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Microsoft, Candiani: serve un’A.I. democratica

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candiani microsoft

Dal cloud all’intelligenza artificiale, tra i protagonisti della rivoluzione tecnologica e digitale in Italia, come nel mondo, c’è Microsoft, nel pieno del suo rinascimento iniziato con la svolta impressa dal Ceo Satya Nadella. Nel nostro Paese a guidare la rivoluzione dell’azienda c’è Silvia Candiani: la Ceo di Microsoft Italia, che lo scorso dicembre abbiamo scelto come Businessperson of the year nel settore tech, racconta i risultati conseguiti dall’azienda nell’anno appena trascorso, le nuove iniziative e gli obiettivi futuri.

Cosa ha significato per Microsoft il 2019?

Le organizzazioni di tutto il mondo stanno affrontando un processo di trasformazione alimentato da cloud e intelligenza artificiale, tecnologie grazie alle quali le aziende e la società possono raggiungere grandi risultati: con il digitale il retail diventa più personale, i sistemi bancari più integrati e l’assistenza sanitaria predittiva e preventiva. In Microsoft abbiamo l’obiettivo di aiutare persone e organizzazioni a esprimere al meglio il proprio potenziale attraverso la tecnologia. I risultati ci dicono che ci stiamo muovendo nella giusta direzione. Microsoft è infatti in costante crescita, registrando trimestre su trimestre risultati positivi con un incremento del fatturato a doppia cifra nell’ultimo trimestre; risultati incoraggianti guidati dalle performance da record del cloud computing commercial che rappresenta oltre il 30% del fatturato globale. Leva strategica in questo percorso di crescita sono i nostri partner che rivestono un ruolo centrale nell’offrire consulenza e soluzioni ad hoc per accompagnare le aziende nel proprio percorso di trasformazione digitale. I partner contribuiscono al successo di Microsoft sul mercato in un rapporto virtuoso che li vede a loro volta crescere. Microsoft agisce come moltiplicatore del valore per la filiera e sul territorio: secondo i dati Idc 2019 per ogni dollaro fatturato da Microsoft l’ecosistema di partner genera oggi quasi 10 dollari e questo valore è cresciuto significativamente negli anni.

Ci parli di AI For Health, l’intelligenza artificiale al servizio della ricerca medico scientifica.

Lanciato a gennaio 2020, AI for Health è un nuovo programma di cinque anni, che fa parte dell’iniziativa più ampia AI for Good, che fa leva sull’Intelligenza Artificiale per aiutare ricercatori e organizzazioni ad affrontare le sfide più difficili in ambito medico e sanitario. L’investimento previsto è di 40 milioni di dollari. La medicina e in generale il settore sanitario sono quelli che più di altri, in questo momento storico, possono beneficiare dell’AI. Tuttavia, le risorse necessarie per dotare i ricercatori degli strumenti più adeguati per implementare AI e Data Science non sono distribuiti equamente. Meno del 5% dei professionisti AI, infatti, lavora nel settore medicale o nelle organizzazioni no-profit. È quindi cruciale fornire ai ricercatori gli strumenti necessari per migliorare il loro lavoro e aiutarli a raggiungere risultati importanti nella ricerca medico-scientifica. Grazie ad AI for Health, Microsoft sta lavorando per garantire che le organizzazioni no-profit, le università e gli istituti di ricerca abbiano accesso alle tecnologie più avanzate, a risorse ed esperti affinché possano implementare l’AI e accelerare così la Ricerca, agevolando il raggiungimento di risultati e migliorando l’accesso alle cure.

Lei ha affermato: “Un leader è efficace se è autentico”. Come vede la sua leadership?

L’autenticità non solo di un leader d’azienda ma anche dei collaboratori credo sia fondamentale. Personalmente, non potrei mai lavorare per un’azienda della quale non condivido i valori, l’approccio e la strategia perché sarebbe difficile per me dare il meglio. Ciò che mi dà energia e che mi motiva è sapere di potere avere un impatto positivo nel mondo in cui vivo; in Microsoft ho trovato proprio questo: contribuire a digitalizzare le aziende e aiutarle quindi a diventare più forti e competitive, offrire alle persone la possibilità di lavorare meglio attraverso strumenti innovativi che consentono loro di essere più soddisfatte. Sono tutti aspetti che mi rendono orgogliosa di quello che faccio. Ritengo inoltre che un leader non solo debba essere disponibile all’apprendimento continuo ma anche mettersi in gioco ed esporsi in prima linea per seguire le proprie convinzioni, mettendo in campo non solo la componente professionale ma anche la parte emotiva. È indispensabile poi dedicare tempo allo sviluppo delle persone, incontrarle e aiutarle a tirare fuori il meglio di sé, a esprimere il proprio potenziale per accrescere il loro impegno e motivazione, con impatto rilevante sull’attività in azienda.

Secondo un’indagine di Accenture presentata a fine gennaio al World Economic Forum di Davos c’è fiducia nell’efficacia delle tecnologie IT per lo sviluppo di nuovo business ma molte aziende, pur investendo, non riescono a raggiungere quanto atteso in termini di crescita e fatturato.

Al giorno d’oggi, sono sempre più numerosi i Paesi consapevoli che l’innovazione e le nuove tecnologie possono essere una leva di crescita e che, proprio in questa logica, hanno messo al centro piani di sviluppo per l’Artificial Intelligence e policy che favoriscano l’adozione e di queste tecnologie per aumentare la competitività. Da un’analisi che abbiamo condotto in collaborazione con l’American Chamber of Commerce è emerso che nel nostro Paese, la ricchezza generata da una maggiore diffusione dell’AI ovvero il fatturato in più prodotto dalle nostre imprese ammonterà nel 2030 a 570 miliardi che corrisponde a un +23%. Le aziende che prima e meglio adotteranno le nuove tecnologie cresceranno, mediamente, ogni anno, di circa il 3% in più rispetto alla media del loro settore di riferimento. Percentuali che variano a seconda del segmento di mercato: l’accelerazione più significativa sarà nell’Ict (+5,4%), nei servizi finanziari (+4,7%), nell’automotive (+4,2%) e tra i produttori di beni di largo consumo (+4,2%). Ovviamente gli investimenti in tecnologia non sono sufficienti. Ci sono tre fattori altrettanto determinanti affinché le nuove tecnologie siano davvero efficaci: una visione strategica del Top Management, ovvero una leadership illuminata che comprenda il valore strategico delle nuove tecnologie e le opportunità che è in grado di generare per il business e i dipendenti, la promozione di una cultura del cambiamento che contribuisca a creare un ambiente aperto alla sperimentazione e le competenze, essenziali per un uso efficace dell’AI, che provengono sì dai nuovi talenti ma che sono anche il frutto di programmi di formazione per la riqualificazione delle risorse già presenti in azienda. Uno studio Microsoft-KRC Research ha dimostrato proprio il valore della cultura digitale quale driver strategico per la competitività del Paese. È stato dimostrato infatti che le realtà italiane caratterizzate da una forte cultura digitale sono quelle in cui i vertici sostengono il potenziale della tecnologia per aiutare le persone e il business a crescere, in cui ne promuovono l’utilizzo con l’esempio ed in cui i dipendenti ottengono la formazione di cui hanno bisogno per ottenere il massimo dal digitale. Di fatto però solo il 17,4% degli italiani lavora in contesti con una grande cultura digitale, ecco perché in Microsoft vogliamo dare il nostro contributo, promuovendo la formazione e la condivisione di best practice.

Quali sono le nuove strategie di Microsoft per la cybersecurity?

In Microsoft ci impegniamo affinché tutti i nostri prodotti e servizi siano conformi ai requisiti di sicurezza, privacy e trasparenza, e rappresentino una risposta alle esigenze sempre più stringenti sia nel settore pubblico che nel privato, in termini di Cybersecurity. L’obiettivo è quello di aiutare un sempre maggior numero di aziende pubbliche e private a cogliere le opportunità del Cloud Computing e dei trend digitali alimentando la fiducia in questi nuovi paradigmi tecnologici, contribuendo così al percorso di crescita dell’intero Paese. A livello globale, abbiamo istituito da tempo una Digital Crimes Unit ovvero un team di legali, investigatori, data scientist, ingegneri e analisti basati in 30 Paesi che lavorano per promuovere la sicurezza digitale in tutto il mondo. Se invece pensiamo al GDPR, il regolamento europeo sulla protezione dei dati, Microsoft non solo ha dato fin da subito il suo supporto a questa normativa ma ne ha applicato le disposizioni su scala globale. La sicurezza però non deve essere una priorità solo per le aziende tecnologiche. Non è un caso che il nostro Presidente Brad Smith abbia proposto l’istituzione di una Convenzione di Ginevra Digitale che impegni i governi ad attuare le norme sviluppate per proteggere le persone dai cyberattacchi. In questa alleanza, compito delle aziende tech è senz’altro quella di mettere a disposizione strumenti e competenze, ma deve esserci un senso di responsabilità condivisa tra pubblico e privato che metta la sicurezza dei cittadini al centro.

Bill Gates ha detto: “Sopravvalutiamo sempre il cambiamento che si verificherà nei prossimi 2 anni e sottostimiamo il cambiamento che si verificherà nei prossimi 10 anni”. Quali scenari per Microsoft per il futuro?

È in corso quella che molti chiamano Quarta Rivoluzione Industriale, momento storico in cui trend digitali dirompenti come l’Intelligenza Artificiale e la Robotica stanno trasformando profondamente il modo in cui viviamo e lavoriamo e che nei prossimi anni saranno sempre più integrati in ogni aspetto della nostra quotidianità. L’AI rappresenta una straordinaria opportunità per le organizzazioni e i governi in tutto il mondo di innovare e crescere, ampliando le capacità delle persone, migliorandone la produttività e trainando lo sviluppo socio-economico. È già tangibile il suo impatto sulla società: sta aiutando per esempio medici e ricercatori a trovare nuove cure per il cancro, consente a persone di due Paesi diversi di comunicare abbattendo le barriere linguistiche, aiuta gli agricoltori a combattere il cambiamento climatico preservando i raccolti. Siamo convinti che l’AI possa contribuire in modo concreto a risolvere molte sfide globali e, proprio in quest’ottica, in Microsoft abbiamo l’obiettivo ambizioso di democratizzare l’AI, amplificando l’ingegno umano attraverso la tecnologia intelligente. A differenza di ciò che si dice, l’Intelligenza Artificiale non ci porterà via il lavoro ma al contrario lo farà evolvere: se è vero che alcune professioni probabilmente scompariranno, molte altre nuove saranno create, saranno eliminate le operazioni più monotone e ripetitive e saranno valorizzate ancora di più la creatività e il genio umano.

Cosa è necessario fare in questo contesto?

Diventa indispensabile lavorare sulle competenze per fare in modo che professionisti e studenti siano pronti ad affrontare le professioni del futuro; è quello che stiamo contribuendo a fare con Ambizione Italia, il grande progetto di formazione, aggiornamento e riqualificazione delle competenze in chiave digitale che come Microsoft abbiamo avviato in tutta Italia in collaborazione con aziende partner e istituzioni con l’obiettivo di ridurre lo skills mismatch, contribuendo all’occupazione e alla crescita dell’Italia. Affinché l’AI sia davvero un’opportunità reale, mai come ora è indispensabile che le aziende tecnologiche lavorino a stretto contatto con Governi e Istituzioni per stabilire un approccio etico comune e promuovere un uso responsabile e sicuro delle nuove tecnologie. La tecnologia infatti è uno strumento che ha avuto un profondo impatto sull’uomo in tutto il mondo, sia in modo positivo che negativo e lo farà sempre. Occorre infondere fiducia nelle persone e far comprendere loro il potenziale positivo del digitale. L’Intelligenza Artificiale ci sta aiutando anche ad affrontare importanti sfide sociali e può contribuire a creare una maggiore inclusione economica e civica. La tecnologia ha infatti la grande responsabilità di far progredire ogni ambito della vita umana senza lasciare indietro nessuno, dal rispetto dell’ambiente a una maggiore accessibilità, sino a una società più aperta. Per attuare un cambiamento che conduca a una vera trasformazione, l’accessibilità deve diventare una priorità. Vogliamo infatti che ogni persona abbia la possibilità di lavorare insieme agli altri e abbia pieno accesso alle informazioni. Sappiamo che l’accessibilità è la base per costruire esperienze inclusive che consentano a ogni persona di essere più connessa, indipendente e produttiva. In Microsoft ci stiamo muovendo per rendere la tecnologia più accessibile a tutti e dedichiamo il massimo impegno ad ascoltare i nostri clienti, imparare dalle loro esperienze e continuare a migliorare i nostri prodotti e i nostri servizi. In Microsoft infatti lavoriamo a tutti i livelli aziendali per sviluppare soluzioni accessibili e inclusive che consentano alle persone con disabilità di realizzare pienamente il proprio potenziale. Non dobbiamo dimenticare un’altra sfida cruciale dei nostri tempi, la sostenibilità ambientale. In Microsoft ci siamo prefissati un obiettivo importante: diventare carbon negative entro il 2030 ovvero saremo in grado non solo di azzerare le nostre emissioni ma anche di rimuovere quelle già esistenti. Con il programma internazionale AI for Earth, invece, sosteniamo attraverso la nostra tecnologia, servizi e formazione progetti volti a combattere il cambiamento climatico. Dal 2017, abbiamo supportato al momento oltre 300 organizzazioni in più di 60 Paesi in tutto il mondo, anche alcune realtà in Italia.

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