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Generali: utile a 2,3 miliardi. Donnet: superati i target

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Il piano di Philippe Donnet, diventato Ceo di Generali nel 2016, ha funzionato: “con i risultati che presentiamo oggi, Assicurazioni Generali chiude il piano al 2018 superando tutti i target e completando con successo la trasformazione industriale del Gruppo”. I risultati di cui parla Donnet – che già qualche mese fa aveva fornito a Fortune Italia le sue previsioni – consistono in un utile 2018 che raggiunge i 2,3 miliardi di euro (+9,4%) e in un risultato operativo a 4,9 miliardi (+3%). Il dividendo aumenta così del 5,9% a 0,90 euro azione (era 0,85 euro nel 2017).

Negativo invece il risultato non operativo pari a -1.361 milioni (-1.109 milioni del 2017) per le svalutazioni sugli investimenti azionari e i minori profitti netti di realizzo che riflettono la politica di sostegno ai rendimenti futuri dei propri investimenti.

Nei tre anni del piano del Ceo del Leone, la generazione di cassa cumulata ammonta a 8 miliardi (da un target sopra i 7 miliardi), i dividendi cumulati a 5,1 miliardi (il target era oltre i 5 miliardi), l’operating Roe medio al 13,4% (obiettivo sopra 13%). “Dal primo gennaio, tutto il Gruppo è impegnato a eseguire il nuovo piano ‘Generali 2021’, con l’obiettivo di generare valore crescente per i nostri azionisti, investendo su crescita profittevole, innovazione e trasformazione digitale del nostro business”, aggiunge Donnet.

Sul nuovo piano Donnet è fiducioso, visto “il superamento di tutti i target del 2018”. Interpellato su ipotesi di interesse d’acquisti in campo assicurativo in Messico e Spagna Donnet risponde: “sull’M&A non c’è niente da commentare, stiamo guardano opportunità di sviluppo e di crescita”. In ogni caso “il nostro piano al 2021 non è basato sull’ M&A che è solo un potenziale acceleratore della nostro strategia. Guardiamo a tutto quello quello che ci potrebbe consentire di rafforzare il nostro business assicurativo soprattutto in Europa” riprende. Sul fronte dell’asset management poi “la nostra è una strategia di multiboutique e se ci sono opportunità le guarderemo con disciplina”.

“La nostra esposizione”, ha detto ancora il Ceo di Generali, “è di 59 miliardi su un totale di asset di quasi 500 miliardi senza nessun impatto negativo sulla nostra solidità patrimoniale”. “Abbiamo dimostrato che siamo in grado di assorbire shock sui Btp”. Così Donnet replica alle domande sui titoli di stato italiani e lo spread. Il Cfo del gruppo, Cristiano Borean, ha sottolineato che per quanto riguarda il Solvency Ratio e l’aggiustamento rispetto alla volatilità specifica dell’Italia “siamo a 7 punti di sensibilità per apertura di 100 punti base”.

La raccolta netta Vita (+5,2%) di Generali si attesta a 11.369 milioni, tra le migliori del mercato, beneficiando in particolare della crescita nell’ultimo trimestre. I premi di questo segmento si attestano a 46.084 milioni (+5,7%), confermando la crescita osservata nel corso dell’anno. I premi Danni raggiungono i 20.607 milioni (+3,3%), confermando lo sviluppo osservato nel corso dell’anno grazie al positivo andamento di entrambe le linee di business. Il Combined Ratio, sostanzialmente stabile al 93%, risulta il migliore tra concorrenti sul mercato malgrado l’impatto delle catastrofi naturali e dei grandi sinistri verificatisi l’anno scorso. I premi complessivi del gruppo triestino ammontano a 66.691 milioni, evidenziando una crescita del 4,9%. In linea con quanto annunciato nel 2017 e nel 2018, l’utile del segmento Asset Management cresce del 24% a 235 milioni, grazie all’accelerazione del business in Europa e ai primi frutti della sua espansione. Si conferma la solidità della solvibilità di Generali con un Regulatory Solvency Ratio al 216%, in aumento di 9 punti base nonostante l’andamento dei mercati finanziari.

Il Cda di Generali, riunito a Milano per approvare i conti alla vigilia della diffusione dei numeri, ha deliberato di sottoporre all’approvazione dell’assemblea del 7 maggio la proposta di un piano di azionariato per i dipendenti del gruppo ai quali verrà attribuita la possibilità di acquistare a condizioni agevolate azioni ordinarie della compagnia rivenienti da un programma di buy-back al servizio del piano stesso. È la prima iniziativa del genere per i dipendenti del Leone.