9 Settembre 2019

Fisco e lavoro, i titoli di Conte sono quelli giusti

Fabio Insenga

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Ci sono alcuni passaggi del discorso programmatico del premier Giuseppe Conte che aprono la possibilità di affrontare alcuni temi cruciali. Su fisco e lavoro si giocano buona parte delle chance di costruire una politica economica realmente di svolta. Per ora, ci sono i titoli. Se le indicazioni di oggi diventassero provvedimenti concreti, in tempi ragionevoli, qualcosa potrebbe iniziare a muoversi.

Sono titoli a cui devono seguire contenuti puntuali. Con il coraggio di andare fino in fondo, senza troppi compromessi. Se la strada tracciata è quella indicata da Conte, va percorsa con decisione. Il premier parla di “un progetto di governo per il Paese, fortemente connotato sul piano politico, che prannuncia specifiche risposte alle attese dei cittadini“. Ecco, se è così, il tempo che passa dalle promesse ai fatti si deve accorciare al minimo. “Vogliamo volgerci alle spalle il frastruono dei proclami inutili e delle dichiarazioni bellicose e roboanti”, dice il premier. Bene, nel discorso di oggi ci sono frasi che possono rivelarsi proclami o diventare politica economica.

Primo concetto di fondo. “Tutti devono pagare le tasse, ma proprio tutti”. A partire dai giganti del web. “E’ necessarioattuare il pilastro europeo dei diritti sociali e rafforzare, nell’ambito del sistema euro-unitario, le politiche di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale: dobbiamo ottenere che iprofitti vengano tassati dove effettivamente sono realizzati”. Non solo. Conte guarda anche ai legami tra fisco e criminalità. “Dobbiamo potenziare la lotta alle organizzazioni mafiose e rendere sempre piu’ efficace, come gia’ anticipato, il contrasto all’evasione fiscale, anche prevedendo l’inasprimento delle pene, incluse quelle detentive, per i grandi evasori”.

Quindi, lotta all’evasione, senza ammiccamenti a scorciatoie, ai condoni, agli scudi fiscali. Servono anche misure impopolari. Perché il volume record dell’evasione in Italia è un ostacolo da aggirare per poter arrivare, effettivamente, al passo successivo: il taglio delle tasse. L’obiettivo è “una graduale rimodulazione delle aliquote a sostegno dei redditi medio-bassi, in linea con principio costituzione della progressività”. Conte arriva subito al punto cruciale: “una riduzione del cuneo fiscale da operare a totale vantaggio dei lavoratori”. Se ne parla da sempre, iniziare questo percorso vorrebbe dire dare un segnale forte della direzione verso cui ci si vuole muovere. Strettamente legato alla riduzione del cuneo fiscale è il tema della giusta retribuzione e della protezione dei salari. Il premier cita ovviamente il salario minimo, misura di bandiera dei Cinquestelle, da sempre osteggiato dai sindacati confederali, convinti che debba essere la contrattazione a garantire i lavoratori. Le indicazioni programmatiche di oggi, seppure sommarie, lasciano intendere quale possa essere l’approccio di questo governo. Conte cita “il meccanismo mai utilizzato finora dell’efficacia erga omnes dei contratti collettivi sottosecritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative”. Una mano tesa al mondo sindacale che comporta però un altro passaggio, “una legge sulla rappresentanza sindacale”. A cui si aggiunge un altro tassello, “il giusto compenso anche per i lavoratori non dipendenti”.

Conte fa anche riferimento esplicito a due capitoli spesso sottovalutati. L’uguaglianza uomo-donna, con “una legge sulla parità di genere nelle retribuzioni”, e la tutela dei lavoratori più deboli, con “un piano strategico per la prevenzione degli infortuni” e con l’impegno “a contrastare odiose forme di sfruttamento dei lavoratori, condizioni che una volta avremmo definito di schiavitu’”.

Il premier chiude questo passaggio del suo discorso programmatico dando anche un’indicazione operativa. Si parte subito, con la stesura della manovra. Ci saranno “lo stop all’aumento dell’Iva e l’avvio della riduzione del cuneo fiscale”. Con tutte le risorse che derivano dalla riduzione dello spread, che fa scendere il costo degli interessi sul debito, concentrate sul sostegno di questi obiettivi. Servono, subito, le prime risposte. Per consentire di passare dal libro dei sogni di oggi ai primi risultati concreti.

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