8 Novembre 2019

Salini Impregilo, parte Progetto Italia. Con Del Vecchio e Elliott

Fortune

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Di Claudia Tomatis – Progetto Italia, il nuovo polo delle costruzioni italiano, “un’importante iniziativa di riassetto industriale del settore delle costruzioni” secondo Confindustria, fa un altro passo avanti con l’aumento di capitale di Salini Impregilo da 600 milioni di euro. Operazione alla quale ha partecipato anche Leonardo Del Vecchio, fondatore e presidente di Luxottica e presidente esecutivo del colosso Essilorluxottica, insieme al Fondo Elliot, azionista del Milan, oltre che di Tim, Hyundai, Samsung e AT&T, e che ha portato il titolo a restare congelato in Borsa a Milano per eccesso di volatilità per buona parte della seduta.

Le azioni hanno chiuso poi con un calo del 2,68% a 1,74 euro, verso la forchetta di 1,4 e 1,5 prevista. “Abbiamo chiuso con forte domanda da investitori di grande qualità il collocamento del nostro aumento di capitale, che dà il via a Progetto Italia, un bellissimo progetto di investimento per il futuro e successo per il nostro Paese” ha detto Pietro Salini, ad Salini Impregilo. “Sono particolarmente contento – ha sottolineato – della partecipazione all’aumento di capitale di Del Vecchio”.

Salini Costruttori, Cdp Equity e le banche finanziatrici (Intesa Sanpaolo, UniCredit e Banco Bpm) si sono impegnati, con un lock-up di 6 mesi, alla sottoscrizione fino a 450 milioni, ripartiti rispettivamente in 50 milioni, massimi 250 milioni e massimi 150 milioni. Cdpe ha esercitato il 5 novembre la facoltà di richiedere un’allocazione minima tale da consentire di sottoscrivere un numero di nuove azioni rappresentative di almeno il 12,5% del capitale ordinario. A garantire per i restanti 150 milioni, per cui si sono assunti l’onere di procurare sottoscrittori anche Banca Finnat e Equita Sim, sono state Bofa Securities, Citigroup e Natixis.

Il via all’aumento di capitale è arrivato dal Cda di Salini Impregilo, delegato lo scorso 4 ottobre dall’assemblea straordinaria anche alle modifiche dello Statuto, preliminari alla nuova governance per Progetto Italia. Due passaggi, aumento e modifiche, che rientrano nell’accordo dello scorso 2 agosto. Passaggi ulteriori saranno la scelta di un nome societario più internazionale, per cui è in corso uno studio che dovrebbe portare i suoi frutti entro fine anno, al massimo a inizio 2020, e la presentazione di un piano industriale, mentre si attendono i tempi della giustizia per il salvataggio di Astaldi, i cui obbligazionisti hanno intanto contestato la proposta di concordato preventivo, inviando una settimana fa richieste di chiarimento a Astaldi, a Salini e ai commissari giudiziali.

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