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10 Maggio 2019

Unipol, nel piano 2021 innovazione e sostenibilità

Fortune

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Investimenti nel reparto IT – 200 mln di euro tra ottimizzazione, evoluzione dei sistemi e digitalizzazione – l’uscita di 600 persone, l’assunzione di 300 nuovi dipendenti, 600 mln di euro per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU 2030. E un netto cumulato di 2 mld di euro. Sono alcuni dei punti chiave del nuovo piano industriale al 2021 – ‘Mission Evolve – Always one step ahead’ – approvato da Unipol, che prevede anche cedole complessive per 600 milioni e un indice di solvibilità compreso tra il 140 e il 160% del minimo regolamentare. Nel 2021 sia la raccolta danni che quella vita sono attese in crescita di 750 milioni sul 2018, a quota, rispettivamente, 8,7 milioni e 5 miliardi di euro. Il combined ratio al netto della riassicurazione scenderà al 93%, in calo dell’1,2%sul 2018.

Per quanto riguarda UnipolSai, controllata assicurativa del gruppo, il piano prevede il conseguimento di 2 miliardi di utili cumulati e la distribuzione di 1,3 miliardi di dividendi nell’arco di piano. Il solvency ratio si attesterà tra il 170 e il 200% del minimo regolamentare, la raccolta danni crescerà di 750 milioni rispetto al 2018, a 8,7 miliardi, come pure quella vita, che si attesterà a 5 miliardi.

Con ‘Mission Evolve – Always one step ahead’, il gruppo bolognese intende “rafforzare la leadership nel settore assicurativo facendo leva sui propri asset distintivi”, rappresentati dalla “prima rete distributiva in Italia con oltre 8.500 punti di vendita e 30.000 intermediari”, sull’eccellenza “del modello liquidativo” e sull’utilizzo “estensivo della telematica e dei dati”. Grazie al piano Unipol intende “rafforzare il proprio primato in Italia nell’assicurazione Danni”, dove è leader “in termini di portafoglio clienti, quota di mercato, rete distributiva e per numero di scatole nere installate” ed estendere questa “leadership agli ecosistemi Mobility, Welfare e Property”, offrendo ai clienti competenze e soluzioni integrate.

Per raggiungere questi obietti il gruppo intende seguire cinque direttrici che comprendono l’eccellenza tecnica, con un combined ratio auto che scenderà al 92,5% e non auto al 90%, l’eccellenza distributiva, che farà leva sulla prima rete agenziale italiana e sullo sviluppo degli accordi di bancassurance e delle partnership, sugli investimenti in persone e tecnologie. Il tutto creando “valore condiviso e sviluppo sostenibile” attraverso l’aumento al 30% dei prodotti con impatto sociale e ambientale e a 600 milioni di euro gli investimenti per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU 2030.

Il piano industriale di Unipol prevede entro il 2021 l’uscita di 600 persone, attraverso l’adesione al fondo di solidarietà, e l’assunzione di 300 nuovi dipendenti, così da ridurre l’età media di circa 2 anni e arricchirsi di “nuove competenze che contribuiranno allo sviluppo e alla evoluzione del Gruppo”, si legge nella nota del gruppo. Per le uscite incentivate verranno accantonati 90 milioni di euro nell’arco di piano. Per quanto concerne la tecnologia, nell’arco di piano sono previsti oltre 200 milioni di euro di investimenti IT di cui oltre 50 milioni per la digitalizzazione, l’ottimizzazione dei processi e l’evoluzione dei sistemi ‘core’; è altresì prevista l’automatizzazione dei 100 processi più importanti del Gruppo.

Sia il gruppo che la sua controllata vedono, intanto, gli utili del primo trimestre scendere vertiginosamente rispetto allo scorso anno, considerando però la plusvalenza di Popolare Vita. Unipol ha chiuso con un utile netto di 171 milioni, in calo del 63,7% rispetto allo steso periodo del 2018, che scontava però una plusvalenza di 309 milioni connessa alla cessione di Popolare Vita. A livello normalizzato e perimetro omogeneo, si legge in una nota, il risultato sarebbe in crescita del 18,7%. La raccolta premi sale a 3,3 miliardi di euro, in crescita del 4,2% a perimetro costante, grazie sia alla crescita del ramo danni (+3,3% a 2 miliardi) che del vita (+5,7% a 1,3 miliardi). Il combined ratio, indicatore della redditività della gestione tecnica, migliora al 93,4% dal 94,1% del 31 marzo 2018. Peggiora invece l’indice di solvibilità di gruppo, che scende al 155% rispetto al 163% di fine 2018.

UnipolSai invece ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un utile di 184 milioni di euro, in calo del 61,2% sullo stesso periodo del 2018 (anche in questo caso va consideratala cessione di Popolare Vita), ma in crescita del 10,9% a livello normalizzato e a perimetro omogeneo. La raccolta assicurativa, si legge in una nota, si attesa 3,3 miliardi di euro, in crescita del 4,2% a perimetro omogeneo, grazie sia alla crescita del danni (+3,3% a 2 miliardi di euro) che nel vita (+5,7% a 1,3 miliardi). Il combined ratio migliora dal 94,3% del marzo 2018, al 93,4%. L’indice di solvibilità individuale di UnipolSai è pari al 241%, in flessione rispetto al 253% di fine 2018, mentre l’indice di solvibilità consolidato basato sul capitale economico sale dal 202% al 216%.

Il piano industriale di Unipol prevede inoltre che la controllata UnipolRec, che si occupa di gestire crediti deteriorati si liberi entro il 2021 di 1,5 miliardi di euro di crediti deteriorati, con un tasso di recupero del 30% e una copertura del portafoglio crediti dell’85%. Per quanto riguarda invece la controllata alberghiera Unahotel, principale catena alberghiera italiana con oltre 5 mila camere in 40 strutture, l’obiettivo è portare l’ebitda dai 4 milioni del 2018 a 15 milioni di euro nel 2021, con investimenti per 28 milioni di euro destinati al “miglioramento degli standard qualitativi di servizio e di prodotto”.

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