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EssilorLuxottica, Del Vecchio ricorre all’arbitrato

EssilorLuxottica Il vicepresidente e Ad di Luxottica, Francesco Milleri (s), e il presidente di Luxottica, Leonardo Del Vecchio all' assemblea degli azionisti , Milano 19 aprile 2018. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO
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L’obiettivo non è prendere il controllo di EssilorLuxottica, ma difendersi dai propri soci: per questo la Delfin di Leonardo Del Vecchio ha fatto domanda di arbitrato presso la Camera di Commercio Internazionale per fare accertare le violazioni dell’accordo di integrazione fra Luxottica ed Essilor, commesse dal vicepresidente della società francese post-fusione, Huiber Sagnieres, e ottenere così una ingiunzione a rispettare i patti fino alla scadenza.

La holding di Leonardo Del Vecchio si è affrettata a precisare che non si tratta di un tentativo “di ‘presa di controllo’ di EssilorLuxottica, sia essa ‘rampante’ o de facto”. “Le accuse e altre speculazioni circolate su tale tentativo di presa di controllo sono destituite di ogni fondamento e non possono che indurre in errore il mercato e il pubblico”. Come indicato già nel comunicato della stessa Delfin del 20 marzo, l’obiettivo della holding sarebbe solo difendersi dalle violazioni dei francesi. Violazioni che “consistono nel mancato rispetto dei doveri di leale cooperazione e buona fede previsti dall’Accordo di Combinazione del 2017 tra Essilor e Delfin, la quale è stata privata del potere di gestione paritetico che le pertiene ai sensi dell’accordo”, spiega la società di Del Vecchio in una nota riferendosi allo scontro nato sulla governance a seguito della pressione del socio italiano per avere un proprio rappresentante come amministratore delegato di EssilorLuxottica.

“Constatando lo stallo creatosi all’interno del consiglio di amministrazione e come questo ostacoli l’implementazione del processo di integrazione e delle relative sinergie, Delfin ha ritenuto che il ricorso alla Camera di Commercio Internazionale fosse allo stato una soluzione necessaria e la più appropriata al fine di preservare gli investimenti di tutti gli azionisti”, prosegue il comunicato dove viene sottolineato che “Delfin non chiede altro che il rispetto rigoroso degli accordi, e in particolar modo delle regole di governance congiunta e paritaria che da parte sua intende continuare a osservare”.

 

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