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Mps chiude 2018 in positivo: +279 milioni di euro

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Si chiude con un utile di 279 milioni di euro il 2018 di Monte dei Paschi di Siena. Un anno in cui la banca “si è rimessa in cammino” e in cui “la banca e i suoi dipendenti sono tornati a svolgere un’attività normale”, afferma l’ad Marco Morelli durante l’assemblea dove sono stati presentati i risultati conseguiti dalla banca nel corso dello scorso esercizio. In assemblea è presente il 74,72% del capitale, con il Tesoro che mantiene invariata al 68,25% la sua partecipazione, acquisita in occasione della ricapitalizzazione precauzionale della banca nel 2017. Confermata anche la quota delle Generali, pari al 4,32% del capitale, e le azioni proprie in portafoglio all’istituto senese, pari al 3,18%.

Un 2018 in recupero

Lo scorso anno “è stato dedicato alla riduzione dei crediti deteriorati lordi, alla salvaguardia della posizione patrimoniale e della liquidità, alla ripresa dell’attività commerciale dal lato degli impieghi e della raccolta”, afferma Morelli. Su quest’ultimo fronte, ha spiegato, dopo che la banca aveva perso 28 miliardi di euro di risparmi nel 2016 e nel 2017 aveva cercato di recuperarli remunerandoli “molto sopra la media di mercato”, “l’obiettivo del 2018 è stato quello di stabilizzare e abbattere il costo della raccolta”. C’è poi stata una “ripresa dell’attività commerciale” con “un’inversione di tendenza importante”, ha detto Morelli illustrando i dati sugli “impieghi alla clientela core del gruppo”, come dimostrano ad esempio i mutui erogati ai privati (+68% sul 2017) e alle imprese (+43%). “Nel 2018 la banca ha fatto uscire dal suo bilancio 29 miliardi di crediti deteriorati, passando dal 36% del 2017 al 16,4%” sul totale del portafoglio crediti. “Non esiste – ha detto – una banca che ha fatto un deleverege di queste dimensioni”. Inoltre, ha aggiunto, “il costo del credito ordinario e stato riportato in linea con le evidenze di mercato” e sono migliorate “la liquidità complessiva del gruppo” e la “posizione patrimoniale” rispetto alla quale la banca si trova “sopra gli obiettivi di riferimento dell’organo di vigilanza per il 2019”. È poi proseguito il “percorso di efficientamento della struttura” con una “significativa riduzione del numero delle filiali e la dismissione di una serie di attività considerate non core”. “Ad oggi sono state chiuse circa 500 filiali e ne devono essere chiuse altre 100” mentre “la riduzione dei dipendenti con accesso al fondo esuberi” prosegue “in linea con le previsioni del piano”.

Possibili fusioni

Sono in corso di valutazione possibili aggregazioni, ma la scelta tocca al Mef “all’interno del cda”, così come “riflessioni sulla diversificazione dimensionale” ma “queste sono scelte che spettano all’azionista di riferimento in primis”, afferma Morelli.

Il 2019 sarà peggiore del 2018

Si prospetta un anno difficile il 2019. A confermarlo è lo stesso ad. Morelli che ha sottolineato che il contesto esterno attuale è molto più difficile rispetto a un anno fa. “L’ingresso nel 2019 è molto peggiore dell’entrata nel 2018, mi sembra che ormai si atterri a un consenso generalizzato sul fatto che la crescita del Pil del nostro Paese sarà vicino allo zero” ha detto, aggiungendo che “sui tassi tutti sono in grado di farsi un’idea” e che si è in presenza di “un contesto di mercato di funding istituzionale che è molto più complicato e che porta un costo molto più elevato rispetto ai primi mesi scorso anno”, senza considerare che “nel 2019 entrano in vigore nuove regole Mifid 2” ma anche “il calendar provisioning” sugli accantonamenti dei crediti deteriorati “che avrà effetti” in futuro. “Noi – ha aggiunto – ci diamo priorità operative per essere focalizzati sulle cose che possiamo fare”. Nel valutare i risultati conseguiti da Mps nel 2018 Morelli invita tutti, incluso il Tesoro, a ricordarsi delle condizioni in cui si trovava Mps alla fine del 2016, quando è stata salvata dallo Stato. “Ognuno di voi, gli azionisti, chiunque essi siano, può valutare se quello che abbiamo fatto risponde a una serie di aspettative”. “Il suggerimento che cerco di dare a tutti i miei interlocutori, anche a chi rappresenta il nostro azionista di riferimento, è: ‘contestualizzate sempre quello che il Monte riesce a fare in funzione di dove è partita la banca alla fine del 2016, cosa ha percorso e dove è arrivata”, ha detto Morelli in assemblea. Morelli, nel corso del suo intervento, ha ricordato i progressi sugli “obiettivi” fondamentali che la banca si era data nel 2018 e relativi “al derisking della qualità del credito, al rilancio commerciale e all’efficientamento della struttura, a investire in innovazione vera, a recuperare reputazione legata a un brand che andrà avanti a prescindere da chi fa il presidente, l’ad e siede in cda”.

Dal sindaco di Siena un invito a continuare a procedere in questa direzione

“Il 2018 ha dato un bilancio in un certo modo, valuterete voi se buono o cattivo, io ho visto un segno più” ha detto il sindaco di Siena, Luigi De Mossi, riconoscendo che “il 2019 non sarà così”. A questo cda “se davvero vuole segnare un segno di discontinuità” il sindaco “chiede la permanenza della direzione generale a Siena, il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, perché un conto è ristrutturare la banca per il futuro sapendo già quanti posti perderemo, un conto è tutelare quelli che già ci lavorano, che è un altro profilo necessario”. “Ancora” occorre preservare “il legame con il territorio che è fondamentale con la banca”.

Mentre sulle responsabilità dei vertici circa la gestione della banca, De Mossi è favorevole all’azione di responsabilità nei confronti degli ex vertici, Fabrizio Viola e Alessandro Profumo, mentre è contrario ad un’analoga iniziativa nei confronti dell’attuale vertice. “Sono a favore di un’azione di responsabilità nei confronti della vecchia governance perché non è difficile gestire una banca facendo aumenti di capitale a ripetizione che non si capisce bene a cosa siano serviti”. Ma la “nuova governance” dell’attuale cda “va guardata per quello che sta facendo” ed è necessario che “ognuno si assuma le responsabilità che gli competono”. “Questi signori , ha detto intervenendo per la prima volta all’assemblea di Mps – li valuteremo alla fine del loro mandato, valutando i bilanci, ma non con uno sguardo rivolto al passato. Non possiamo legare due gestioni diverse, ogni governance risponde del proprio operato”. “Bisogna iniziare a distinguere le responsabilità dei cda precedenti da quelli attuali e questo non significa né indulgenza né connivenza con l’attuale cda”. “Non dico che si veda la luce in fondo al tunnel ma una piccola fiammella c’è. Ecco, allora un’apertura di credito la dobbiamo fare, moderata, da senesi, sempre molti critici e sempre molto attenti”, conclude.

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