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12 Giugno 2019

Thales Alenia Space e il business tra le stelle

Fortune

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Le stelle sono tante, milioni di milioni. Come il business delle aziende che gravitano attorno allo spazio: 350 mld di dollari, di cui 80 legati all’industria non satellitare e a budget governativi, tutto il resto viene dai privati. Un recente studio di Morgan Stanley ha certificato che questo sarà l’anno dello spazio e che i ricavi complessivi del comparto potrebbero toccare almeno 1,1 trilioni di dollari entro il 2040. In particolare, i sistemi satellitari potrebbero costituire il 50-70% della crescita del settore, perché consentono di ridurre il costo dei dati, in un contesto di esplosione della loro domanda. Basta considerare che tra il 2000 e il 2018 sono stati investiti oltre 21 mld nel settore tra debito ed equity, di cui 8,4 mld da operatori di venture capital e 3,1 mld da investitori seed, e di cui 3,2 mld nel solo 2018. Lo spazio, insomma, è un settore di frontiera per definizione ed è ostile in termini fisici, ma è ricco di opportunità per le imprese. Chi le raccoglie in Italia è Thales Alenia Space, joint venture della francese Thales (al 67%) e di Leonardo (33%), eccellenza dello spazio con competenze e attività su tutta la filiera, ricavi per 2,6 mld di euro nel 2017 e 7.980 dipendenti impiegati nelle 14 sedi in giro per il mondo.

Con l’amministratore delegato italiano di Thales Alenia Space, Donato Amoroso, il nuovo numero di Fortune Italia fa un punto su un settore in continua crescita se consideriamo che “ogni euro investito nelle attività spaziali ne produce 5-6 di ritorno economico sul territorio”. Senza dimenticare che il 2019 “rappresenta un anno chiave per il settore Spazio in quanto si terrà la conferenza ministeriale dell’Agenzia spaziale europea (Esa). La delegazione Italiana sarà chiamata a confermare la leadership del nostro Paese in settori strategici, tra i quali l’osservazione della terra (costellazione Copernicus), l’esplorazione dell’universo e lo studio dei pianeti, e quello dei lanciatori (a prevalenza italiana, Vega)”.

La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di giugno.

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