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Autostrade, la convenzione nel dettaglio: il capitale investito rende il 10%

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Duecento pagine di tabelle, cifre e percentuali, tra le quali risaltano quelle inerenti al tasso di remunerazione del capitale investito, pari al 10,21% che, al netto delle tasse, si riduce al 6,85%. Questo il contenuto dell’allegato E della convenzione tra Autostrade per l’Italia e Ministero delle infrastrutture, pubblicato online dall’azienda, ultimo atto (per ora) della polemica con il Ministro Toninelli.

Al centro dell’attenzione c’è proprio l’allegato E, che riguarda il piano finanziario. Oltre ai dati sul tasso di remunerazione, di particolare interesse sono i numeri sulla manutenzione della rete autostradale, sotto accusa dal crollo del Ponte Morandi di Genova. Nel 2017 alla manutenzione ordinaria, da parte di Autostrade, sono stati destinati 287,9 milioni di euro. Di questi 262,3 sono destinati ad appalti esterni, mentre sono 21,7 quelli destinati a lavori in house. Destinati alla manutenzione di ponti e viadotti, invece, 31,2 milioni di euro, e la cifra scende a 1 milione di euro se si considera solo la parte di investimenti in house: dei rimanenti 22 milioni, a Verde, Pulizie, Impianti ed Esazione Pedaggi si destinano 9,4 milioni.

L’allegato della convenzione pubblicata sul sito di Autostrade, datato 24 dicembre 2013 (governo Letta in carica), contiene “l’aggiornamento del piano finanziario 2012-2038” di Autostrade per l’Italia fatto nel 2013 e fa parte della Convenzione unica siglata nel 2007. Nel documento ci sono la “Relazione al Piano Finanziario” e la “Relazione sul Programma di manutenzione”. Nella prima si distingue fra “Investimenti senza remunerazione aggiuntiva” che si riferiscono al Potenziamento della Variante di Valico previsti dalla Convenzione del 1997 (governo Prodi, ministro dei Lavori pubblici Antonio Di Pietro). Nella seconda vengono indicati “Investimenti tariffati con fattore X investimenti” e “Investimenti tariffati attraverso il fattore K”. Questi ultimi due tipi riguardano investimenti richiesti in più dal Governo rispetto al contratto originario e ha effetto sui pedaggi. Il canone di concessione viene determinato nel 2,4% dai ricavi da pedaggi di competenza della società e, chiariscono da Autostrade, non ha effetto sui pedaggi.

Nella “Relazione sul programma di manutenzione” è scritto che “tutte le strutture da mantenere sono monitorate attraverso un sistema di indicatori correlati allo stato di conservazione delle stesse; tali indicatori sono elaborati grazie ad una costante attività di sorveglianza e monitoraggio volta ad identificare gli eventuali difetti presenti, la loro ubicazione, estensione, gravità ed evolvibilità”. Viene anche indicato, parlando in generale per l’intera rete, che ”la manutenzione o la sostituzione dei giunti e degli apparecchi di appoggio si rende in particolare necessaria per la presenza di alcuni degradi dovuti alla perdita di alcune delle caratteristiche strutturali per l’obsolescenza connessa con la loro età o per la modifica delle sollecitazioni presenti (per esempio quelle relative ai carichi applicati)”.

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