Unipol, tutto su assicurazioni: cede banca a Bper per 220 mln

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La conseguenza della sinergia Unipol-Bper sarà “un approccio innovativo alla distribuzione di prodotti bancari attraverso i canali distributivi assicurativi”, ha detto l’Ad di Bper, Alessandro Vandelli. Per arrivare a questo risultato, il gruppo Unipol ha ceduto a Bper l’intera partecipazione in Unipol Banca per un corrispettivo di 220 milioni di euro, che verranno pagati interamente in denaro. Contestualmente Unipol, attraverso UnipolRec, ha rilevato da Bper due portafogli di sofferenze del valore di libro di 1,3 miliardi di euro al prezzo di 130 milioni di euro. Due mosse che rientrano nella strategia di Unipol di rifocalizzazione sulle assicurazioni, completando, secondo una nota del gruppo bolognese, “il processo di riqualificazione” della strategia nel comparto bancario, incrementando “la scala operativa di UnipolReC”, valorizzandone “l’expertise in tema di recupero crediti”.

In più,  in ottica sinergia con Bper,  non bisogna dimenticare che Unipol è il suo primo azionista con il 15% del capitale, con un’opzione per salire fino al 20%. La strategia quindi valorizza “la partecipazione detenuta in Bper Banca, supportandone il processo di crescita con potenzialità di sviluppo di ulteriori business in futuro”, ha detto Unipol, che assumerà “un ruolo di investitore stabile, di lungo termine” di Bper.

La vendita di Unipol Banca è costata 338 milioni di minusvalenze sul bilancio di Unipol e 50 milioni su quello di UnipolSai. La cessione è stata preceduta dall’esercizio da parte di UnipolSai nei confronti di Unipol dell’opzione di vendita sul 27,49% del capitale di Unipol Banca e di UnipolReC, la società del gruppo che si occupa di recupero crediti deteriorati. Il prezzo dell’opzione, sottoscritta nel 2013 tra Unipol e l’allora Fondiaria-Sai, è di 579,1 milioni di euro, si legge in una nota di Unipol. L’esercizio dell’opzione ha fatto salire la quota di Unipol in Unipol Banca all’85,24% del capitale mentre a UnipolSai è rimasto in portafoglio il 14,76% del capitale. Le quote sono state poi cedute a Bper. UnipolSai ha inoltre concesso a Unipol un finanziamento di 300 milioni di euro, di durata quinquennale, rimborsabile anche in via anticipata, ad un tasso di interesse pari all’Euribor a 3 mesi maggiorato di 260 punti base. Per Unipol, il predetto finanziamento è funzionale a mantenere un elevato livello di flessibilità finanziaria con un importante buffer di liquidità disponibile.

Unipol è arrivata alla cessione con conti che rispettano il piano industriale dello scorso anno: ha chiuso l’esercizio 2018 con un utile di 628 milioni di euro, a fronte della perdita di 169 milioni registrata nel 2017 quando ha dovuto spesare la ristrutturazione di Unipol Banca, e ha proposto ai soci il pagamento di un dividendo di 0,18 euro per azione. Il gruppo ha conseguito nel triennio utili ordinari cumulati per 1,85 miliardi di euro e distribuito dividendi ordinari per 386 milioni. UnipolSai ha chiuso il 2018 con un utile di 948 milioni di euro, in forte crescita rispetto ai 537 milioni del 2017, grazie anche alla plusvalenza di 309 milioni della vendita di Popolare Vita. Proposto, si legge in una nota, un dividendo di 0,145 euro ad azione, in linea con il 2017. Nel corso del triennio sono stati raggiunti utili ordinari per 1.866 milioni e staccati dividendi per 1.173 milioni, superando i target di redditività, solidità patrimoniale e remunerazione per i soci previsti dal piano.

Il closing su Unipol Banca secondo Bper è previsto “entro il terzo trimestre del 2019”, e resta “subordinato” al via libera delle authority e dell’antitrust “nonché al mantenimento di determinati livelli di raccolta totale effettiva da parte di Unipol Banca”.