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20 Novembre 2019

Alitalia, il nodo rimane Lufthansa. E Atlantia prende tempo

Fortune

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Di Mila Onder – Di una nuova, ennesima, proroga per Alitalia Stefano Patuanelli non vuol sentire parlare, ma Atlantia prende ancora tempo e, al termine del cda del gruppo, dichiara ufficialmente che “allo stato non si sono ancora realizzate le condizioni necessarie per l’adesione della società al consorzio finalizzato alla presentazione di un’eventuale offerta vincolante su Alitalia”. La data del 21 novembre non sarà dunque, ancora una volta, l’ultima utile per dar vita alla cordata in grado di rilevare la compagnia, nonostante il velato ottimismo mostrato proprio dal ministro dello Sviluppo economico, fiducioso sui “buoni passi avanti” che non sembrano però ancora essersi concretizzati.

Le condizioni che Atlantia non giudica sufficienti per presentare l’offerta sono quelle note: sul tavolo ad oggi c’è solo l’impegno di Delta per rilevare – accanto a Fs, alla stessa Atlantia e al ministero dell’Economia – il 10% del capitale, con un investimento che gli americani hanno confermato in 100 milioni. Lufthansa invece, per la quale evidentemente a questo punto il gruppo italiano sembra propendere, latita. La compagnia tedesca si è mostrata ancora una volta determinata nella sua linea, ribadendo la posizione ufficiale portata avanti ormai da mesi, nonostante le continue indiscrezioni su un interessamento più diretto: niente iniezione di denaro in questa Alitalia, di cui i tedeschi non sono intenzionati a rilevare quote.

Se e quando il vettore verrà ristrutturato, se e quando in pratica saranno nettamente ridimensionati costi e posti di lavoro, se ne potrà riparlare. Ma per il momento, secondo l’amministratore delegato, Carsten Spohr, la soluzione della vicenda passa esclusivamente per una partnership commerciale, non per un investimento in equity (ipotizzato addirittura doppio rispetto a quello di Delta, fino cioè a 200 milioni di euro). Stando alle dichiarazioni a microfoni aperti, Delta resta dunque l’unica vera contendente internazionale, nonostante non abbia rivisto al rialzo la propria offerta. E ad Atlantia questo non basta. Il socio internazionale va ancora cercato.

Accanto alla dichiarata impossibilità a presentare un’offerta nei tempi previsti, la società non chiude quindi del tutto la porta. Resta anzi “ferma – ha fatto sapere in un comunicato – la disponibilità a proseguire il confronto per l’individuazione del partner industriale e per la definizione di un business plan condiviso, solido e di lungo periodo per il rilancio di Alitalia”. Più tempo dunque per trattare con Lufthansa, per cercare di strappare un investimento importante e probabilmente per smussare le onerose richieste di 5.500 esuberi e di una riduzione degli aeromobili a quota 75-85, contro i 2.500-2.800 esuberi e una riduzione della flotta a 102 aerei avanzata da Delta. Quale che sia il numero finale, i sindacati sono già di nuovo sul piede di guerra. Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto aereo hanno proclamato uno sciopero nazionale di 24 ore venerdì 13 dicembre proprio per il perdurare della crisi di Alitalia e per la situazione generale del settore.

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