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Exco 2019, Di Maio: possiamo essere hub investimenti per l’Africa

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L’Europa è consapevole “che in Africa è in gioco il futuro stesso del Vecchio continente”, e certo non può restare ferma di fronte al’attivismo “della Russia e soprattutto della Cina, che fanno enormi investimenti” nel continente africano. E, nello scenario della cooperazione internazionale, “l’Italia può ambire a diventare l’hub degli investimenti europei verso l’Africa”. Lo ha detto il Vicepremier Luigi Di Maio durante il suo intervento, durato una decina di minuti, durante una delle conferenze di Exco 2019, dedicata al tema ‘Finanziare lo sviluppo sostenibile: il partenariato dalla teoria alla pratica’.

Come ministro dello sviluppo economico “rilevo con soddisfazione l’attenzione di Exco 2019 alla tematica dell’innovazione tecnologica nello sviluppo della cooperazione, per lo sviluppo sostenibile”, ha deto Di Maio. Il vicepremier si dice certo che l’appuntamento aiuterà a sviluppare “nuovi progetti anche tesi a sostenere i processi di internazionalizzazione attraverso l’incontro di imprese, istituzioni pubbliche, agenzie per la cooperazione ed enti finanziatori”.

L’Italia, ha detto Di Maio, “è il quarto donatore tra i paesi del G7” per quanto riguarda gli aiuti allo sviluppo “ma questo è solo un punto di partenza. Il nostro obiettivo è raggiungere lo 0,3% del Pil nel 2020 e lo 0,7% nel 2030” in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030. Un tema, sottolinea Di Maio, con riflessi anche sulle cause profonde delle migrazioni, sulle quali – dice – “l’Italia ha agito con determinazione”. A riguardo, ricorda il ministro del Lavoro, “siamo impegnati in una battaglia cruciale nei negoziati a Bruxelles per destinare più fondi del bilancio pluriennale dell’Ue alle politiche esterne e alla cooperazione internazionale”.

“L’Africa è un continente di grandissime opportunità”, ha detto ancora Di Maio sottolineando che “nei mesi passati – ha sottolineato Di Maio – abbiamo invitato tutti a una riflessione critica sul modello nato dalla decolonizzazione, che si basa su un rapporto sbilanciato tra donatore e ricevente. Dobbiamo puntare su un rapporto più equilibrato per uno sviluppo condiviso. Dobbiamo andare oltre la logica di subalternità e l’Italia vuole farsi promotrice di un dialogo con le istituzioni europee su questo tema”.

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