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Coronavirus, l’industria bergamasca che non può fermarsi

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Una Fort Knox nell’epicentro del focolaio bergamasco del Covid-19. Che alla prima notizia di contagio in Italia si è attrezzata ben oltre le misure richieste dal Governo a tutela della produzione ma soprattutto dei suoi uomini. La Aluberg di Bagnatica, Bergamo, è tra i campioni mondiali nella produzione di film in alluminio. L’azienda, prossima a Nembro e Alzano Lombardo, tristemente agli onori delle cronache, serve sia l’industria farmaceutica – pensiamo ai blister – sia quella alimentare. Un tassello fondamentale della supply chain che non può fermare le macchine.

Centocinquanta dipendenti, un fatturato 2019 prossimo ai 90 mln di euro, Aluberg ha assunto “precauzioni estreme da subito, ancor prima della obbligatorietà” spiega a Fortune Italia l’amministratore delegato Riccardo Spolaor. Ogni settimana, tutti i sabati pomeriggio, quand’anche non richiesta dalle normative attuali non essendoci casi accertati di contagio, viene effettuata la sanificazione dei locali. “La si fa e basta. Indipendentemente da tutto, indipendentemente dai costi, che non conosco e non voglio sapere. Si fa, punto” chiosa Spolaor. In smart working l’intera amministrazione, 30 dipendenti in auto-quarantena, il resto al lavoro, tutti i giorni, su tre turni. “A chi entra il capoturno prende la temperatura. Possono esserci stati casi asintomatici, ovviamente, ma questo non possiamo saperlo. Certo è che molti dei nostri dipendenti hanno perso parenti o amici. Del resto, siamo proprio tra Alzano e Nembro: molti hanno perso lo zio anziano, il padre, la madre…”.

Un dolore che si rinnova ogni giorno. La produzione continua, però, mentre “il problema oggi è rappresentato dai trasporti, soprattutto verso l’Est Europa, dove le rotte si sono allungate di 7-10 giorni”. Altro tema, “le tariffe, che sono aumentate del 45%”. Nonostante questo si va avanti, si deve. La domanda aumenta “su tutte le linee produttive: la scorsa settimana gli ordini sono stati quasi tre volte superiori rispetto a quelli di una settimana ‘normale’. Da tutto il mondo: dal Sud America, Turchia, Medio Oriente, Nord Africa, Australia, Stati Uniti, Europa. Tutti stanno facendo magazzino per mettersi al riparo da eventuali carenze sugli approvvigionamenti. Noi pure abbiamo sensibilmente aumentato il nostro magazzino”.

Di fronte al rischio di un blocco dei trasporti, il comparto, trattando materiale sensibile, dovrebbe essere al riparo, ma Alufoil (European Aluminion Foil Association) ed Fpe (Flexible Packaging Europe), associazioni di categoria, delle quali fa parte tutto il mondo dell’imballaggio flessibile europeo, “stanno comunque facendo pressione a Bruxelles perché il comparto rientri in categoria protetta. Questo al fine di assicurare – spiega Spolaor – una linea verde che garantisca i trasporti affinché, qualunque cosa succeda, non possano essere fermati, trattandosi di prodotti indispensabili alla sopravvivenza della popolazione”. A fronte di comparti produttivi completamente fermi, fabbriche chiuse e serrande abbassate, realtà come Aluberg lavorano 24 ore su 24, “un dovere morale”, sottolinea Spolaor, nella consapevolezza dei rischi che si corrono, ma contemporaneamente mettendo in campo tutte le contromisure necessarie. “Se si inizia a fermare la produzione e non si consegnano più le medicine e i prodotti alimentari, le conseguenze possono essere ben peggiori. La catena della fornitura non può essere fermata”.

Aluberg serve 130 Paesi in 4 continenti. E’ stata riconosciuta dal London Stock Exchange tra le 110 società italiane più dinamiche del Vecchio Continente, nell’ambito del secondo Rapporto “100 Companies to Inspire Europe” 2018. Con oltre 20 anni di esperienza, è specializzata nella trasformazione di alluminio sottile, film plastici e accoppiati flessibili. Secondo una recente ricerca di Market Insight Reports il mercato globale dei blister per prodotti farmaceutici è stato valutato nel 2018 5,9 miliardi di dollari (in termini di ricavi) e si prevede che raggiungerà gli 8,9 miliardi di dollari entro il 2025 con un Cagr del 6%.

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