14 Ottobre 2019

Nice, la casa smart apre nuovi mercati 

Fortune

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Tecnologia, posizione geografica e consolidamento del settore sono i driver che guidano Nice, il colosso della domotica e della casa smart italiano, presente in 5 continenti, nelle sue acquisizioni. Sei in 12 mesi tra 2018 e 2019. Di Attilia Burke.

Sono le 10 di sera, fa freddo, e mentre torni a casa dopo una estenuante giornata di lavoro scoppia il temporale. Gli scenari che si aprono per la serata sono due. Scenario A: davanti all’abitazione scendi dalla macchina, ti infradici, forse metti anche il piede in una pozzanghera, entri nel box, perdi dieci minuti a cercare le chiavi sul fondo della borsa, sali in casa ma è buio e inciampi nel tappetino all’ingresso mentre scatta l’allarme che hai dimenticato di disattivare. Scenario B: schiacci un tasto sul telefonino, nei pressi dell’abitazione il cancello si apre automaticamente, l’allarme di casa si disattiva mentre il portone si spalanca al tuo arrivo. Entri in casa, luci soffuse già accese, il termostato segna 24 gradi, le tapparelle sono alzate, la tv sintonizzata sul tuo canale preferito, le tende aperte, le luci del giardino accese. Non ti resta che rilassarti. “Il nostro sogno è quello di vedere la persona che entra nell’edificio e non tocca più niente”. Lauro Buoro, presidente e fondatore di Nice, ha le idee chiare su quale sia l’obiettivo ultimo della sua azienda: “semplificare la vita degli utenti”. E farlo con “prodotti altamente tecnologici, di design, ergonomici”. D’altra parte, servono salde convinzioni e determinazione per guidare un’impresa da startup che al suo esordio fatturava 1 miliardo di vecchie lire nel ‘93, a multinazionale con un fatturato da 450 mln di euro nel 2019. Fresca di sei acquisizioni nel 2018-2019, Nice è il colosso della Home Automation con sede a Oderzo, provincia di Treviso, che ha trovato il suo successo oltreconfine conquistando, in primis, il mercato francese.  

“Sin dall’inizio volevamo che avesse un’identità internazionale”, spiega Buoro. La Francia, leader a livello globale nel mercato dell’automazione, “è il primo Paese in cui abbiamo aperto una filiale. È stata fin dalle origini il nostro mercato principale”. Solo nel 2019 il ‘trofeo’ di primo mercato del Gruppo passa nelle mani degli Stati Uniti. “Ma la Francia rimane il secondo in generale, e primo in Europa”.  

Il progetto nasce dando alla luce una serie di prodotti elettronici legati al mondo dell’automazione per i cancelli. In pochi anni il portfolio si allarga arrivando a includere prodotti elettromeccanici, ma bisognerà aspettare la fine degli anni ‘90 prima di varcare la soglia all’automazione all’interno delle abitazioni, “dalle tapparelle agli screen, sempre con le peculiarità adottate nei cancelli, ovvero design ed ergonomia, come elementi di differenziazione forte rispetto a quello che c’era sul mercato”.

La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di ottobre.

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