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Atlantia a picco in Borsa, Governo frena su concessione

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Era tutto abbastanza prevedibile. Il primo giorno di Borsa dopo il crollo del Ponte Morandi, e soprattutto dopo l’annuncio della revoca della concessione da parte del Governo, vede Atlantia, la holding che controlla la società, esposta alla bufera sui mercati. Il titolo chiude di Borsa in calo del 22,26% a 18,3 euro dopo una seduta costantemente sotto pressione. Nella seduta di oggi sono stati bruciati 4,2 miliardi di capitalizzazione che ora si attesta a 15,2 miliardi. Sostenuti anche i volumi di scambi con 33 milioni di pezzi passati di mano, ben oltre la media delle settimane scorse. La posizione del Governo sulle concessioni spaventa tutto il settore autostradale che chiude in rosso con Sias (-7,3%), Astm (-10,5%) ed Autostrade Meridionali (-2,9%).

La società reagisce contestando nel merito e nel metodo la posizione del Governo. Atlantia “deve osservare che tale annuncio è stato effettuato in carenza di qualsiasi previa contestazione specifica alla concessionaria ed in assenza di accertamenti circa le effettive cause dell’accaduto”.

La società poi critica poi il governo per le modalità con cui ha annunciato la volontà di revocare la concessione. “Le modalità di tale annuncio – rileva la società – possono determinare riflessi per gli azionisti e gli obbligazionisti”. In ogni caso, “pur considerando che anche nell’ipotesi di revoca o decadenza della concessione – secondo le norme e procedure nella stessa disciplinate – spetta comunque alla concessionaria il riconoscimento del valore residuo della concessione, dedotte le eventuali penali se ed in quanto applicabili”.

La società vuole far parlare soprattutto i numeri. Autostrade per l’Italia ha speso negli ultimi 5 anni 2,1 miliardi di euro per la “manutenzione, sicurezza e viabilità” dei 3.020 chilometri di rete autostradale in gestione. Sempre nel periodo 2013-2017, risulta dai bilanci, la capogruppo Autostrade per l’Italia ha generato utili pari a 4,05 miliardi di euro, distribuendone 3,75 miliardi, pari a quasi il 93%, in dividendi all’azionista Atlantia e ai fondi esteri che nella seconda metà del 2017 ne hanno rilevato il 12% pagando alla holding circa 1,7 miliardi di euro.

La giornata è scandita anche dal duro scambio di accuse fra Di Maio e Renzi sul ruolo dei Benetton. “Chi come Luigi Di Maio dice che il mio Governo ha preso i soldi da Benetton o Autostrade è tecnicamente parlando un bugiardo. Se lo dice per motivi politici invece è uno sciacallo. In entrambi i casi la verità è più forte delle chiacchiere: il mio Governo non ha preso un centesimo da questi signori, che non hanno pagato la mia campagna elettorale, né quella del Pd, né la Leopolda. Utilizzare una tragedia per attaccare gli avversari, mentendo, dà il senso della caratura morale e politica del Vicepresidente del Consiglio”, scrive su facebook l’ex premier Matteo Renzi. La replica non si fa attendere. “Nello Sblocca Italia nel 2015 fu inserita di notte una leggina che prolungava la concessione a Autostrade in barba a qualsiasi forma di concorrenza. Si è fatta per finanziare le campagne elettorali. A me la campagna non l’ha pagata Benetton e sono libero di rescindere questi contratti”, è l’affondo del vicepremier dopo un vertice con il premier Giuseppe Conte in Prefettura a Genova. Proprio i Benetton parlano in una nota ufficiale. Edizione Srl, holding della famiglia Benetton e azionista di riferimento di Atlantia, “partecipata tramite la società di diritto italiano Sintonia, farà tutto ciò che è in suo potere per favorire l’accertamento della verità e delle responsabilità dell’accaduto”. La società “a nome dei suoi azionisti e del suo management, esprime profondo cordoglio alle famiglie delle vittime e la propria vicinanza ai feriti e a tutti coloro che sono stati coinvolti nel tragico crollo avvenuto a Genova”.

Alla fine, però, è da registrare una sostanziale frenata del Governo rispetto all’ipotesi della revoca della concessione. “Quel ponte necessitava di una profonda manutenzione da decenni! Bene ha fatto il ministro delle Infrastrutture, a evocare, qualora ce ne siano le condizioni, anche il ricorso alla revoca della concessione e alle eventuali multe connesse ad inadempienze”, precisa il M5s in un post. “Attendiamo il lavoro della magistratura nell’accertare eventuali responsabilità, ma non attendiamo neanche un minuto di più a esigere – insieme a Di Maio e Toninelli – le immediate dimissioni dei vertici di autostrade per l’Italia” si legge sul blog. “Per me va rivisto tutto il sistema delle concessioni in Italia. Non solo quella di Autostrade”, dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini, a margine della visita ai feriti del crollo del ponte Morandi. Poi la precisazione sostanziale. “Da Autostrade puntiamo ad ottenere, nell’immediato, fondi e interventi a sostegno dei parenti delle vittime, dei feriti, sei 600 sfollati e della Comunità di Genova tutta, anche in termini di esenzione dai pedaggi. Di tutto il resto parleremo soltanto dopo.

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