’arco del periodo pari al 4,5%, il livello del Pil risulta inferiore dello 0,7% rispetto al precedente picco del secondo trimestre del 2011 e del 5,4% a confronto con il massimo storico del primo trimestre del 2008. Sempre secondo l’Istat la crescita acquisita per il 2018, quella che si otterrebbe se la dinamica congiunturale del Pil fosse pari a zero nei restanti trimestri dell’anno, è pari allo 0,9%.

L’istituto ha poi diffuso i dati sull’inflazione, accelerata a luglio per la terza volta consecutiva, salendo all’1,5% dall’1,3% del mese precedente, ovvero il livello più alto dall’aprile 2017. L’aumento su base mensile è dello 0,3%. Il rialzo si deve principalmente alle tariffe di luce (+1,9% in termini tendenziali) e gas (+8,5% su base annua), secondo gli aggiornamenti decisi a fine giugno. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, ovvero il ‘carrello della spesa’, a luglio sono invece saliti al 2,3 % (dal 2,2% di giugno). Basandosi su dati tendenziali, l’Istat spiega che stanno continuando “le tensioni sui prezzi dei prodotti di largo consumo”. L’Istituto ha segnalato poi come i prezzi dei vini salgano del 6,8% su base annua. Quanto ai prezzi della pasta, pur diminuendo su giugno e decelerando in termini tendenziali, registrano ancora un’inflazione “sostenuta” (+4,6%).

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