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18 Febbraio 2020

Il ruolo di Bper e Unipolsai nell’operazione Intesa-Ubi Banca

Alessandro Pulcini

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Intesa Sanpaolo e Bper Banca hanno sottoscritto un accordo vincolante, per prevenire il sorgere di situazioni rilevanti ai fini antitrust sull’offerta pubblica di scambio di Intesa su Ubi Banca, che prevede la cessione di un ramo d’azienda costituito da un insieme di filiali del gruppo risultante dall’operazione, nell’ordine di 400-500 filiali, e dai rispettivi dipendenti e rapporti con la clientela, per un corrispettivo in denaro pari al 55% del patrimonio in termini di Common Equity Tier 1 del ramo.

Inoltre Intesa Sanpaolo ha sottoscritto con Unipolsai Assicurazioni un accordo per l’acquisizione di rami d’azienda riferibili a una o più compagnie assicurative attualmente partecipate da Ubi Banca, come Bancassurance Popolari, Lombarda Vita e Aviva Vita, composti dalle polizze assicurative vita stipulate con i clienti del ramo bancario oggetto della cessione e da attività, passività e rapporti giuridici ad esse relativi. Bper lancerà un aumento di capitale da un miliardo di euro per dotarsi delle risorse necessarie all’acquisizione del ramo bancario che il futuro gruppo cederà in caso di successo dell’operazione e al mantenimento dei coefficienti patrimoniali. Il gruppo Unipol e Unipolsai, “valutando positivamente” l’operazione per Bper “hanno comunicato ai competenti organi della banca il loro orientamento favorevole e la disponibilità a sottoscrivere la quota di propria pertinenza dell’aumento di capitale”.

Nell’ambito dell’aumento Mediobanca agirà come sole global coordinator e sole bookrunner sulla base di un accordo di pre-underwriting sottoscritto con Bper, che prevede l’impegno a siglare un accordo di garanzia per la sottoscrizione delle azioni ordinarie di nuova emissione eventualmente rimaste inoptate al termine dell’offerta per un ammontare massimo complessivo di un miliardo di euro. Le 400-500 filiali sono collocate prevalentemente nel Nord Italia, in particolare in Lombardia, per un ammontare complessivo di crediti netti verso la clientela di almeno 20 miliardi di euro e attività ponderate per il rischio non superiori a 15,5 miliardi. Il corrispettivo dell’acquisizione del ramo sarà pari a 0,55 volte l’ammontare del Cet1 del ramo stesso. Dal punto di vista strategico, si spiega dalla banca, la potenziale acquisizione del ramo d’azienda da Intesa Sanpaolo “risulta in linea con gli obiettivi” di Bper, “orientati alla crescita dimensionale, all’incremento della redditività e al miglioramento dell’asset quality, mantenendo al contempo una solida posizione patrimoniale”.

Alessandro Vandelli, amministratore delegato di Bper Banca, ha spiegato che “il perfezionamento dell’acquisizione del ramo d’azienda rappresenta un’importante opportunità per il nostro gruppo bancario di rafforzare la posizione competitiva in particolare nelle aree più produttive e dinamiche del Paese. L’operazione ci consentirà di aumentare la base di clientela di oltre il 40% e di conseguire un complessivo ribilanciamento della presenza del gruppo sul territorio nazionale verso aree economicamente forti, allo stato con una presenza limitata”.

L’accordo, ha continuato, “prevede l’integrazione di una rete di sportelli senza strutture centrali favorendo il miglioramento dell’efficienza operativa. Inoltre, l’assenza di vincoli relativi ad accordi distributivi consente di sfruttare a pieno le potenzialità delle nostre fabbriche prodotto. Infine la nostra lunga esperienza nella gestione di integrazione di realtà bancarie contribuisce a ridurre sensibilmente l’execution risk dell’operazione”. Fra gli effetti finanziari dell’operazione Bper prevede un aumento del portafoglio crediti di circa il 40% e del totale attivo sopra i 100 miliardi di euro, un ulteriore miglioramento della qualità del credito con un Npe ratio lordo proforma stimato, su dati 2019, in riduzione dall’11,1% a circa il 10% e previsto per fine 2020 all’8,2 e conferma la solidità patrimoniale del gruppo con un Cet 1 ratio Fully Phased consolidato proforma stimato superiore al 12,5% nel 2020 e sopra al 13% nel 2021.

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