Il turismo è diventato digital (e dark)

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Enel 2022

Dalle startup alle app ormai indispensabili, i viaggi sono sempre più tecnologici. Il turismo si muove in una logica ‘smart’. Con il fattore Instagram in primo piano, che rende appetibili mete finora impensabili. Il caso Chernobyl. Di Carlotta Balena.

Prenotare un bilocale a Otranto dall’app o trascorrere le ferie sullo yatch a noleggio che altrimenti non vi sareste mai potuti permettere. Tornare ai tempi dell’antica Pompei con un videogioco o muoversi nella camera azzurra di Van Gogh con la realtà aumentata. E poi, ancora: guai a scegliere un ristorante senza consultare Tripadvisor, a riservare un tavolo senza The Fork, a prenotare un volo senza il confronto-prezzi dell’algoritmo, a comprare il biglietto del musical senza la startup per saltare la fila. Il turismo è cambiato: ormai non esiste vacanza che non sia digital, o esperienza culturale che non si avvalga di un supporto ‘smart’. Nel 1700 i giovani aristocratici europei arrivavano in Italia per il ‘Grand Tour’, il viaggio di formazione che avrebbe dovuto renderli migliori. Pare che il termine turismo e la tendenza delle masse a viaggiare provenga proprio da lì: oggi il nostro Paese mantiene un’alta vocazione turistica, ma il settore – che pesa oltre il 5% del Pil e il 6% degli occupati del Paese (dati Banca d’Italia) – si sta trasformando, diventando sempre più digitale.

L’italia è prima al mondo per numero di luoghi riconosciuti come patrimonio dell’umanità dall’Unesco e conta 4.976 siti tra musei, monumenti e aree archeologiche, che ogni anno vengono visitati da 110 milioni di persone, per un incasso di oltre 300 mln di euro. A cambiare il turismo italiano è arrivato prima di tutto Airbnb, l’affitto di case private a fini turistici. L’azienda Airbnb ha una valutazione intorno ai 31 mld di dollari: più alta addirittura di Hilton. L’Italia, per Airbnb, è il terzo mercato dopo Usa e Francia, con 340 mila annunci di appartamenti e singole stanze. Posizionate soprattutto lungo le coste e nelle città d’arte.

La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di novembre.

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