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Banche e risparmiatori, passa la linea Tria

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Passa la linea Tria sui rimborsi ai risparmiatori ‘traditi’ dalle banche. Anche perché, norme e regolamenti alla mano, quella indicata dal ministro dell’Economia era l’unica percorribile per non incorrere nella censura Ue e nel rischio di un contenzioso per danno erariale. Ci sarà un doppio binario: il ristoro diretto delle perdite riguarderà una percentuale consistente (il 90% secondo il governo, la metà secondo le valutazioni delle associazioni dei risparmiatori), mentre gli altri dovranno passare attraverso un ‘arbitrato semplificato’. La proposta del governo è stata approvata da 17 su 19 associazioni al tavolo convocato dal premier Giuseppe Conte.

Ora si lavora al testo che deve andare in Cdm, per poi essere inserito nel decreto crescita e accompagnato quasi in contemporanea dai decreti attuativi. La volontà iniziale del governo di dare corsia diretta a tutti, linea sostenuta con forza soprattutto dal Movimento Cinquestelle, è stato spiegato al tavolo, è vietata dalle norme europee. Le associazioni avrebbero mosso i loro rilievi soprattutto sulla tipizzazione dei profili per accedere all’arbitrato. E le limature in corso sul testo potrebbero accogliere alcune delle proposte emerse.

In sostanza, per accedere automaticamente ai rimborsi i risparmiatori truffati dovranno avere un imponibile entro i 35 mila euro o un patrimonio mobiliare inferiore a 100.000 euro. Per gli altri saranno tipizzati gli investimenti e saranno analizzati per grandi categorie e non caso per caso. Secondo quanto spiegato dal sottosegretario Massimo Bitonci, che parla di “una grande apertura da parte della Commissione Ue” che per la prima volta dà il via libera a un rimborso di massa, “ora ci sarà una modifica alla legge di bilancio, con il doppio binario flessibile” che consentirà comunque per tutti un rimborso “massivo e forfettario”.