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Manley: i brand di Fca pronti alla rivoluzione tech

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In un mercato come quello delle auto, in cui la tecnologia ha tutte le potenzialità per rivoluzionare i rapporti di forza tra i grandi costruttori, Fca fa affidamento sulla riconoscibilità dei suoi marchi, oltre alle lezioni impartite da Sergio Marchionne. Secondo il suo successore, Mike Manley, “Fiat Chrysler Automobiles è una ‘house of brands’, una casa di marchi, e questo le permetterà di essere uno dei pochi costruttori tradizionali in grado di sopravvivere alla rivoluzione tecnologica che sta attraversando il settore auto. Ne sono certo, al cento per cento”.

L’amministratore delegato parla della rivoluzione tecnologica in atto in un’intervista congiunta con il direttore finanziario Richard Palmer, rilasciata a Bloomberg in occasione dell’uscita del libro ‘Sergio Marchionne’ di Tommaso Ebhardt, edito da Sperling & Kupfer. “Non abbiamo nessun brand che rischia di finire nella categoria dei marchi non distintivi, nessuno. Neanche il marchio Fiat. Il miglior esempio è la 500: al suo decimo anno sul mercato ha raggiunto il suo massimo storico di vendite. E potrei continuare con Wrangler per Jeep e così via. I nostri brand hanno dimostrato che riusciranno a sopravvivere”, spiega Manley.

L’amministratore delegato di Fca sottolinea l’eredità lasciata da Sergio Marchionne, all’interno e all’esterno del gruppo. “Al mondo ha mostrato che puoi avere un punto di vista diverso, puoi essere schietto su una serie di temi importanti, non conformarti allo status quo e allo stesso tempo essere un amministratore delegato di grandissimo successo. Molti ceo che guarderanno a Sergio dall’esterno non potranno che riconoscere il coraggio che ha avuto nel compiere le sue scelte e prenderlo come un punto di riferimento per il proprio mandato. C’è sicuramente anche un’eredità enorme che lascia alla nostra organizzazione. Ha infuso una serie di valori che sono ancora al centro di Fiat Chrysler”.

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