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Bper, non solo Unipol: acquistato Banco Sardegna

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Non c’è solo Unipol Banca nelle strategie di Bper. La banca modenese – che ha riportato i conti migliori della sua storia nel 2018, con 402 mln di utile – ha anche acquistato dalla Fondazione Banco di Sardegna il 49% del capitale del Banco di Sardegna non ancora in suo possesso. Il pagamento, si legge in una nota, avviene attraverso l’emissione a favore della Fondazione Banco di Sardegna di 33 milioni di nuove azioni e di un corrispettivo cash di 180 milioni di euro. Le nuove azioni, pari al 6,42% del capitale di Bper post aumento riservato, faranno salire la quota della Fondazione nel capitale della banca emiliana al 9,4% circa. La parte in denaro del pagamento verrà utilizzata dall’ente per comprare un bond subordinato At1 del valore nominale di 150 milioni di euro e prezzo di sottoscrizione di 180 milioni, che pagherà una cedola annua dell’8,75%. Grazie all’operazione Bper migliorerà gli indicatori patrimoniali Cet1 di 50 punti base e il tier 1 di 90 punti base.

Per Bper, l’acquisizione di Unipol Banca rappresenta “un’ottima opportunità di crescita per linee esterne” per il gruppo, trattandosi di “una realtà che è passata attraverso una importante ristrutturazione e che oggi si presenta con i conti in ordine e una buona asset quality”. Secondo l’Ad di Bper, Alessandro Vandelli, l’acquisizione di Unipol banca e del 49% del Banco di Sardegna “rivestono una rilevante valenza strategica ed industriale per il nostro gruppo”. L’operazione con Unipol, spiega ancora Vandelli, può portare alla “creazione di ulteriori spazi di collaborazione tra i due gruppi” con “l’estrazione di sinergie attraverso la condivisione delle rispettive competenze distintive nell’ambito assicurativo e bancario al servizio di un approccio innovativo alla distribuzione di prodotti bancari attraverso i canali distributivi assicurativi (cd. Assurbanca)”. Quanto alla cessione dell’1,3 miliardi di sofferenze a UnipolRec, piattaforma di gestione delle sofferenze del Gruppo Unipol, avviene “senza impatti significativi sul nostro conto economico consolidato” in quanto il prezzo di cessione di 130 milioni di euro è “sostanzialmente in linea con il valore di libro”.

Per effetto dell’acquisizione di Unipol Banca e del 49% del Banco di Sardegna Bper si attende un aumento del 33% dell’utile per azione e un significativo aumento dell’Npe ratio lordo (rapporto tra esposizioni non performanti e attivi) dal 13,8% di fine 2018 all’11,6% pro-forma, in linea rispetto al target dell’11,5% previsto a fine 2020 dal piano sulle Npe 2018-2020. A seguito delle operazioni, si legge in una nota, risulta confermata la solidità patrimoniale del Gruppo BPER, con un Cet 1 ratio dell’11,4%, a fronte di un cet1 dell’11,9% a fine 2018.

Grazie a Unipol Banca, Bper aumenterà del 17% il suo attivo, che supererà gli 80 miliardi di euro, e del 70% la raccolta totale, che si avvicinerà ai 150 miliardi di euro e acquisirà oltre 500 mila nuovi clienti. Da Unipol Banca sono attese sinergie lorde a regime prima delle tasse nell’ordine di 85-95 milioni per anno (il 70% delle quali di costo), senza considerare le potenziali sinergie di capitale legate all’adozione dei modelli interni di Bper e la possibilità di rafforzamento della partnership con la compagnia bolognese. L’operazione con il Banco di Sardegna offre invece a Bper un “significativo miglioramento del livello di capitale regolamentare”, un'”accelerazione del processo di ottimizzazione dei costi di struttura del BdS e la realizzazione di sinergie di costo, con particolare riferimento alla rete distributiva e alle società controllate”, nonché un’ “ulteriore semplificazione della struttura di Gruppo”. L’acquisizione del 49% del Banco di Sardegna e di Unipol Banca, che porta con sé 258 sportelli e 2.200 dipendenti, “consentiranno al Gruppo Bper di aumentare le proprie dimensioni e la base clienti, con l’obiettivo di creare valore per gli stakeholders, mantenendo al contempo un solido livello di capitale regolamentare e accelerando il processo di riduzione dei crediti deteriorati”.

Bper prevede che l’acquisizione del Banco di Sardegna possa concludersi “entro il terzo trimestre del 2019”, dopo che l’assemblea straordinaria di Bper abbia deliberato l’aumento di capitale riservato a favore della Fondazione Banco di Sardegna. Un’analoga tempistica è stimata per il closing su Unipol Banca, che resta “subordinato” al via libera delle authority e dell’antitrust “nonché al mantenimento di determinati livelli di raccolta totale effettiva da parte di Unipol Banca”.

Per quanto riguarda i conti, il gruppo Bper ha chiuso l’esercizio 2018 con un utile di 402 milioni di euro, più che raddoppiato rispetto ai 176,5 milioni del 2017. Si tratta, sottolinea il gruppo in una nota, del risultato più consistente mai raggiunto nella sua storia. Ai soci è stato proposto un dividendo cash di 0,13 euro per azione.

Il dividendo è in aumento rispetto agli 11 centesimi del 2017, “confermando il trend di costante crescita della remunerazione degli azionisti nel tempo”. Sul fronte della qualità degli attivi la banca ha registrato un calo di 3,5 miliardi di euro dei crediti deteriorati da inizio 2018 (-33,1%) riducendo l’npe ratio lordo al 13,8% dal 19,9% di inizio 2018 e l’npe ratio netto dal 9,2% al 6,8%. Il cet1 del gruppo, si è mantenuto stabile all’11,9% rispetto al 30 settembre, a fronte di un requisito minimo del 9% fissato dalla Bce. Positivo lo sviluppo dell’attività commerciale, con gli impieghi performing lordi alla clientela che hanno superato i 44 miliardi (+3,7%) e incrementi significativi anche sul fronte della raccolta complessiva che, includendo il comparto bancassurance in significativa espansione, si attesta a 91,3 miliardi. Nel complesso i ricavi sono saliti del 2,1% a 2,08 miliardi, grazie alla buona performance delle commissioni (+4,8%) e alla sostanziale tenuta del margine di interesse, mentre il risultato della gestione operativa si è ridotto del 5,9% a 698,4 milioni. A dare una spinta ai risultati è stato il crollo delle rettifiche su crediti, scese da 640 a 226 milioni, che ha consentito di ridurre il costo del credito dai 112 punti abse del 2017 a 47 punti base. “L’ottimo risultato economico è accompagnato da una solida posizione patrimoniale con un CET1 ratio a regime prossimo al 12% e ben oltre il 14% in base ai criteri transitori, entrambi ampiamente superiori al requisito patrimoniale minimo definito alle BCE per il 2019” ha sottolineato l’amministratore delegato Alessandro Vandelli. “L’esercizio appena concluso, oltre a evidenziare ottimi livelli di redditività e solidità patrimoniale, si caratterizza anche per il significativo ulteriore miglioramento dell’asset quality”, portando la riduzione dell’npe ratio tra la metà del 2016 e il 2018 di “quasi 10 punti percentuali”. “Ciò – ha concluso – non deve essere considerato un punto di arrivo, ma un’importante base di partenza per raggiungere traguardi ancora più ambiziosi”.

La Bce, all’esito dell’esame srep, ha alzato il coefficiente minimo di capitale che Bper deve rispettare in termini di Cet1 (common equity tier 1) al 9%, rispetto all’8,125% del 2018, mentre ha fissato al 12,5% il requisito minimo del totale fondi propri (total capital ratio). In materia di npl la Bce, comunica Bper, ha espresso “la raccomandazione” di alzare in modo “graduale” i livelli di copertura sullo stock dei crediti deteriorati in essere al 31 marzo 2018 “fino al raggiungimento dell’integrale copertura” entro il 2024 per i crediti non garantiti con anzianità superiore ai due anni ed entro il 2025 per quelli garantiti con anzianità superiore ai sette anni.

Bper, riferendosi alle raccomandazioni della Vigilanza relative sia agli stock sia ai nuovi flussi di Npe, evidenzia che “queste non sostituiscono i principi contabili ai quali la Banca si attiene e si atterrà in futuro nella determinazione degli accantonamenti”. “Nel dialogo con la Bce la Banca potrà dimostrare l’adeguatezza delle coperture, costituite da accantonamenti contabili e assorbimenti patrimoniali, alla luce anche delle ampie garanzie detenute, delle misure di gestione attuate e delle evidenze di recupero interno, ulteriormente migliorate nel corso del 2018 grazie all’attuazione della Npe strategy”.

I risultati delle strategie Bper si riflettono intanto in Borsa: il titolo sale del 6% a 3,19 euro. Poco mosse invece Unipol (+0,48%) e UnipolSai (+0,09%), che hanno registrato una minusvalenza, rispettivamente, di 338 e 50 milioni di euro dalla vendita di Unipol Banca, che non ha però impedito a Unipol di chiudere l’esercizio 2018 centrando gli obiettivi del piano industriale triennale e a Unipolsai di battere i suoi target.

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