9 Settembre 2019

Nuova crisi politica, vecchie priorità

Fortune

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Si è chiusa l’esperienza del governo giallo-verde. In quindici mesi ha fatto poco, e male, come abbiamo raccontato passaggio dopo passaggio. Ha scontato soprattutto il peccato originale di un contratto che aveva la presunzione di mettere insieme due programmi alternativi, che si sono dimostrati inconciliabili. I due vicepremier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, che del governo hanno assunto chiaramente la responsabilità politica, hanno tentato anche di trovare margini di manovra a discapito dell’equilibrio nei conti pubblici, alzando il livello della tensione con l’Europa ma vedendosi poi costretti a ripiegare per evitare una sanguinosa procedura d’infrazione. Grazie anche alla mediazione del premier Giuseppe Conte, capace di affermare una leadership che nessuno gli riconosceva, e del ministro dell’economia Giovanni Tria. Sono passate le due principali misure di bandiera, il reddito di cittadinanza e quota 100. Sono misure temporanee, non sbagliate nel merito ma sicuramente costruite con una palese approssimazione. Per il resto, gli sbandierati e discutibili provvedimenti sul fronte sicurezza e migranti e, soprattutto, nessuna risposta alle esigenze prioritarie per l’economia, a partire da lavoro e industria. Da qui è necessario ripartire. Dalle esigenze reali del Paese. Come dire, nuova crisi ma vecchie priorità. Quando va in stampa questo numero, la crisi politica è aperta e l’unico auspicio possibile è che si possa arrivare alla costituzione di un governo solido.

La situazione politica fa da scenario alla trasformazione in atto in diversi settori strategici dell’economia italiana. In quello bancario, in particolare, si sta consumando un cambiamento che coinvolge i livelli occupazionali, l’offerta dei prodotti, la struttura stessa del mercato. Ce ne occupiamo parlando della finanza etica, andando ad approfondire il mondo degli investimenti sostenibili, della progressiva dismissione degli sportelli bancari, che sta cambiando anche l’aspetto e il tessuto sociale di città e paesi, dell’arrivo di nuovi player che puntano soprattutto su giovani e piccole e medie imprese.

Un altro settore che sta vivendo una profonda trasformazione è quello della comunicazione, del marketing e della pubblicità. Con due interviste, raccontiamo le strategie del principale operatore del mercato, Wpp Italia, e di una realtà che sta cambiando pelle: Publicis Groupe Italia. Massimo Costa e Vittorio Bonori, i manager che guidano i due gruppi, parlano dei rispettivi piani di sviluppo.

Dedichiamo un approfondimento a un’altra trasformazione, quella digitale, che sta attraversando il mondo life science. Alla digital health è stato dedicato un evento organizzato da Fortune Italia in collaborazione con BCG, con un titolo eloquente: ‘Trasformazione digitale: chi guiderà il processo?’. Riportiamo gli estratti di tutti gli interventi e dell’intervista al professor Mauro Ferrari, prossimo presidente dello European research council.

Pubblichiamo la classifica Global 500 di Fortune, con un focus sulle sette italiane presenti: Intesa Sp, Eni, Enel, Unicredit, Poste Italiane, Generali, più Exor che ha formalmente sede in Olanda.

Dalla redazione americana, tre inchieste: la caduta e l’ascesa della realtà virtuale, l’intelligenza artificiale applicata al mercato immobiliare, il caso Nassar e i risarcimenti per gli abusi sessuali.

 

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