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Tim: cda 2018 da 3 mln di euro, un quarto in meno del 2017

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Un abbattimento dei costi per la gestione del cda di un milione di euro: così il 2018 di Tim vede un ridimensionamento delle ‘uscite’ destinate ai dirigenti da 4 mln di euro circa nel 2017 a 3 mln, più di un quarto (-27%) in un anno nel complesso. Questo ciò che emerge dalla Relazione sulla remunerazione pubblicata in vista dell’assemblea del 29 marzo. In cima alla lista delle remunerazioni, il presidente Fulvio Conti che per il suo mandato dal 7 maggio ha percepito 392 mila euro mentre l’ad Luigi Gubitosi, in carica dal 18 novembre, 168 mila euro.

Tra gli argomenti affrontati dal Comitato Remunerazione, presieduto da Alfredo Altavilla ci sono stati il lancio del nuovo Piano di performance share 2018-2020, le tematiche di remunerazione connesse al rinnovo del vertice, la successione nella posizione di ad; l’esame dei pacchetti retributivi dell’Amministratore Delegato e del Presidente, con successivo trasferimento al Consiglio di Amministrazione delle proprie raccomandazioni al riguardo.

“Nell’ultima parte dell’anno il Comitato si è occupato di ridisegnare l’architettura del sistema di incentivazione variabile a breve termine (Mbo) con particolare riguardo sia alla fissazione dell’obiettivo gate (il livello minimo fissato al raggiungimento dei risultati per il 95%, ndr), che alla individuazione degli obiettivi economico-finanziari e funzionali correlati ai nuovi indirizzi strutturali e strategici dell’azienda” si legge nella relazione.

Il cda di Tim “deve lavorare per costruire un clima interno più costruttivo ed aperto” e per questo è attribuito al presidente un ruolo “fondamentale”. E’ uno degli spunti di riflessione che emergono dalla Relazione sul Governo societario pubblicata in vista dell’assemblea del 29 marzo. I miglioramenti suggeriti nella relazione “possono essere ricondotti ad un fisiologico assestamento e rodaggio del Consiglio nel primo anno di mandato, anche a causa delle complessità che l’Azienda ha vissuto negli ultimi mesi”.

Revisione e generale riordino delle proprie regole di governance

Dal 4 maggio “sono stati aggiornati i Principi di autodisciplina, è stato introdotto un comitato endoconsiliare specializzato nel presidio delle operazioni con parti correlate (sulla scorta di una procedura totalmente nuova), il Consiglio si è dotato di un regolamento interno e la Procedura informazioni privilegiate e insider dealing è stata fatta oggetto di manutenzione evolutiva, alla luce delle indicazioni e dei suggerimenti di Consob”, scrive il cda nella relazione.

La lettera dal presidente del Comitato per la corporate governance

A dicembre il presidente del Comitato per la corporate governance ha scritto al cda di Tim che ora rende pubblica la risposta (ma non il testo della lettera). È “migliorabile l’informativa pre-consiliare, in termini di tempestività e completezza. Nel corso del 2018 ha rilevato carenze ed elementi di insoddisfazione al riguardo” e sotto il profilo della “riservatezza dell’informazione pre-consiliare”. Il cda “condivide il principio sottostante alle raccomandazioni formulate, in ordine alla coerenza delle politiche retributive con la sostenibilità dell’impresa. Nei limiti della natura pluriennale di alcuni strumenti in essere e della fisiologica rigidità degli assetti retributivi, intende vieppiù perseguire anche con le politiche di remunerazione l’obiettivo della sostenibilità a medio-lungo termine, ivi incluso mediante il rafforzamento del collegamento tra la remunerazione variabile e parametri strutturali e strategici”.

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