18 Novembre 2019

Valutazione da 1700 mld per Aramco: addio al record?

Fortune

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L’Ipo di Alibaba forse non perderà il suo primato. L’Arabia Saudita rivede al ribasso le attese per la quotazione di Aramco. Invece che il 5% inizialmente stimato, Riad intende mettere sul mercato solo l’1,5% del colosso petrolifero a una valutazione di 1.600-1.700 miliardi di dollari, inferiore quindi al target di 2.000 miliardi di dollari del principe Mohammed bin Salman.

Con la vendita di circa 3 miliardi di titoli durante l’initial public offering a un prezzo compreso fra gli 8 e gli 8,52 dollari per azione, Aramco punta a raccogliere 24-25,6 miliardi di dollari, una frazione rispetto ai 100 miliardi delle previsioni iniziali.

E soprattutto un prezzo che potrebbe far sfuggire al colosso petrolifero il titolo di maggiore Ipo al mondo: alla metà della forchetta identificata, Aramco raccoglierebbe 25 miliardi di dollari, la stessa cifra di Alibaba con la quotazione nel 2014. La revisione al ribasso delle attese è legata alla debole domanda degli investitori internazionali, secondo i quali una valutazione sui 1.000-1.500 miliardi di dollari sarebbe più ragionevole per Aramco. E questo perché agli investitori si chiede di mettere soldi in un colosso che, anche dopo la quotazione, resterà saldamente nelle mani del governo saudita. Un rischio che il gigante del petrolio ammette nel suo prospetto per la quotazione: “Il governo potrebbe chiedere alla società di intraprendere progetti o offrire assistenza a iniziative che vanno al di là del suo core business, e questo potrebbe essere non in linea con l’obiettivo della massimizzazione dei profitti” per gli azionisti.

Il ridimensionamento dell’offerta si riflette anche sul road show, che sarà più limitato delle attese e non includerà tappe negli Stati Uniti e in Giappone. L’offerta sotto le attese è un colpo alle ambizioni di bin Salman e al suo piano di riforma economica per ridurre la dipendenza del paese dal petrolio. Riad, secondo indiscrezioni, non avrebbe nascosto la sua frustrazione con gli advisor per l’initial public offering di Aramco. E a caccia di maggiore sostegno internazionale avrebbe inviato suoi funzionari in Cina e Russia, paesi apparentemente inclini a rafforzare i rapporti con l’Arabia Saudita. A fronte di una domanda estera debole, quella invece interna per i titoli di Aramco è molto sostenuta sia a livello di grandi investitori sia a livello retail grazie all’imponente campagna di marketing del governo. Il prezzo finale della quotazione sarà fissato il 5 aprile, in coincidenza con l’incontro dei ministri dei paesi Opec per decidere la politica delle forniture petrolifere 2020.

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