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4 Dicembre 2019

Dal ’99 in Italia il clima ha provocato 20mila morti e 30 mld di danni

Alessandro Pulcini

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Quali sono, in numeri, le conseguenze degli eventi catastrofici causati dalla tragedia climatica del riscaldamento globale? La domanda se la pone il Climate Risk Index presentato da Germanwatch durante la Cop25 di Madrid. Il report di numeri ne ha tirati fuori parecchi: danno una prospettiva unica su quanti danni faccia l’alterazione del clima non solo nei Paesi poveri (che, drammatica ironia della sorte, sono quelli che inquinano di meno) ma anche in quelli ricchi. E l’Italia, si scopre, di danni ne ha subiti parecchi.

 

Negli ultimi due decenni, dal 1999 al 2018, l’Italia è al sesto posto nel mondo per numero di vittime causate dagli eventi meteorologici estremi, e diciottesima per numero di perdite economiche pro capite. Nel complesso, nel ventennio l’Italia risulta il ventiseiesimo Paese più colpito dagli eventi estremi. Guardando al 2018, invece, si piazza al 21/o posto. Se invece guardiamo al solo 2018, l’Italia scala la classifica economica:  è ottava per perdite economiche pro-capite (e 28esima per morti).

 

La traduzione in cifre della classifica è impressionante. Sempre dal 1999 al 2018, l’Italia ha registrato 19.947 morti riconducibili agli eventi meteorologici estremi, che nello steso arco di tempo hanno causato perdite economiche quantificate in 32,92 mld di dollari (quasi 30 mld di euro). Lo riferisce all’ANSA la stessa Germanwatch: nel solo 2018 gli eventi estremi hanno causato in Italia 51 decessi e 4,18 miliardi di dollari di perdite.

 

epa08043260 Spanish acting Environment Minister Teresa Ribera (R), Director of the World Health Organization (WHO) Maria Neira (L), film director and director of the international project ‘Cape Farewell’ David Buckland (2R) and Deputy Executive Secretary of the United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC) Ovais Sarmad (2-L) visit the installation ‘pollution pods’ by Michael Pinsky during the COP25 Climate Summit in Madrid, Spain, 04 December 2019. Five interconnected geodesic domes recreate the pollution levels of different capital cities around the world. The UN Climate Change Conference COP25 runs from 02 to 13 December 2019 in the Spanish capital. EPA/JJ GUILLEN

 

 

L’anno scorso il Paese più colpito dagli eventi estremi è stato un paese ricco: il Giappone, che nel 2018 ha dovuto fare i conti con piogge eccezionali, ondate di calore e tifoni. Seguono Filippine, Germania, Madagascar, India, Sri Lanka, Kenya, Ruanda, Canada e Fiji. In termini assoluti, è l’India a essere prima sia per numero di vittime (2.081, davanti alle 1.282 giapponesi e alle 1.246 tedesche), sia per perdite economiche: (37,8 miliardi, cui seguono i 35,8 miliardi del Giappone).

 

Tornando agli ultimi due decenni (1999-2018), la classifica generale degli Stati più colpiti dagli eventi estremi provocati dal mutamento del clima non vede alcun Paese ricco tra i primi dieci, che sono Portorico, Myanmar, Haiti, Filippine, Pakistan, Vietnam, Bangladesh, Thailandia, Nepal e Dominica.

 

Eppure, nonostante i danni provocati dal mutamento del clima, “la crescente consapevolezza” di un intervento sul cambiamento climatico “è ancora troppo debole, incapace di rispondere adeguatamente al forte senso di urgenza di mettere in campo rapide azioni richieste dai dati scientifici a nostra disposizione”, ha detto Papa Francesco nel suo messaggio inviato proprio ai partecipanti alla Cop25 di Madrid.

 

“Gli studi – scrive Francesco – mostrano che gli impegni attuali degli Stati per mitigare il cambiamento climatico sono lontani da quelli necessari a ottenere gli obiettivi stabiliti dall’accordo di Parigi” nella Cop21 del 2015. “Dimostrano quanto le parole sono lontane dalle azioni”, prosegue Bergoglio. “Dobbiamo chiedere seriamente a noi stessi – sottolinea – se c’è una volontà politica per stanziare con onestà, responsabilità e coraggio più risorse umane, finanziarie e tecnologiche per mitigare gli effetti negativi del cambiamento climatico, così come aiutare le popolazioni più povere e vulnerabili”. “Stiamo affrontando – scrive ancora il Papa – una ‘sfida di civiltà’ a favore del bene comune”. Bergoglio parla anche delle iniziative messe in campo dai giovani. “Non dobbiamo mettere sulle spalle delle nuove generazioni il carico dei problemi di quelle precedenti – conclude – Dobbiamo dare loro la possibilità di ricordarci come la generazione che ha rinnovato e si è impegnata” per “preservare e coltivare la nostra casa comune”.

Vaia clima eventi metereologici cop25 trentino
I danni causati dal forte maltempo in Val Visdende (Belluno), 03 novembre 2018.
ANSA/PROMOZIONE BELLUNO E PROVINCIA/COMUNE SANTO STEFANO DI CADORE

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