8 Novembre 2019

Così il calcio fa affari con la blockchain

Nicola Sellitti

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Il calcio europeo va in rete con la blockchain. Per molti dei top club lo sviluppo delle possibilità offerte dalla moneta virtuale è un passaggio chiave per incrementare il giro d’affari. L’ultimo ad agganciarsi al carro è il Bayern Monaco, che ha stretto un accordo con Stryking Entertainment per la produzione dei collectibles digitali dei suoi calciatori, ovvero carte da gioco che riproducono gli atleti in scala ridotta, anche quelli che hanno contribuito alla grandezza del club tedesco (29 campionati vinti nella storia della Bundesliga e cinque tra Coppe dei Campioni e Champions League). Con le carte digitali, i tifosi potranno sfidarsi in competizioni virtuali, con le valutazioni degli atleti che varierà in base allo stato di forma. Nel frattempo un altro totem del calcio europeo come il Benfica ha cominciato ad accettare pagamenti dagli sponsor in token e per una partita di Champions League tra i portoghesi e il Lipsia di settembre i biglietti erano disponibili per i tifosi sulla piattaforma UTRUST, che lavora con le monete virtuali.

E prima del Bayern hanno sottoscritto intese commerciali con i colossi della criptomoneta anche la Juventus e la Roma, per quanto riguarda la Serie A, oltre a Manchester City e Watford per la Premier League e l’Atletico Madrid, per il campionato spagnolo. Dai primi mesi del 2019 il club bianconero ha lanciato, in partnership con Socios.com, basata sulla tecnologia blockchain, alla base del bitcoin, lo Juventus Official Fan Token, il token del tifoso juventino, che può essere acquistato e poi scambiato dagli utenti, per incentivare la partecipazione della sua platea di tifosi a livello globale, circa 340 milioni di cui 60 sui profili ufficiali social. E anche la società giallorossa è sbarcata su Socios.com da agosto, con un token personalizzato, CHZ, che si trova su CoinMarketCap, al prezzo di due euro.

Ma oltre al pallone anche altri sport hanno strizzato l’occhio agli asset digitali. In F.1 la Red Bull-Honda ha presentato nel campionato in corso il logo di FuturoCoin, brand che si nota sulle tute dei piloti e così anche franchigie dello sport americano, sia nella Nba sia nella Nfl. Nella Nba c’è un caso limite, ovvero Spencer Dinwiddie dei Brooklyn Nets, che discute da settimane con la Lega per la volontà di cartolarizzare il suo contratto da 34 milioni di dollari, offrendo agli investitori un contratto tokenizzato: per lui un finanziamento immediato tra i cinque e i 13,5 milioni di dollari (spesa minima, 150 mila dollari), per chi punta su di lui la possibilità, attraverso un security token legato alle sue prestazioni sportive, di recuperare dall’investimento con margine di guadagno nelle prossime stagioni.

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