7 Novembre 2019

Imprese familiari e imprenditori del vino 

Fabio Insenga

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Raccontare storie d’impresa, soprattutto in Italia, vuol dire anche entrare il più possibile nel profilo ‘personale’ degli imprenditori. E spesso delle loro famiglie. La vicenda De Benedetti-Repubblica, con il padre contro i figli nonostante un patto di famiglia già operativo da anni, è solo l’ultimo caso di una lunga lista. Passaggi generazionali difficili, spesso traumatici, e dinamiche che vanno spesso oltre le logiche ‘convenzionali’ della governance e del management. È un tema che abbiamo affrontato e che affronteremo ancora. Oggi, però, la riflessione è un’altra. E arriva da un settore produttivo in salute, quello del vino, in cui le grandi famiglie imprenditrici hanno avuto da sempre un ruolo chiave.

Raccontiamo tre realtà, che hanno degli evidenti tratti in comune: Paolo Damilano, Giovanni Folonari e Alberto Tasca valorizzano tre territori diversi (Piemonte, Toscana e Sicilia) ma condividono la gestione caratteristica del capitalismo familiare e anche una importante propensione all’innovazione, all’aggiornamento del proprio modello di business. Li abbiamo incontrati all’Hotel Hassler di Roma, altro esempio di impresa saldamente in mano a una famiglia, quella del proprietario e direttore generale Roberto E. Wirth. E hanno mostrato, insieme alla visione industriale dei rispettivi marchi, un’attitudine che rappresenta indubbiamente un valore aggiunto: essere ‘complici’ di una stessa passione, quella per il vino e per le proprie aziende.

Come è nostra abitudine, dedichiamo ampio spazio a un settore in piena trasformazione: il turismo. Raccontiamo i cambiamenti imposti dalle nuove tecnologie e anche le diverse abitudini e aspettative che i viaggiatori ripongono nelle proprie esperienze. La rivoluzione delle app e dei motori di ricerca, l’impatto dei social network. Ma anche le nuove tendenze: il turismo dark, quello tax free, quello sostenibile.

Innovazione tecnologica e nuovi comportamenti di consumo sono al centro di un’altra grande rivoluzione, il Fintech. Il tema è stato il focus dell’evento organizzato da Fortune Italia: ‘Come sta cambiando il Fintech: regole e mercato’. Si sono confrontati player nuovi e più tradizionali: PostePay, Enel X, Banca Etica, Gruppo Sella. Il punto di vista dell’Abi, con il direttore generale Giovanni Sabatini, ha focalizzato gli aspetti di sistema e l’approccio delle Autorità è stato approfondito dalla vice Dg di Bankitalia, Alessandra Perrazzelli, e dal commissario Consob, Paolo Ciocca. Ne parliamo in questo numero, mettendo in evidenza il dato principale che emerge: la rivoluzione non aspetta, perché la convergenza di dati e finanza sta cambiando il mercato a partire dalle sue fondamenta. Come dimostra, tra l’altro, il caso controverso di Libra, la criptovaluta ideata da Facebook.

Un’intervista al nuovo ministro della Pubblica amministrazione, Fabiana Dadone, porta in primo piano un capitolo importante della politica economica: la trasformazione della macchina pubblica, tra rinnovo dei contratti, semplificazione, smart working e svolta green.

Dalla redazione americana, arrivano tre analisi. La rinascita di Starbucks, legata al ruolo di Roz Brewer, chief operating officer della più grande catena di caffè al mondo; la strategia di Netflix per vincere la guerra dello streaming, nonostante la sfida lanciata da Apple, Disney e HBO; l’ultimo club per soli uomini, Wall Street: nessun Ceo delle banche quotate a New York è donna. Perché? E, soprattutto, succederà mai? 

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