4 Aprile 2019

Anche la Germania spaventa i mercati, crollo Pil e industria

Alessandro Pulcini

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Le tensioni Usa-Cina, la Brexit, la recessione italiana. A frenare i mercati  non ci sono solo le preoccupazioni principali elencate dall’Fmi, ma anche la situazione tedesca. L’indice d’area Stoxx 600 ha lasciato sul terreno quasi mezzo punto, dopo il crollo degli ordini industriali tedeschi – con il peggior dato da 2 anni – e le indicazioni degli esperti che vedono dimezzate le stime di crescita del Pil tedesco nel 2019.

I cinque principali istituti di ricerca tedeschi (Ifo,Iwh,Diw IfW e Rwi) hanno tagliato le previsioni allo 0,8% dall’1,9% stimato nel rapporto di settembre. A pesare, in un effetto a catena, soprattutto le tensioni commerciali e la Brexit . “Le difficoltà della produzione interna e la portata del rallentamento dell’economia globale sono stati sottovalutati” si legge nel report, ma i rischi di una “recessione pronunciata” sono bassi purché non si intensifichino i rischi politici. Tali valutazioni risultano in ribasso rispetto all’1% delle previsioni di governo, mentre risultano in linea con l’analisi elaborata il mese scorso da un gruppo di consiglieri economici indipendenti dello stesso governo tedesco.

Pesa anche il dato sugli ordini industriali tedeschi, crollati inaspettatamente a febbraio, segnando un -4,2%, il ribasso più forte da due anni e in controtendenza rispetto alla stima media di un +0,3%. Su base annua si è registrata una flessione dell’8,4%, la più pesante in dieci anni. Il ministero dell’Economia tedesco ha osservato che l’attività manifatturiera “continuerà ad essere debole nei prossimi mesi,in particolare per la scarsa domanda estera”.

La frenata dei listini (con gli occhi puntati sul via libera della Camera dei Comuni ad una legge anti-no deal per la Brexit) si è tradotta in un -0,59% a Londra; a seguire Milano (-0,30%) Parigi (-0,29%) e Francoforte (-0,16%). Sul Dax in evidenza Commmerzbank (+2,53%) sull’ipotesi di un offerta da parte di Unicredit (-1,23%) nel caso saltasse l’accordo con Deutsche Bank (-1,9%). Lo spread tra btp e bund è stabile e viaggia in area 254 punti base. Sul fronte dei cambi l’euro è poco mossa. La moneta unica passa di mano a 1,1236 sul biglietto verde.

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