A2A 3

L’Italia si rimette in marcia. Su sentimento economico e export

Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su facebook
Condividi su whatsapp
Condividi su email
export commercio coronavirus
Enel 2022

Cresce il sentimento economico e cresce l’export verso i Paesi extra-Ue. Un mese positivo quello di aprile per le esportazioni, e un maggio che vede risalire l’indice Esi in Italia, dopo che il mese precedente aveva registrato un forte calo. L’aria positiva si respira su tutta la zona euro, dove la Commissione Ue ha registrato un Esi complessivo in crescita di 1,2 punti, portandosi a 105,1. L’Italia con il suo +1,7 seconda dopo la Francia (+4) nella fortuita classifica Ue-28. Seguono Spagna (+1,3) e Germania (+0.4). Mentre l’Olanda registra -1,3. L’aumento è dovuto a una fiducia maggiore nell’industria e nei servizi tra i consumatori, mentre piatta rimane la fiducia nel commercio e fredda nell’edilizia. In calo, invece, l’indicatore del clima per le imprese (BCI).

Torna a crescere anche l’export verso i Paesi extra-Ue già nel mese di aprile, dopo due mesi di flessioni congiunturali. Così secondo i dati Istat, “seppur con un incremento contenuto”, dello 0,5%. Mentre su base annua l’export è in “forte crescita” (+6,7%). L’import dai paesi extra Ue, aumenta su base mensile dello 0,9% e su base annua del 7,4%. “La vendita di prodotti farmaceutici verso gli Stati Uniti – osserva l’Istat – contribuisce per oltre un punto percentuale alla crescita tendenziale dell’export”, cui si aggiunge la positiva performance di prodotti in pelle e macchinari e apparecchi. Le vendite verso l’Asia, Giappone (+25,6%) e paesi Asean (+19,4%) in particolare, sono in accelerazione”. Calano, invece, le vendite di beni verso Turchia (-15,5%), paesi Opec e Mercosur. L’incremento mensile dell’export è limitato ai beni di consumo non durevoli (+3%) e all’energia (+1,9%), gli altri gruppi di industrie sono in calo. L’aumento su base annua, dovuto anche al diverso numero di giorni lavorativi rispetto al 2018, è rilevante per beni di consumo non durevoli (+22,5%) e intermedi.

Il balzo tendenziale delle importazioni è determinato dai beni di consumo durevoli (+39,2%), beni intermedi (+9,9%) e beni strumentali (+8,1%). Il saldo commerciale ad aprile 2019 è stimato pari a +1,88 miliardi di euro, in lieve aumento rispetto a +1,86 miliardi di aprile 2018. Da inizio anno aumenta l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici (da +19,57 miliardi di gennaio-aprile 2018 a +19,72 miliardi di gennaio-aprile 2019).

WBF

Leggi anche

WBF
A2A

Ultim'ora

ABBIAMO UN'OFFERTA PER TE

€2 per 1 mese di Fortune

Oltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni mese

Approfittane ora per ottenere in esclusiva:

Fortune è un marchio Fortune Media IP Limited usato sotto licenza.