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A tavola con 10 startup

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Nel settore food nascono trenta nuove imprese al giorno e buona parte di queste sono startup digitali. Molte sono specializzate nel food delivery, mentre l’eCommerce cresce, ma fatica a decollare.

di Carlotta Balena– articolo apparso sul numero di Fortune Italia di settembre 2018

In Italia il settore del food vale il 12% del Pil, con un incremento dei ricavi anno su anno nettamente superiore a quello registrato dagli altri comparti del made in Italy, come moda e design. Il fiore all’occhiello dell’economia italiana conta trenta nuove imprese ogni giorno, e buona parte di queste sono startup digitali. Nel settore dell’innovazione in campo alimentare la parte del leone la fanno le imprese di food delivery, mentre l’eCommerce cresce, ma fatica a decollare. Nel 2017 la vendita online di prodotti alimentari si è attestata, secondo l’Osservatorio Digital Innovation del Politecnico di Milano, a 849 mln di euro, con un incremento del 43% sul 2016, ma non ancora sufficiente per competere con gli altri mercati europei. Il food delivery, invece, sta conquistando piano piano tutto il Paese, grazie a startup che guardano non solo alle grandi città, ma anche ai piccoli centri (trovate le migliori nella nostra lista). Lo scorso anno il business del food delivery ammontava a 201 mln di euro, in crescita del 66% rispetto all’anno precedente (dati dell’Osservatorio eCommerce b2c del Politecnico di Milano). Secondo Coldiretti, circa l’8% degli italiani, ovvero 4,4 mln di persone, ha utilizzato nel 2018 servizi di consegna di cibo a domicilio almeno una volta, appoggiandosi alle startup del settore, supportate anche dai vari programmi e acceleratori dedicati che si stanno diffondendo nel nostro Paese. A Roma c’è Startupbootcamp Foodtech, H-Farm ha avviato il Food Accelerator in partnership con Cisco per startup in ambito agro-alimentare, a Bologna c’è il Future Food Accelerator e lo scorso maggio è nato a Milano Foodforward coordinato da Deloitte dedicato a progetti innovativi in ambito food&retail.

 

  1. Foorban

 

Tre ragazzi di Milano, e l’idea di consegnare piatti di ottima qualità preparati in proprio, controllando tutto il processo, dal produttore al consumatore: così nasce Foorban, startup fondata nel 2016 da Stefano Cavaleri, Marco Mottolese e Riccardo Pozzoli. La startup ha chiuso nel marzo 2018 un round di 1,5 mln di euro, il terzo dalla sua nascita: Foorban ha raccolto, infatti, un seed iniziale di 500mila euro nel 2016 e poi un round di 650mila euro nel 2017, per un totale di finanziamenti complessivi raccolti di oltre 2,6 mln. La startup è cresciuta in fretta e bene (un incremento del fatturato dell’800% anno su anno), rivolgendosi a una nicchia – chi cerca una pausa pranzo di qualità ed è disposto a pagare un po’ più della media – e diventando il primo food delivery su Milano ad occuparsi sia della produzione sia della consegna. I founder hanno spiegato che useranno le nuove risorse per consolidare il servizio ed estenderlo anche nel settore B2B, rivolgendosi direttamente alle aziende.

 

  1. supermercato24

 

Supermercato24 è una delle realtà più interessanti nel settore del food: fondata nel 2014 da Enrico Pandian, permette di avere la spesa in casa nel giro di un’ora, mettendo in contatto il cliente che desidera ricevere la spesa, con i fattorini che fanno fisicamente la spesa al posto suo. Attraverso l’app, si possono scegliere il supermercato e i prodotti da mettere nel carrello: la spesa viene consegnata a casa pagando il prezzo della consegna di 4,90 euro. La startup pensa a chi non può fare la spesa per diversi motivi: perché non ha tempo oppure perché impossibilitato a muoversi da casa. A giugno 2018 Supermercato24 ha chiuso un round di serie B da 13 mln di euro guidato da FII Tech Growth, con Endeavour Catalyst, 360 Capital Partners e Innogest: le nuove risorse saranno usate per estendere il servizio, per ora attivo in 23 città italiane, a nuovi mercati. La startup ha attualmente 60 dipendenti ed ha chiuso il 2017 con un fatturato di circa 7 mln di euro, triplicando il risultato dell’anno precedente.

 

  1. FEAT FOOD

 

Feat Food è la startup pugliese di food delivery in campo healthy, cioè di consegna a domicilio di piatti salutari e dietetici. Fondata nel 2015 a Lecce da Andrea Lippolis e Lorenzo Danese, Feat Food ha recentemente chiuso un round di 350mila euro che si aggiungono ai 350mila euro già acquisiti nel 2017 da Itasa e MoffuLabs. Il punto peculiare della startup sono i pasti realizzati con materie prime di alta qualità, metodi di cottura leggeri e predilezione per gli ingredienti freschi: piatti adatti a chi sta a dieta, agli atleti in allenamento e in genere a chi desidera un pasto sano. La startup consegna porzioni per tutta la settimana (si può scegliere la quantità di box da ricevere e la ricetta) con la possibilità di selezionare luogo e ora di consegna. Dalla sua nascita a oggi, la startup è riuscita a lanciare il servizio di consegna su tutto il territorio in 48 ore grazie a un accordo con Dhl e ha annunciato lo sbarco nel mondo del retail, attraverso un accordo con la catena Bio C’Bon.

 

  1. MOOVENDA

 

Nata nel 2015 da un’idea Simone Terranova, Filippo Chiricozzi e Simone Ridolfi, Moovenda è la startup romana del food delivery: oltre che nella capitale, Moovenda consegna pasti a domicilio in altre 4 città italiane, Viterbo, Napoli, Torino e Cagliari. Lo scorso febbraio la startup ha chiuso un round di investimento del valore complessivo di un milione di euro, con una valutazione di pre-money di 7,5 mln di euro: l’obiettivo è espandersi, arrivare a 10 città coperte entro il 2018. Secondo i dati dell’azienda, nel 2017 Moovenda ha generato un indotto per i ristoranti di 2,5 mln di euro, rispetto al milione dell’anno precedente. Su Roma, è l’unica società di food delivery che consegna senza limiti di distanza. La startup ha anche attivato un servizio Prime: un abbonamento che abilita la consegna gratuita di tutti gli ordini al di sopra dei 15 euro. Tra i nomi degli investitori dell’ultimo round, c’è anche quello dell’attaccante della Lazio Ciro Immobile.

 

  1. TANNICO

 

Tannico è la startup che ha portato i vini italiani online: un’enoteca digitale fondata nel 2012 da Marco Magnocavallo, che ha chiuso nell’aprile 2018 un aumento di capitale di 2,5 mln di euro guidato da Nuo Capital, per un totale di 8 mln di finanziamenti raccolti in 5 anni. Tannico è presente in 20 paesi, e punta con i nuovi fondi a conquistare anche il mercato asiatico. Non solo: la nuova liquidità verrà usata anche per aprire il primo winebar Tannico a Milano, e per rafforzare la piattaforma. Nel 2017 la startup ha fatturato 11 milioni di euro: un dato che fa di Tannico una delle startup che fatturano di più in Italia e che hanno raccolto maggiori investimenti. L’azienda è attiva in 20 paesi nel mondo, offrendo oltre 12.000 etichette di vini italiani. Negli ultimi due anni, Tannico ha lanciato anche nuovi servizi, come Tannico Intelligence, una piattaforma dedicata alle cantine per l’analisi dei big data, e WinePlatform, un servizio grazie al quale le cantine sono facilitate con l’evasione degli ordini dall’estero.

 

  1. EATSREADY

 

Un’app che vi permette di ordinare e pagare al vostro ristorante preferito saltando attese e file: è l’idea di Eatsready, lanciata nel 2017 e accolta bene dai ristoranti di Milano, che hanno dato una risposta positiva alla startup fondata da Giacomo Alpago, Fabio Manola e Luciano De Franco. Eatsready ha chiuso nel marzo 2018 un round di investimento di 800mila euro, per un totale di investimenti ricevuti di oltre 1,2 mln di euro. Partita dai ristoranti, Eatsready si è presto estesa anche ad altre categorie di luoghi dove le persone consumano pasti, come gli stadi: la startup, infatti, ha stretto un accordo con il consorzio Vero Volley, grazie al quale i tifosi presenti nella Candy Arena di Monza possono pre-ordinare, pagare e ricevere il proprio ordine direttamente al posto durante le partite di pallavolo di Serie A.

 

  1. FOODRACERS

 

Foodracers è la startup nata a Treviso con l’obiettivo di portare il food delivery anche nelle città di provincia: nata nel 2016 da un’idea di Andrea Carturan, che l’ha fondata insieme ai soci Matteo Fabbrini, Francesco Poloniato e Luca Ferrari, la startup si rivolge alle città non molto grandi e ai piccoli ristoranti locali, che altrimenti non potrebbero sostenere un servizio di consegna a domicilio. Foodracers è attualmente attiva in 25 città nel nord est, con oltre 500 riders attivi e 900 ristoranti affiliati. Il fatturato negli ultimi 12 mesi è stato pari a 560mila euro con una crescita del 93% rispetto al 2016. Foodracers ha sottoscritto lo scorso aprile un aumento di capitale da 600mila euro, con i quali la startup punta a espandersi in 80 città entro il 2020.

 

  1. PRESTOFOOD

 

Dal nordest, al Sud Italia: Prestofood è il servizio di consegne a domicilio, senza limiti di distanza, fondato nel 2016 da Guido Consoli, attivo a Catania, Lecce, Palermo, Reggio Calabria, Cagliari e Messina. Lo scorso aprile il food delivery del Sud ha lanciato una campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe superando l’obiettivo iniziale di 100mila euro e arrivando a raccogliere 209.260 euro, che serviranno ad espandersi nelle città di Napoli, Bari e Sassari. I fondi raccolti si aggiungono all’aumento di capitale da 150mila euro che la startup aveva finalizzato lo scorso anno. Prestofood ha chiuso il 2017 con un fatturato di 584mila euro, ed il 2018 promette bene.

 

  1. SOULKITCHEN.BIO

 

Fondata nel 2016 da Andrea Cova e Matteo Minardi, Soulkitchen.bio è una startup B2B che si rivolge ai ristoratori, semplificandone il lavoro. Soulkitchen.bio produce e distribuisce piatti pronti e semilavorati, sia per la ristorazione veloce, sia per hotel, ristoranti, catering. Lo scorso aprile la startup ha chiuso un round di investimento Series A da 2 milioni di euro guidato da Innogest e TAN Food con Mattia Monti e Andrea Torlonia. Soulkitchen.bio raccoglie gli ordini via web o app e consegna il giorno successivo: per ora è arriva a Milano, Torino, Monza Brianza. Il fattore su cui la startup punta è la qualità: il prodotto offerto, infatti, è di prima scelta, un’offerta che per molti ristoratori sarebbe impossibile da sostenere altrimenti. Soulkitchen.bio, invece, facendo leva sui grandi volumi, riesce ad abbassare i prezzi e rendere accessibile una ristorazione di alta qualità.

 

  1. WINELIVERY

 

Winelivery consegna a domicilio vino, birra e alcolici: è la piattaforma che connette il consumatore con le enoteche, cantine e birrifici di qualità. La startup garantisce consegne entro 30 minuti, a temperatura di degustazione. Nata nel 2016 dall’idea di Francesco Magro e Andrea Antinori, la startup è attiva a Milano, Bologna e Torino e a inizio 2018 ha raccolto 400 mila euro tramite una piattaforma di crowdfunding. Si tratta della seconda campagna di equity crowdunding avviata dalla startup, che ha raccolto un totale di oltre mezzo mln di euro. Il progetto di Winelivery è espandersi e arrivare a 6 città entro fine 2018.